RECENSIONI

Discesa all’Inferno Vol. 1 – Il Magazzino di G. Ennis e G. Sudzuka | Recensione

Domenico Bottalico 06/06/2019

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  • Autori: Garth Ennis (testi) Goran Sudzuka (disegni)
  • Casa Editrice: saldaPress
  • Genere: thriller
  • Provenienza: USA
  • Prezzo: € 19.90, 16.8×25.6, 128 pp., colore, cartonato
  • Data di pubblicazione: 30 maggio 2018

saldaPress continua ad attingere dal catalogo Aftershock e dalla produzione più recente di uno degli autori più amati del panorama fumettistico anglosassone ovvero Garth Ennis, nome che di certo non ha bisogno di presentazione avendo attraversato trasversalmente, con il suo stile caustico, tutti i tipi di narrazione da quella supereroistica più “classica” fino alle lande “impegnate” della Vertigo.

La casa editrice emiliana propone quindi la recentissima Discesa all’Inferno, serie che l’autore irlandese confeziona insieme a Goran Sudzuka (Y – L’ultimo Uomo, Wonder Woman).

“Due detective entrano in un magazzino”. Incipit famigliare a molte storie poliziesche, anche dello stesso Ennis, peccato che nel momento stesso in cui seguiamo Shaw e McGregor, intervenuti sul posto per andare alla ricerca di due colleghi scomparsi all’interno dell’edificio, tutto inizia a perdere clamorosamente di senso. Il magazzino sembra un labirinto senza via d’uscita mentre gli incontri sono al limite dell’impossibile oltre alle voci che persistenti inseguono Shaw per i corridoi.

Mentre i due detective cercano di razionalizzare quanto sta accadendo, riviviamo in analessi una delle loro ultime indagini incentrata su quella che all’apparenza era una rete di pedofili. L’arresto del responsabile di questa rete tuttavia non aveva portato alla risoluzione del caso anzi apparentemente lo aveva “complicato” portando Shaw ad un gesto davvero inconsulto.

Proprio Shaw è convinta che quel caso e gli avvenimenti del magazzino siano collegati, come o perché tuttavia non è dato ancora saperlo se non altro perché l’ultima apparizione all’interno del magazzino è decisamente… impossibile.

Che tutto questo sia una elaborata punizione per Shaw e McGregor… una sorta di inferno a loro misura?

Dismesse le parti del provocatore, Garth Ennis confeziona un thriller esoterico che affonda evidentemente le sue radici nel capostipite televisivo del genere – Twin Peaks – e per la forma invece da un altra grande serie televisiva degli ultimi anni ovvero True Detective.

L’elemento esoterico – la rete dei pedofili con il suo inquietante “capo” e il magazzino che diventa luogo in cui spazio e tempo si annullano – si intreccia quindi con le parti più classicamente procedural delle vicende, tutte ambientate nel passato, che contribuiscono a rendere la narrazione incalzante e a fare da contraltare all’atmosfera opprimente invece delle parti ambientate nel magazzino.

Quello di Ennis è un lavoro di cesello in cui fonti di ispirazioni ben evidenti vengono filtrate attraverso uno stile personale e riconoscibile che non rinuncia all’ironia – mai troppo velata – o al commentare usi e costumi distorti della nostra società come l’omofobia o la vendita delle armi in questo specifico caso.

Ad accompagnare Ennis c’è poi l’espertissimo Goran Sudzuka. Il suo stile spigoloso ben si adatta all’atmosfera della storia la cui sceneggiatura con la sua “doppia natura” trova una cifra ben evidente nel marcato uso del chiaroscuro che permette alla storia di muoversi tanto in ambito poliziesco tanto in quello soprannaturale.

In Discesa all’Inferno i fan dell’autore britannico ritroveranno sicuramente il loro autore preferito in una veste forse meno “conosciuta” ma senz’altro non meno intrigante.

Pur non presentando nessun extra di rilievo, il cartonato confezionato da saldaPress è agilissimo e si contraddistingue per la solito eccellente cura carto-tecnica in cui spicca la traduzione scorrevolissima del veterano Leonardo Rizzi.

In breve

Storia

7

Disegni

7

Cura Editoriale

8

Sommario

In Discesa all’Inferno i fan dell’autore britannico ritroveranno sicuramente il loro autore preferito in una veste forse meno “conosciuta” ma senz’altro non meno intrigante.

Quello di Ennis è un lavoro di cesello in cui fonti di ispirazioni ben evidenti vengono filtrate attraverso uno stile personale e riconoscibile che non rinuncia all’ironia – mai troppo velata – o al commentare usi e costumi distorti della nostra società come l’omofobia o la vendita delle armi in questo specifico caso.

Punteggio Totale

7.3

stars

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