Consideravate Preacher di Garth Ennis provocatorio? Allora non conoscete The Boys! Arriva l’edizione da edicola di una delle serie più trasgressive e iconoclaste dell’autore irlandese! Scoprite le violente e allucinanti vicende di Butcher e soci in un albo targato Panini Comics!

The Boys n. 1

Autori: Garth Ennis (testi), Darick Robertson (disegni)

Casa Editrice: Panini Comics

Provenienza: USA

Genere: Supereroi

Prezzo: € 3,00,17 x 26, pp. 48, col.

Data di pubblicazione: dicembre 2012

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Quando Siegel & Shuster crearono Superman, il primo supereroe della storia dei comics, fissarono sin dal principio alcune caratteristiche che si rivelarono essenziali non solo per il Figlio di Krypton ma anche per i numerosi epigoni che apparvero nei fumetti americani: il supereroe era idealista, agiva sulla base di saldi valori morali, era al servizio dell’uomo comune, non approfittava del suo potere per perseguire interessi egoistici e soprattutto non uccideva. È pur vero che il Batman degli esordi, che molto doveva all’immaginario pulp e hard-boiled, non si esimeva dal mandare al creatore i cattivi; ma dopo poco tale elemento scomparve e i giustizieri in calzamaglia furono personaggi positivi nonché  modelli da proporre ai giovani lettori.

La denuncia di Frederick Wertham negli anni cinquanta non contribuì a modificare la situazione e nei primi anni sessanta, in piena Silver Age, non si rilevarono cambiamenti. Sebbene gli eroi Marvel di Stan Lee fossero meno perfetti di Superman e company, restavano character che ponevano il bene collettivo al di sopra di ogni cosa e il celebre motto dell’Uomo Ragno (da un grande potere derivano grandi responsabilità) fu la regola implicita da seguire e rispettare. Nei seventies nacquero comic-book imperniati su creazioni più discutibili, certo, ma si trattava o di personaggi horror, per esempio Dracula, o di avventurieri fantasy sul genere di Conan, e non si poteva quindi parlare di supereroi veri e propri. E vigilanti come il Punitore erano considerati alla stregua dei criminali.

Le cose mutarono negli anni ottanta del cosiddetto Rinascimento Americano e l’ambiguità morale prese piede. Chris Claremont delineò Wolverine come un eroe mutante pronto a compiere gesti estremi se le circostanze lo richiedevano; Frank Miller inventò la sensuale e letale ninja Elektra che aveva parecchi elementi discutibili nella sua personalità; lo stesso Punitore si trasformò in una figura di primo piano. Con tali personaggi gli autori iniziarono a mettere in discussione il mito inattaccabile della superiorità etica e morale del supereroe. Quando poi Alan Moore e Dave Gibbons realizzarono il capolavoro Watchmen niente fu più come prima.

Alan eliminò ogni forma di ipocrisia. Il suo ragionamento, che lo si possa o no condividere, non faceva una piega: se i supereroi esistessero realmente, si chiese, come si comporterebbero? Sarebbero bravi e buoni boyscout interessati al benessere della società? O, nel migliore dei casi, rivelerebbero debolezze e fragilità non dissimili da quelle di ogni altra persona? E, nel caso peggiore, non potrebbero comportarsi in maniera addirittura più negativa dei villain che contrastano? La risposta fu scontata. Watchmen aprì la strada a una pletora di fumetti dedicati a giustizieri violenti, estremi e psicopatici e il trend continua tuttora. Al di là del giudizio che si può dare su questo genere di prodotti, bisogna ammettere che tanti sono di scarso valore; altri, invece, vanno giudicati con favore.

È il caso di The Boys, scritto dal trasgressivo Garth Ennis, noto per il controverso Preacher. L’autore aveva ideato il serial per la DC ma passò alla Dynamite poiché i boss DC non lo tollerarono. E non perché violento (e lo è). Non perché iconoclasta (e merita la definizione). In definitiva, stiamo ragionando sullo scrittore che si era permesso cose impensabili con Preacher. Il problema di The Boys era dato dal fatto che la serie è una spiazzante satira del concetto stesso di supereroe, cioè l’elemento narrativo che ha fatto la fortuna dell’etichetta di Superman, Batman e Wonder Woman.

Nel mondo descritto da Ennis esistono supereroi e non sembrano dissimili da quelli visti in centinaia e centinaia di storie. Indossano costumi, hanno identità segrete, combattono i criminali e collaborano tra loro. Ma se ne fregano delle persone. Sono perversi e deviati e la loro vita privata è sconvolgente. Per giunta, quando combattono non pensano alle conseguenze delle loro azioni. E se qualche innocente muore, pazienza. E ciò che avviene alla sfortunata ragazza di Hughie, uno dei personaggi principali della story-line. Fa una brutta fine a causa della sconsideratezza dell’indifferente A-Train.

Non è la prima volta che succede e Butcher, altro fondamentale character di The Boys, misterioso e perfido individuo che ha vari motivi per odiare i supereroi, decide che è il momento di risolvere la situazione. I supereroi sono mine vaganti e vanno monitorati e tenuti sotto controllo. Sfruttando alcuni contatti governativi, Butcher si impegna a fondare un gruppo denominato The Boys che avrà il compito di tenere a bada gli eroi in costume, con metodi e finalità che si preannunciano inquietanti. Tra le loro fila ci saranno Hughie, appunto; lo psicopatico Francese; il tormentato Latte Materno; e l’agghiacciante Femmina della Specie. Ma queste sono solo le premesse di una story-line complessa e intrigante come poche.

Panini Comics che finora ha tradotto regolarmente il serial in tp ha varato un mensile da edicola e questa prima uscita ne include i due episodi iniziali. I fan di Ennis troveranno i contesti fuori di testa tipici del suo stile: corpi smembrati, stragi repentine, cani famelici, crudi rapporti sessuali, e non mancano i dialoghi sarcastici che sono il suo marchio di fabbrica. Le psicologie appaiono complesse e sfaccettate e non mancheranno sorprese in questo senso.

A disegnare The Boys è il bravissimo Darick Robertson che rende giustizia alle sceneggiature di Garth con il tratto accurato che già impreziosiva Transmetropolitan. Il penciler rappresenta le figure umane con perizia e maestria e rende con abilità le architetture e gli ambienti urbani, così come gli interni ricchi di dettagli e di sfiziosi particolari, ricorrendo a una costruzione efficace della tavola.

Se non avete mai letto The Boys fareste bene a colmare la lacuna, approfittando della presente edizione economica. The Boys è uno dei comic-book più irriverenti mai concepiti: l’ultimo stadio dell’evoluzione (o involuzione, a seconda dei punti di vista) del supereroe. E tenete bene a mente questo: qui nessuno è innocente. Nessuno è positivo. Vale per gli eroi. Per i criminali. E per i terribili Boys.


Voto: 8

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