Space Jam New Legends: recensione del sequel di Malcolm D. Lee

Il film è in sala dal 23 settembre 2021 con Warner Bros.

Pubblicato il 23 Settembre 2021 alle 12:21

Titolo originale: Space Jam A New Legacy

Diretto da: Malcolm D. Lee

Scritto da: Juel Taylor & Tony Rettenmaier & Keenan Coogler & Terence Nance e Jesse Gordon e Celeste Ballard, su una storia di Juel Taylor & Tony Rettenmaier & Keenan Coogler & Terence Nance

Cast: LeBron James, Don Cheadle, Khris Davis, Sonequa Martin-Green, Cedric Joe, Jeff Bergman, Eric Bauza, Zendaya

Prodotto da: Warner Animation Group, Proximity Media, The SpringHill Company

Uscita: 23 settembre 2021, #soloalcinema

Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

Federico Vascotto
Federico Vascotto
2021-09-23T12:21:00+02:00
Federico Vascotto

Titolo originale: Space Jam A New Legacy Diretto da: Malcolm D. Lee Scritto da: Juel Taylor & Tony Rettenmaier & Keenan Coogler & Terence Nance e Jesse Gordon e Celeste Ballard, su una storia di Juel Taylor & Tony Rettenmaier & Keenan Coogler & Terence Nance Cast: LeBron James, Don Cheadle, Khris Davis, Sonequa Martin-Green, Cedric Joe, Jeff Bergman, Eric Bauza, Zendaya Uscita: 23 settembre 2021, #soloalcinema Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

Un sequel/revival deve sempre bilanciare il vecchio e il nuovo nella storia che racconta, magari attualizzarla all’oggi ma tenendo saldi i valori che avevano fatto al fortuna del primo capitolo. Purtroppo Space Jam New Legends il sequel/revival di Malcolm D. Lee del cult del 1996 Space Jam con Michael Jordan non riesce appieno in questo intento.

Fuori Michael Jordan, dentro LeBron James a raccogliere l’eredità (e proprio di eredità si parla in questo film, come nel titolo originale) dello schema ripetuto. Un campione del basket attuale si ritrova ad avere a fare con i personaggi dei cartoni animati dei Looney Toones, formando una strampalata squadra per battere un nemico altrettanto improbabile. Se nel primo caso la trama era davvero risicata, senza troppi messaggi di fondo, e senza troppi obiettivi nell’accettare di giocare con la squadra di cartoon, la forza stava proprio nella purezza dell’incontro fra due mondi.

Questa volta a muovere LeBron è invece il riavere il figlio Dom (l’esordiente Cedric Joe), fissato più dei computer che del basket, tanto da aver creato un videogame tutto suo su una partita di basket ad immagine e somiglianza del padre, che però vorrebbe seguisse le proprie orme. Dom viene rapito da Al G, l’algoritmo diabolico in odore di Ultron della Marvel che ha le fattezze di Don Cheadle e un fare da villain decisamente ridondante e fuori tempo. Dom viene rapito ovviamente col pretesto che il padre non lo capisce fino in fondo e non gli permette di essere se stesso, e la guerra all’ultimo canestro servirà a padre e figlio per risanare il loro rapporto e guardare dal punto di vista dell’altro per comprenderlo meglio.

Space Jam New Legends: un sequel in cui c’è troppo di tutto

space jam new legends

La parte meno riuscita del film è però proprio l’incontro dei due mondi. La carta vincente nel vecchio Space Jam come fatto in Chi ha incastrato Roger Rabbit? o nel più recente Tom & Jerry era usare la tecnica mista, inserendo quindi personaggi in carne ed ossa in un mondo animato e viceversa. In Space Jam New Legends si sceglie di dividerli e andare prima di sequenza animata con LeBron in versione cartoon nel mondo dei Looney Toones, e successivamente arrivare alla parte live action sulla Terra con i “lunatici” in versione “in carne ed ossa”. Il risultato finale, complice l’eccessiva CGI, è davvero di poca attrattiva e fa perdere la magia, dimostrando meno cuore rispetto a quanto vorrebbe.

Non solo: si decide di coinvolgere inutilmente i mille mondi – o dovremmo dire properties – di Warner Bros. come Harry Potter, Il Trono di Spade, Worlds of DC e così via, per affollare di personaggi gli spalti dello stadio così come le mille e una citazioni inserite nel film. Il risultato anche qui però sono solamente continui ammiccamenti a mondi conosciuti da piccoli e grandi spettatori, e quasi un dover giocare a Where’s Wally piuttosto che godersi il film. Lo stesso dicasi per l’eccessivo inserimento della tecnologia e del videogame sia nel tessuto narrativo del film che nell’aspetto visivo (e quindi nuovamente nella CGI, ridondante e spesso inutile). Un aspetto che invece ad esempio il nuovo Jumanji ha miracolosamente equilibrato e modernizzato in modo (con)vincente.

Pregio di questo sequel/revival è invece il messaggio di fondo sull’importante del divertirsi invece di vincere, e dell’essere se stessi e non ciò che gli altri si aspettano da te, abusato certo ma ben inserito nella storia familiare e professionale di LeBron. Messaggio che in fondo mancava nel primo Space Jam e che qui si dimostra un’aggiunta valida. Riusciranno LeBron e i Looney a vincere la partita? La vera domanda é: come ci riusciranno?

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In Breve

Giudizio Globale

6.5

Sommario

Un sequel/revival che vuole omaggiare il vecchio guardando fin troppo al nuovo, e sceglie erroneamente di non sfruttare la tecnica mista ma di dividere i due mondi, infarcendoli inutilmente di tecnologia videoludica e di altri universi Warner, come se i Looney Toones non fossero abbastanza.

6.5

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