Personalmente non avrei dato un centesimo a questo reboot/sequel di Jumanji, data l’importanza del film originale con uno splendido Robin Williams e la sua perfezione nell’essere un film di Natale alternativo avventuroso-familiare.

Eppure, incredibilmente, già con il primo film del 2017 di questa “nuova” saga lo spirito anni ’90 rimaneva intatto, ma senza risultare stucchevole o troppo omaggio di un’epoca passata come aveva fatto ad esempio Stranger Things; piuttosto mantiene la genuinità e semplicità dell’intrattenimento di una volta, giocando sulla fisicità, sulla bravura comica dei protagonisti (The Rock sorpresa/conferma su tutti), sulla commedia degli equivoci e sugli scambi di persona, senza mai essere volgare o cedere ai doppi sensi.

Il cast adulto interpretava gli avatar/alter ego dei quattro giovani protagonisti che si ritrovano catapultati nel gioco di una vecchia consolle (l’evoluzione del gioco da tavolo anni ’90) – invece che far arrivare la giungla nel mondo reale da dentro il gioco, come accadeva nel film con Robin Williams.

Finito il processo di rimordenamento, a Natale 2019 arriva Jumanji – The Next Level un nuovo livello del gioco come da regolamento dei games anni ’90. E’ un po’ debole il movente per cui i quattro protagonisti si ritrovano catapultati di nuovo nell’universo di Jumanji ma poi la storia prende una piega inaspettata, trovando il modo di rinnovarsi senza tradire se stesso e lo “schema” di gioco.

Jake Kasdan e i co-sceneggiatori Jeff Pinkner e Scott Rosenberg hanno trovato vari stratagemmi per rinnovare la storia che altrimenti sarebbe stata troppo ripetitiva. Quindi è come se fossimo di nuovo per la prima volta a Jumanji, anche se non è esattamente così, e ci sono delle new entry interessanti come lo splendido Danny DeVito un po’ erede di Robin Williams e soprattutto un altro omaggio agli anni ’90 se vogliamo.

Jack Black è l’altra conferma comica di questo “sequel del sequel”, che esplora ovviamente anche nuove aree della giungla, che sorprendentemente vengono dall’Oriente come un vecchio bazaar pieno zeppo di oggetti e persone (perfetto in un videogame per trovare artefatti utili a continuare la missione), un deserto apparentemente senza fine e addirittura delle montagne ripide e innevate. Un perfetto sequel natalizio alternativo avventuroso per tutta la famiglia, indirizzato tanti agli adulti e non necessariamente quelli nostalgici quanto agli spettatori più piccoli, riuscendo a intrattenere piacevolmente l’intera platea.

Anche visivamente questo nuovo Jumanji porta gli effetti speciali ad un nuovo livello, costruendo più scene d’azione rispetto al primo film e coinvolgendo maggiormente la giungla di Jumanji – che era il tratto distintivo del film originale come difficoltà per i giocatori abituati al mondo moderno. Una sequenza in particolare, quella dei mandrilli, è costruita ad arte anche per la coreografia di regia e azione che vi si svolge all’interno, con una corsa sui ponti pericolanti degna di Indiana Jones.

Rimanete fino ai titoli di coda: ci sarà una scena post credits che sarà la perfetta chiusura del cerchio con il film originale e con ciò che potrebbe venire dopo, un po’ come il nuovo Jurassic World. Un terzo film a questo punto è d’obbligo per completare la missione, per l’ultima volta.

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