Vi proponiamo una lunga intervista ad Alberto Galloni, responsabile delle collane manga di Magic Press Edizioni, il quale ci parla della casa editrice e del mercato dei fumetti giapponesi a 360° con quell’inconfondibile piglio che lo contraddistingue.

La piacevolissima chiacchierata è stata raccolta telefonicamente; a questo proposito ringrazio ovviamente Alberto per la disponibilità, il caro Luca Di Salvatore di Magic Press Edizioni per la collaborazione e la Signora Ice per l’aiuto logistico.

MF: Ciao Alberto, bentornato su MF.
AG: Cioè?

Come cioè?
Che fai, leggi pure le domande?

E certo che le leggo…
Ma sei vergognoso!

(risate)

Ma scusa le ho scritte fammele leggere!
Ma no, non serve.
Ok, fai ‘ste domande.
E aggiornale…

Sono aggiornate, perché se rimanevamo a quelle di Febbraio…
Ho capito, ma a Febbraio mi chiedevi di Eroica…

Paoletto a Febbraio ti chiedeva lo spin-off di Eroica sulla Polonia.
E Paoletto che sta facendo?

Niente, Paoletto quando ci sono le interviste tira fuori qualche domanda anche lui.
Eh, e che vuole sape‘?

Vuole sape’ se lo fai o non lo fai.
No, al momento non lo facciamo.

Sono quattro anni che è iniziata la tua collaborazione con Magic Press Edizioni, giusto?
Sì, esattamente quattro anni.

Puoi stendere un bilancio su questo periodo di tempo?
All’inizio, quattro anni fa, c’erano delle idee che provenivano anche da esperienze precedenti e, insieme ad Andrea Materia, ci siamo rivolti alla Magic Press. Le prime serie, Nanako SOS, Pollon, Georgie, erano preventivate da tempo. Si trattava di una specie di piano di ristampe: di Georgie c’era già un’edizione, ma anche di Pollon e RG Veda. Siamo stati anche criticati dai fan, ma la nostra idea si può riassumere con poche parole: meglio ristampare qualcosa di conosciuto, piuttosto che proporre qualcosa di nuovissimo, perché una novità sconosciuta, per quanto bella, si sarebbe certamente persa nel marasma di proposte editoriali che ogni mese affollavano gli scaffali delle fumetterie (erano tante allora, figuriamoci adesso).
Nel 2008 questa strategia funzionò bene. Eravamo parecchio soddisfatti dei risultati delle nostre serie. Ovviamente il mercato cambia di anno in anno, cambia, si evolve e può anche tornare indietro invece di andare avanti, che è quello che poi è veramente successo: nel 2008 pensavamo “sì ma tanto il mercato peggio di così non può andare… stiamo già raschiando il barile”. Evidentemente il barile era più profondo di quanto immaginavamo e continuiamo tuttora a scavare, trovando anche delle insperate risorse che all’epoca neanche immaginavamo. Ecco, Yamatogawa e un Witchcraft del caso possono essere considerate risorse importanti per andare avanti, soprattutto in questo periodo. Ma anche gli yaoi lo sono: i risultati dati da Mi Vergogno da Morire e di questa linea di fumetti sono diventati abbastanza importanti per l’economia della stessa casa editrice.

Il 2012 invece come sta andando?
Il 2012 sta andando drammaticamente per tutti, forse un po’ meno drammaticamente per Magic Press che non si è mai rivolta al grosso mercato e ha sempre puntato a una nicchia super specializzata di lettori di fumetti (e manga). Chi vede crollare le vendite da diecimila a mille copie, si spaventa molto di più rispetto a chi passa da duemila a mille (numeri un po’ a caso).
Diciamo che per come è strutturata la Magic Press ce la possiamo cavare, anzi, ce la stiamo cavando! Ma certamente la situazione rispetto al 2008 è estremamente drammatica, anche per via della crisi generale che coinvolge l’intero paese, non solo il mondo del fumetto.

Da diverso tempo non siete più esclusiva Alastor. Come procede l’avventura in solitaria?
Meglio del previsto. Noi non abbiamo siglato alcuna esclusiva: vendiamo con tutti e anche da soli. Se un distributore vuole comprare i nostri prodotti li può comprare e quindi se un negozio vuole comprare direttamente da noi può farlo, ma se si vuole rifornirsi da un grossista non è cambiato nulla rispetto a prima.
La differenza importante è che non siamo più vincolati alle strategie adottate da un distributore, siamo noi che decidiamo cosa fare e quando farlo. Diciamo che finora questa cosa è stata una scelta di cui siamo soddisfatti, anche perché adesso Alastor è un distributore che è anche editore, quindi diciamo che ci sentiamo più sicuri a non dipendere da un altro editore.

Il mercato dei manga è sempre più competitivo, nonostante la situazione drammatica ,e gli annunci dei tuoi concorrenti si fanno sempre più numerosi; MPE sembra andare controcorrente, preferendo dosare le nuove acquisizioni.
La Magic Press è sempre stata in controtendenza, non mi sono mai sbizzarrito in conferenze stampa con milioni e milioni di annunci. O almeno dal 2008 ad adesso non è mai successo.

Non rischiate di restare lontano dai riflettori nella percezione dei lettori?
Dipende da quale lettore. Nel 2008, in tutti i casi, il dubbio di restare troppo lontani dai riflettori era certamente più forte di adesso, anche perché chiunque incominciasse la sua carriera editoriale con meno di 10 volumi al mese, non era nessuno. Noi ci siamo detti: “ne pubblichiamo due, però buoni”. Alla fine la qualità della nostra selezione di titoli ci ha permesso di andare avanti anche con poche uscite mensili. Adesso gli anni sono passati, il marchio in un certo senso si è affermato e siamo anche riusciti ad affermare, o comunque a dare speranze, a due filoni di pubblico che per tutti gli altri editori fino a che non siamo arrivati noi erano ritenuti senza speranze: parliamo degli yaoi e dei seijin (manga erotici).
Sicuramente la nostra politica non ci permette (e non ci ha mai permesso) di stare sotto i riflettori di un pubblico giovanissimo che vuole essere continuamente stimolato con nuovi annunci. Però noi non pubblichiamo fumetti per un target di quel tipo. Sinceramente mi stupirei se un quindicenne conoscesse MX e comprasse i nostri manga.
Non siamo interessati ai teenagers, soprattutto perché ci sono tanti editori che se ne occupano. Concludendo: continueremo con il nostro “poco ma buono” e anche molto specializzato.

Rimanendo nell’ambito del mercato e di crisi c’è chi ha già iniziato ad alzare i prezzi. È un discorso che riguarderà anche la Magic?
Al momento non pensiamo di aumentare i prezzi, più che altro perché i nostri prezzi sono già alti. Potremmo uscire con qualche volume particolare o con qualche edizione lussuosa a un euro in più, tuttavia non sarebbe la regola. In tutti i casi bisognerà vedere come cambierà il mercato, di mese in mese.

Il numero di uscite mensili verrà ampliato o resterà costante?
Rimarrà costante. Anzi, il problema delle poche uscite recenti è dovuto alla partenza della lineup 801 che ha subito un pochino di ritardo perché è la prima volta che facciamo partire un progetto così ambizioso. Abbiamo comprato tante licenze, tanti volumi, e gestire una quantità del genere è diverso da gestire un volume alla volta. Comunque la collana è partita, per cui adesso proseguiremo abbastanza regolari. Continueremo anche con la Black Magic e forse ridurremo a due le uscite della MX classica. Ma anche se fossero 2 albi Mx, 2 801 e 2 Black Magic, rimarremmo sulle 5 – 6 uscite mensili.

Alcuni lettori vorrebbero un calendario delle uscite mensili come quello fornito da diversi altri editori.
In questo momento le date indicative vengono fornite alle fumetterie e ai distributori ma non al pubblico. Comunichiamo poi pubblicamente l’uscita di un prodotto settimana per settimana. Le previsioni di uscita ovviamente ce le abbiamo, il problema del calendario è sempre lo stesso: solamente se hai lavorato con sufficiente anticipo un prodotto puoi fornire una data di uscita precisa. Che cosa vuol dire lavorare con sufficiente anticipo? Con i giapponesi il sufficiente anticipo potrebbero anche essere 6 mesi prima. Tuttavia lavorare in anticipo significa un’altra cosa a cui molte persone non pensano: anticipare tutte le spese. Significa allontanare il rientro dell’investimento e ciò comporta un diverso “cash flow”.

Ok.
Quindi il problema non è tanto la serietà. Più che discutere sulla serietà discuterei sulle risorse economiche (ride, NdR). Certo, ci sono anche editori più veloci di noi e chi, pur lavorando strettissimo con i tempi, magari ha delle facilitazioni a livello tipografico o altro. Io non credo che la Magic Press sia l’editore più veloce nello smaltire il lavoro, però il succo del discorso è: se vuoi un calendario devi lavorare in anticipo, se vuoi lavorare in anticipo devi avere il budget.
Il budget magari noi preferiamo spenderlo altrove (sulla qualità degli albi). Ogni editore decide qual è la propria strada, cosa gli conviene fare e cosa no.

Altri lettori lamentano che le sovraccopertine metallizzate, a esempio quelle La Figlia dell’Otaku, siano troppo larghe rispetto al volume.
Sì, questo dipende più che altro dall’allestitore e stiamo cercando di porre rimedio.

Quindi ci stai lavorando.
Sì, ci stiamo lavorando sopra. E stiamo lavorando sopra a un miglioramento delle copertine. Abbiamo già buttato fuori i primi volumi con una nuova carta. Le copertine “metalliche” le avevamo già buttate fuori a Lucca dell’anno scorso, adesso cercheremo di migliorale e insieme alla carta, stiamo preparando il nuovo corso qualitativo delle nostre edizioni. Il prezzo rimarrà invariato, questa è una cosa importante.
Ecco, con la nuova carta la resa dei retini è aumentata in maniera impressionante.

Addirittura? Già con la carta di prima…
Beh la carta di prima, per quanto buona fosse aveva due difetti. Il primo è l’assorbimento dell’inchiostro: quando il nero viene assorbito, si espande e, anche se di poco, il retino tende a spanarsi.
Alla fine va bene anche così, soprattutto perché anche in Giappone stampano su carte porose, quindi pure i retini delle edizioni giapponesi sono spanati. Non vorrei creare fraintendimenti, non sto dicendo che qualitativamente prima eravamo scarsi, ma che si può fare meglio. Ecco la nuova carta assorbe poco ed esalta il retino.
Il secondo difetto della carta di prima è la gradazione di bianco: 108% significa non bianco, bianchissimo! Non ci piacciono le carte grigie o gialle però un bianco più tenue, meno sparato, rende sicuramente meglio.

E questa nuova carta quando la vedremo?
No, no, l’avete già vista. L’avete già vista e comunque con Chrono Crusade 5 e La Figlia dell’Otaku 7 incomincerà a entrare in merito abbastanza presto.
Sugli yaoi si è già vista, su Un bel vedere si è già vista.

Programmi per Romics: annunci? Novità in anteprima allo stand?
Non ho annunci da fare, però cercheremo di portare una cosa molto attesa soprattutto dalle ragazze. Cercheremo di portare una cosa veramente attesa, ecco. Le fan sanno già cos’è , basta che gli dici così.

Ah vabbè.
Signora Ice: Io ho già capito cos’è!
Eh, appunto!

Io non ho capito ma verrò illuminato.
Ma tanto non ti interessa, quindi…

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17 Commenti

  1. Cosa significa non vedremo altro di Akio Tanaka ? Che River’s sarà interrotto, sarà limbizzato o ci riferiamo solo ad altre opere ?
    Comunque non sono tanto d’accordo sul discorso dei manga, la produzione di Taniguchi non so se rientri in quelle per bussinesmen ma se siamo abituati a quella (e lo siamo) non vedo perchè debba sembrarci qualcosa di nuovo un opera come River’s.

  2. Attualmente la pubblicazione italiana di River’s Edge è al pari con quella giapponese.

    Il titolo non è stato accolto come speravamo e, forse, come meritava.
    I motivi possono essere molti: il primo e più evidente è che finora il pubblico della linea MX è stato per lo più composto da ragazze post-adolescenti e quindi un titolo come River’s (nato come serie per maschi non adolescenti) ne ha risentito (come d’altronde anche altre serie simili per pubblico edite da Magic Press Edizioni).

    Riguardo Taniguchi, non è da sottovalutare il fatto che i suoi prodotti hanno richiesto anni per essere apprezzati dal pubblico italiano e soprattutto una pubblicazione in un formato che esula da quello classico utilizzato nel nostro Paese per i manga.
    Tanti piccoli accorgimenti che, per assurdo, permettono ad un titolo giapponese di essere proposto ad un lettore adulto amante dei fumetti d’autore soprattutto francesi.

  3. Ciao Luca, sempre bello e comodo avere uno scambio diretto, e grazie anche per l’intervista.
    Non contesto il ragionamento su Taniguchi tutto vero, quanto il principio sulla considerazione sulla “tipologia” o “targettizzazione” dei manga e soprattutto sul loro conscio o inconscio rifiuto da parte del mercato versante lettori.
    Sicuramente questo mercato è più ristretto, è anche più pretenzioso, è meno disposto ad accettare qualsiasi qualcosa, vuoi per i costi in genere maggiori vuoi per la pretesa (e mi ci includo) di qualcosa di “non meno di ottimo”.
    Insomma per dirla semplice è più facile far digerire qualsiasi prodotto per adolescenti.

    Però rimango convinto che lo spazio ci sia, non inferiore a quello di certe nicchie.

    Se pensiamo al caso specifico River’s ricordo che qui ha suscitato perplessità per la sua struttura molto fortemente episodica e sintetica più che per carenze vere e proprie.
    Al punto che io lo definii dall’alto della mia profanità più una lettura da rivista che da volumetto.

    Comunque non posso che unirmi al dispiacere dello scarso appeal di certi prodotti, tra l’altro quelli che hai citato li seguo/seguivo pure tutti e di rokuda comprerei pure la raccolta di manga dell’asilo.
    Ma vi ringrazio per averci provato e con diverse proposte nonostante un catalogo non vastissimo.

  4. Ah, sul discorso riferito alla toume, purtroppo mi sento di condividerlo al 100%, se non fa presa nemmeno Hitsuji non resta che sperare che l’autrice comunque abbia un numero minimo di fedeli lettori in grado di reggerne la nicchia (mi illudo eh ?). O come capita anche in altri settori si finirà per riscoprirla a distanza di anni, spero non dalla morte :).

  5. Grande intervista, una maratona, aspetto Power Play con trepidazione! XD
    River’S Edge mi piace anche per l’episodicità, ricorda i Serial Americani o meglio le sitcom!
    Sono curioso per la novità di Dicembre…

  6. Apprezzo sempre queste interviste.
    Di MX mi piace la politica di non sparare titoli a casaccio pur di comparire sugli scaffali, ma di puntare ad un target definito e far riferimento a quello.
    Comunque si vede che sono un lettore atipico visto che leggo solo qualche titolo MX….. apprezzo comunque la cura dei materiali e se capita qualcosa che mi attira davvero ben felice di acquistare

  7. “River’s edge” l’ho comprato e mi è piaciuto.

    Detto questo, aggiungo 3 cose:

    – la prima è che aspetto ancora la conclusione de “L’ospite indesiderato” e di “Dragon head”;

    – la seconda è che a parte “Sandman” (preso ai tempi di Comic Art e poi Magic Press), qualche rara eccezione tipo Vertigo o “Bone” e qualche europeo ogni tanto tipo Giardino o Bilal, da più di 20 anni a questa parte ho sempre letto solo il fumetto giapponese.

    – la terza è che ad agosto ho comprato 1 solo manga, “Knights of Sidonia 7”, mentre a luglio non ho comprato neppure un manga: ed è stata la prima volta che mi è successo di non acquistare neppure 1 manga in un mese dai lontanissimi giorni del 1990 in cui presi in edicola il numero 6 di Akira della Glenat!

    Ormai è un bel po’ che ogni volta che guardo gli scaffali delle novità manga di una fumetteria penso tra me e me: “Merda, ho già smesso da un pezzo di avere 13 anni. Possibile che non capiscano che i manga li leggono anche gli ultratrentenni?”

    Fate qualcosa. O va a finire che mi butto sui cartonati francesi da 64 pagine a 20 euro e passa l’uno…

  8. Intervista semi-serie comunque esauriente ,che peccato che River’s Edge non sia piaciuto ,a me ha spaccato di brutto,come L’isola Prigine.

    Peccato che in Italia i manga per businessman non vendano ,forse perchè non lavora pi nessuno? Ci sono manga per disoccupati o in cassa integrazione man? ;)

    Comunque una nicchia c’è sempre, dai…e sono questi gli unici rimasti disposti a spendere.

  9. Ma ammetto che River’s Edge non l’ho preso solo perchè non amo le storie episodiche e dopo i commenti avendo altri acquisti che volevo fare ho deciso di non prenderlo, certo che è un peccato che non ci siano più fumetti adulti

  10. A me Manabe piace, dai tempi di Outlanders non mi sono lasciata sfuggire nulla di suo, neanche la roba interrotta dalla Yamato cartacea (*SIGH*!); ma ora mi spiegate che ca**o è un Endrino??? C’entra col furry? O_o

    Per il resto, bellissima intervista (grazie Ice!)
    Io, come Labirint, devo essere strana, perché adoro la politica editoriale della Magic (manga e non manga: compro un casino anche dei loro comics), la logica del poco-ma-buono mi pare quanto di più necessario in questo momento, ma c’è da dire che non piglio ogni loro titolo.
    Sono una signorina (molto) post-adolescente, e posto che gli yaoi non son il mio genere, e che con gli hentai ho smesso al liceo ( XD ), anche tra il resto seleziono, ché non tutto incontra i miei gusti ^^

    Mi spiace sentire che la Toume non vada. Adoro il suo tratto! E mi spiace pure per il flop di Genius FC, Rokuda, ecc.
    Per quanto riguarda River’s Edge, io l’ho pure provato, ma tutta ‘sta epifania non l’ho avuta, sinceramente. Mi piacevano molto le parti dedicate al protagonista, il tratto era molto bello, ma nessuno dei clienti e dei ‘casi’ presentati mi ha smosso alcunché, li ho sentiti molto estranei. Sarà che non sono un sararyman maschio? Boh!

    Comunque spiace sentire che il campo seinen-josei è ancora una scommessa così rischiosa. Sarebbe anche ora che i manga-fan adulti avessero un loro spazio. Temo però che siamo in un circolo vizioso: gli editori non propongono certi titoli perché ‘tirano’ poco, e i lettori da una parte non ‘crescono’ o dall’altra mollano in toto i fumetti o si rivolgono a cose non-manga, dopodiché gli editori non pubblicano manga adulti perché non c’è pubblico, e così via. Da qualche parte bisognerà spezzare ‘sto cerchio. é_è

    Ad ogni modo grazie a Mx per i manga che ha proposto e per la politica che segue. Buon lavoro, ragazzi! :)

  11. Come Hitsuji No Uta è andato male? O_O
    Io l’ho preso sulla fiduca in base a delle rece su internet anzi, ho preso i primi 3 volumi in blocco sempre su internet e me ne sono innamorato subito! Forse non rientra nei gusti di tutti quel genere di manga..
    Una cosa è certa: solo per il rapporto qualità/prezzo dei volumi MP vale la pena di comprarli o almeno provare dei primi numeri anche alla cieca piuttosto che buttar soldi in manga di altre case editrici le cui edizioni fanno pietà!

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