Senzanima – Vittime è il sesto volume della serie prequel “adulta” di Dragonero. Vi ricordiamo che Senzanima narra infatti le avventure di un giovane Ian Aranill appena unitosi alla banda di mercenari dei Senzanima impegnati in Merovia.

Trovate le nostre recensioni dei precedenti volumi QUI.

Vi ricordiamo inoltre che proprio Dragonero, che continua imperterrito il suo cammino in edicola con la serie Il Ribelle, tornerà in libreria e fumetteria con una ristampa cronologica in un volume che raccoglie i primi 4 albi.

Senzanima – dove eravamo rimasti?

Nel precedente volume, Senzanima – Redenzione, la licenza di 6 giorni nelle montagne innevate a nord di Merovia concessa al giovane Ian Aranill prima della battaglia finale, era stata purtroppo macchiata dall’insolenza di un perfido capitano imperiale che non aveva esitato ad assaltare un convento pur di fare sua una giovane donna.

Ian, incontrando un nemico molto più forte di lui, era stato colto dal dubbio: perché sta combattendo una guerra che di fatto non è la sua?

Senzanima – Vittime

La licenza è finita e infatti Senzanima – Vittime si apre subito con una lunga sequenza d’azione. I Senzanima sono impegnati in una logorante battaglia contro le forze meroviane per il controllo di un ponte. La battaglia va avanti da troppo tempo e Ian e i suoi pittoreschi compagni iniziano ad avvertire la fatica.

L’intervento provvidenziale giunge dal Mago che con uno dei suoi più pericolosi incantesimi dà una svolta alla battaglia ma non senza conseguenze: il Carogna è stato gravemente ferito.

L’uomo è un osso duro e per timore di perdere una gamba colpisce a morte il medico dei Senzanima. Greevo decide quindi di prezzolare il medico di una compagnia rivale, I Cervi Neri, dopo aver visto l’ottimo lavoro svolto tuttavia il medico fa un po’ troppe rimostranze e per questo necessita di essere convinto.

Ian, Avedis e il Troll vengono quindi incaricati di ritornare qualche chilometro più indietro rispetto all’accampamento e fare una visita alla fattoria del medico per prendere qualche oggetto dalla figlia adolescente e costringerlo così con un ricatto a prestare i suoi servizi in esclusiva ai Senzanima.

Quella che sembrava una missione facile, per quanto detestabile agli occhi di Ian, si complica in maniera irreversibile ma in guerra per assicurarsi ogni “risorsa” preziosa, come un medico capace, si può benissimo scendere a compressi soprattutto se si è mercenari.

Senzanima – Vittime, cadono morti invece che pietre

Con Senzanima – Vittime la lunga marcia di avvicinamento alle battaglie è drammaticamente conclusa. Dopo le brutali tappe di avvicinamento dei volumi precedenti, Stefano Vietti ci porta subito al centro di una battaglia che sin dalle sue prime battute è bastarda e lontana dall’epicità di quelle tolkeniane e più vicina a quelle di Forgotten Realms.

La battaglia è però solo un pretesto, ottimamente ritmato, ma solo un pretesto. Il cuore del volume è infatti la lotta per la sopravvivenza, tema che riporta alla mente il volume Fame e chiude idealmente un primo lungo arco narrativo per la serie.

Ian da quando si è unito ai Senzanima ha ingoiato più di un boccone amaro, imparando sì a sopravvivere ma anche a conoscere meandri dell’animo umano deprecabili ed oscuri. In Senzanima – Vittime però è direttamente a lui che viene chiesto di scendere a compromessi, a soprassedere sulla sregolatezza dei suoi compagni e sulla pragmatica e lucida convenienza del suo capo.

Sopravvivere, sopravvivere ad ogni anche ricorrendo al ricatto o alla negromanzia (la scena in apertura del volume) perché questa è davvero l’unica cifra della guerra quella con la G maiuscola.

Ancora una volta lo scrittore declina la narrazione di stampo fantasy verso quella letteratura e cinematografia bellica più diretta: il volume mi ha ricordato in più di un frangente l’ottimo Fury di David Ayer.

Senzanima – Vittime, solidità “americana”

Senzanima – Vittime è illustrato da Alessandro Vitti, disegnatore di origini pugliesi con alle spalle una vasta esperienza oltreoceano comprese le major DC e Marvel, che opta per tratto robusto con linee spesse e decise.

Le anatomie sono ricercate e realistiche con un uso dei neri preponderante rispetto al mero tratteggio. Questa soluzione delinea in maniera più netta le figure nello spazio così come la loro interazione, i volti e quindi le espressioni sono più direttamente decifrabili. Il lavoro sul tratto avvicina la prova di Vitti a quella di Deodato Jr. in alcuni frangenti mentre la costruzione della tavola risente di una maggiore influenza franco-belga merito forse di una pagina più ampia su cui operare ed in cui inserti, sovrapposizioni e figure sbordate trovano un equilibrio dinamico e mai scontato anche nelle sequenze dove è il dialogo a farla da padrone.

Di ispirazione franco-belga è anche il lavoro ai colori dell’ottimo Paolo Francescutto che confeziona un’altra prova convincente dopo quella dello scorso volume.

Qui il colorista, mantenendo sempre un approccio legato al realismo, gioca di meno con le sfumature smorzando la sua paletta in campiture più ampie ma al contrario giocando maggiormente con le luci anche grazie alle inquadrature mai statiche offertegli dal disegnatore.

Un lavoro eccellente ma soprattutto intelligente.

La cura editoriale

Sergio Bonelli Editore imbastisce un volume cartonato di grande formato divenuto oramai lo standard per Senzanima. Il formato esalta ancora una volta le qualità di disegnatori e coloristi mentre ma anziché presentare il classico apparato redazionale con approfondimenti e schizzi preparatori, in questo volume viene inserito un evocativo breve racconto in prosa. Scelta inusuale ma azzeccatissima.

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