Il Richiamo di Chtulhu è il nuovo adattamento delle opere di H.P. Lovecraft firmato da Gou Tanabe che J-POP porta in Italia dopo Il Colore Venuto dallo Spazio, L’Ombra Venuta dal Tempo Box, Il Mastino e altre Storie, L’Abitatore del Buio, Le Montagne della Follia.

Il Richiamo di Chtulhu – Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu

Così come il racconto originale di Lovecraft, anche l’adattamento del sensei Tanabe è diviso in tre grandi blocchi narrativi.

Il Richiamo di Chtulhu segue la ricostruzione che il giovane Francis Wayland Thurston fa degli ultimi studi compiuti dal prozio, il linguista George Gammell Angell, morto in quello che in apparenza sembra un banale incidente. Thurston infatti riviene i diari e i documenti del suo prozio iniziando un viaggio inquietante che inizia con una misteriosa statuetta, un oracolo, di una divinità maledetta e dimenticata che ha richiamato a sé un giovane scultore che in preda al delirio l’ha scolpita.

Il giovane Thurston ben presto collega alcuni avvenimenti, fra cui alcuni disastri come un terremoto in New England, e va a ritroso con gli anni spostandosi dal Rhode Island alla Louisiana dove interpella l’ispettore Legrasse il quale nel 1907 assiste alla cerimonia segreta di un inquietante culto composto da soli uomini, che sacrificavano donne e bambini alla statuetta. Legrasse e i poliziotti uccisero cinque cultisti e ne arrestarono altri quarantasette, scoprendo da uno di essi che la setta era dedita alla venerazione dei “Grandi Antichi” e all’attesa del ritorno di “Cthulhu”, l’essere raffigurato dalla statuetta.

Infine c’è il racconto di Gustaf Johansen, unico sopravvissuto dell’equipaggio della nave Emma, che fu recuperato in Australia nel 1925. Thurston si reca in Norvegia e incontra la moglie vedova di Johansen, la quale spiega che il marito è stato assassinato da degli sconosciuti e gli consegna un manoscritto di Johansen, che descrive ciò che è accaduto al suo equipaggio. La nave era sbarcata su un’isola affiorata dal nulla… la spaventosa città morta di R’lyeh. Spaesati dalla geometria non euclidea della città, i superstiti risvegliarono accidentalmente Cthulhu, sacerdote dei Grandi Antichi, il quale uccise l’equipaggio tranne, appunto, un marinaio e Johansen.

Thurston capisce di essere incappato in qualcosa più grande di lui, un segreto pericoloso che lo ha reso bersaglio degli adoratori Cthulhu: “So troppo, e il culto vive ancora. E anche Cthulhu vive ancora, credo, in quell’abisso di pietra che lo ha protetto fin da quando il sole era giovane”.

Il Richiamo di Chtulhu – R’lyeh wgah’nagl fhtagn

Con questo adattamento – nominato al premio Eisner e al festival di Angoulême – de Il Richiamo di Chtulhu, Gou Tanabe e J-POP mi fanno ripiombare negli incubi dell’adolescenza spesa a consumare vecchie edizioni dei racconti di Lovecraft e Poe. Scegliendo infatti un adattamento a fumetti pedissequo del racconto del visionario autore nordamericano, il sensei Tanabe riesce a mantenere intatta l’atmosfera di opprimente mistero che cresce pagina dopo pagina e sfocia poi nella terza parte del racconto che è davvero qualcosa di atavico e inenarrabile.

Per quanto la presenza dei macabri cultisti sia l’elemento più horrorifico del racconto, Il Richiamo di Chtulhu è costruito sulla tensione rappresentata dal trovarsi al cospetto di qualcosa che la mente umana non può comprendere. Dapprima è la geometria non euclidea di R’lyeh poi il risveglio e la visione di una divinità antica, primordiale.

Lovecraft svela un segreto: la Terra non appartiene all’uomo. È un segreto che sbriciola le credenze sotto forma di qualcosa che palesatosi diventa una ossessione mortale. Dal 1928, anno della sua prima pubblicazione, Il Richiamo di Chtulhu mantiene intatto il suo morboso fascino.

Un curiosità: R’lyeh è situata alle coordinate 47°09′S 126°43′W nell’Oceano Pacifico del sud. Il cosiddetto bloop, un suono gigantesco dalla frequenza ultrabassa, è stato captato a più riprese nell’estate del 1997 dal National Oceanic and Atmospheric Administration ed è stato localizzato proprio presso il luogo, non lontano dalle coordinate dove si troverebbe la città di R’lyeh.

Il Richiamo di Chtulhu – l’adattamento di Gou Tanabe

Gou Tanabe ha sentito il richiamo.

Non ha bisogno di orpelli narrativi ma solo di impostare un buon ritmo in termini di story-telling e quindi di organizzazione della pagina mai troppo affollata e con una divisione dei riquadri regolare che ovviamente non può trascendere nelle splash page, anche doppie soprattutto nella terza parte del racconto.

Il tratto è pulito, le anatomie affusolate in una continua ricerca di una realismo mai troppo esasperato e conseguito anche con l’utilizzo efficacissimo dei toni di grigio in cui i neri risaltano nei momenti più drammatici. L’unico appunto che si potrebbe fare al sensei, dal punto di vista grafico, è qualche scelta non puntualissima in termini di costumi con qualche sequenza che tralascia un po’ l’accuratezza della ricostruzione storica, nulla che però infici davvero la lettura.

Il Richiamo di Chtulhu – Cthulhu fhtagn

J-POP presenta Il Richiamo di Chtulhu in due versioni. La prima deluxe di grande formato (16.7×24) è cartonata con una copertina in finta pelle verde abisso che si ispira alle edizioni dei romanzi di inizio secolo scorso e costa € 20. La seconda è invece una versione regular identica a quelle delle altre opere adattate da Gou Tanabe e costa € 7.50.

J-POP ci ha omaggiato di una copia della versione deluxe che vi mostriamo:

Il Richiamo di Chtulhu di Gou Tanabe | RecensioneIl volume è ovviamente dal punto di vista carto-tecnico impeccabile e impreziosito anche da una cordicella segnalibro. La rilegatura e l’impaginazione permettono una lettura agevole così come la traduzione e l’adattamento italiano. Da segnalare l’assenza di extra nel volume.

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