Continua l’espansione, e la diversificazione, della proposta della linea manga Aiken di BAO Publishing che porta in Italia Princess Maison di Aoi Ikebe – già vista in Italia con Mamma edito da Dynit – serie in 6 volumi molto apprezzata in Giappone e diventata anche una serie TV.

Princess Maison 1, a caccia di un appartamento

In Princess Maison 1 facciamo la conoscenza di Sachi Numagoe, 30 anni, che lavora come cameriera. Sta risparmiando per comprare una casa e per questo la vuole scegliere con estrema cura.

Oltre il lavoro la sua principale attività consiste nel partecipare alle visite guidate delle proprietà con meticolosa assiduità, tanto che gli agenti immobiliari cominciano ad affezionarsi a lei e a darle, oltre che una certa confidenza, anche consigli spassionati.

La ricerca tuttavia non è facile perché Tokyo è in una fase di cambiamento e crescita in vista dei giochi olimpici.

Sachi non è la sola alla ricerca di una casa e la sua ricerca si intreccia con le storie di altre donne e ragazze che stanno cercando o già hanno trovato casa e con coloro le quali invece hanno abbracciato uno stile di vita “solitario” senza compagni.

Sachi inizia a capire che una casa non è solo un luogo ma soprattutto “una idea” in cui concretizzare la propria indipendenza e per questo non può demordere fra liste di caratteristiche imprescindibili, conti in tasca e decisioni importanti da prendere sulle tipologie di case da selezionare e visitare.

La ricerca della casa dei suoi sogni, e della facilità, passa anche per Sachi dalla decisione di uscire anche un po’ dal suo guscio.

…di solitudine e felicità

Princess Maison 1 porta alle estreme conseguenze il genere slice of life, uno dei più gettonati di tutte le opere presenti nel catalogo BAO Publishing, catapultando il lettore e nello specifico quelli coetanei alla protagonista Sachi in una situazione decisamente reale e concreta: la ricerca di una casa.

Il volume inizialmente sembra muoversi con lo stilema classico dei capitoli che, a episodi auto-conclusivi, raccontano le varie peripezie di Sachi che si barcamena fra la vita di tutti i giorni e gli appuntamenti per visionare i vari appartamenti.

Ben presto nella lettura però cresce un certo senso di inquietudine: il prezzo della felicità di Sachi è davvero una vita di sacrifici e solitudine?

Aoi Ikebe riesce in questo senso a fotografare benissimo da un lato le difficoltà, da sempre note, della vita in un paese complesso, e lontanissimo per noi, come il Giappone ma anche a rendere il conflitto interiore della protagonista universale usando come “cassa di risonanza” una serie di personaggi secondari che, inizialmente relegati a ruolo di semplici comparse, assumono una valenza sempre più importante nella maturazione delle convinzioni di Sachi.

Ad unire poi la protagonista e gli altri personaggi sembra essere un profondo senso di solitudine dettato tanto dalle proprie scelte quanto dallo spaesamento dettato dal nonluogo rappresentato dalla megalopoli così come pensata dall’antropologo francese Marc Augé.

È una lettura decisamente diversa dal solito questo Princess Maison 1 che a dispetto di una presentazione accattivante nasconde un’anime molto malinconica e uno spirito riflessivo che troverà risonanza soprattutto nella generazione dei trentenni.

Stile minimale

Lo stile della sensei Aoi Ikebe può definirsi senz’altro minimale. L’aggettivo si adatta benissimo sia al tratto fatto di linee sottilissime, anatomie longilinee e espressioni stilizzate che alla costruzione della tavola.

La sensei infatti costruisce le tavole con sfondi spesso assenti o stilizzatissimi, concedendosi maggiori dettagli solo in rarissime occasioni e soprattutto per esterni e vedute del paesaggio. È una scelta stilistica ben precisa che si accompagna ai temi di questo primo volume: la tavola raramente supera la divisione in più di 6 riquadri che sono divisi da uno spessissimo spazio bianco quasi ad enfatizzare il senso di chiusura e solitudine di questi personaggi.

Da segnalare anche l’utilizzo di tavole a tutta pagina, dove spesso a farla da padrona sono i pensieri dei personaggi, così come molto evocative sono le parecchie sequenze mute.

L’unica pecca forse nello stile grafico della sensei è l’eccessiva stilizzazione nel raffigurare i personaggi che, in alcuni frangenti, soprattutto quelli femminili, si confondono fra loro rendendo meno scorrevole la lettura.

Cura Editoriale

Come sempre ottimi traduzione ed adattamento, con numerose note, del volume confezionato da BAO Publishing avaro di extra ma, come consuetudine, dal grande impatto grafico. Come tutti i volumi Aiken anche Princess Maison 1 ricalca da questo punto di vista l’edizione originale.

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