Dopo Ultima fermata l’Incubo! l’altro team-up tra Martin Mystère e Dylan Dog è stato La fine del Mondo. A quasi trent’anni di distanza la Sergio Bonelli Editore ripropone questa storia significativa, che ha visto Tiziano Sclavi scrivere la sceneggiatura, dopo che Alfredo Castelli era stato l’autore del primo team-up tra i due character.

Dylan Dog e Martin Mystère sono due personaggi tanto simili quanto distanti. Per le similarità di temi trattati nelle loro storie (che hanno a che fare con il mistero) Tiziano Sclavi e Alfredo Castelli scesero a patti: ad esempio Castelli promise che non ci sarebbero mai stati zombi nei fumetti di Martin Mystère.

Ed in La fine del Mondo a prevalere è una sorta di mystery weird molto più simile alle tematiche trattate nei fumetti di Martin Mystère. Al centro del racconto ci sono le vicende del piccolo Lance, un bambino dotato di poteri soprannaturali, e che si presume possa essere un extraterrestre.

Lance ha anche la capacità di prevedere alcuni eventi, e, tra le sue visioni, c’è anche…l’apocalisse. Dylan Dog e Martin Mystère dovranno quindi salvare il Mondo dalla possibile fine.

Si tratta di una storia intrigante, e che, a mano a mano, svela tutte le carte in gioco, che mischiano la fantascienza, con i weird tales, con il mystery su basi storiche.

Chiaramente, oltre a Dylan Dog e Martin Mystère, non mancano i personaggi comprimari di entrambi gli universi narrativi, da Java a Groucho, ad H.G.Wells.

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L’aspetto particolare di questo team-up è il cambio di toni col procedere della storia. Si passa da una sorta di rifacimento di E.T. l’extraterrestre ad un vero e proprio racconto apocalittico.

Il tutto condito da una serie di espedienti, come le solite battute di Groucho, ed il confronto tra Dylan e Martin Mystère, che vedrà i due personaggi non proprio trovarsi in grande sintonia da subito.

Tiziano Sclavi in questo fumetto infrange anche la parete che separa il narratore dal lettore. Da grande autore postmoderno Sclavi non poteva non utilizzare un’idea originale come quella della rottura della quarta parete per rendere ancora più stranianti i toni del racconto.

I disegni di Giovanni Fraghieri riescono poi a creare la sintesi ideale tra le atmosfere più cupe di Dylan Dog, e le grafiche più solari di Martin Mystère.

Questo volume cartonato è arricchito da una postfazione che approfondisce il legame tra Sclavi e Castelli, facendo notare come i due si conoscessero da molto tempo prima che intraprendessero la carriera di sceneggiatori per la Sergio Bonelli Editore.

Castelli è stato un estimatore di Tiziano Sclavi sin dalle prime esperienze del creatore di Dylan Dog all’interno dell’ambiente fumettistico.

Questi team-up tra i due personaggi più importanti creati da Sclavi e Castelli sono anche una sorta di sintesi di due carriere, segnate dalla capacità di saper raccontare e intrattenere avendo l’originalità come elemento di base per le proprie storie.

La fine del Mondo è la dimostrazione di come due dei più grandi fumettisti italiani degli ultimi decenni siano in grado di bilanciare e dosare i propri personaggi e le proprie idee, creando storie capaci di resistere nel tempo, risultando godibili anche in questa edizione cartonato di pregio appena proposta dalla SBE.

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