Black Hammer ’45 di J. Lemire, R. Fawkes & M. Kindt – Recensione

Pubblicato il 7 Settembre 2020 alle 17:00

Torniamo alla Seconda Guerra Mondiale per fare la conoscenza dello Squadrone Black Hammer in Black Hammer ’45, terzo spin-off della fortunata Black Hammer di Jeff Lemire.

Autori: Jeff Lemire, Ray Fawkes (testi), Matt Kindt (disegni)

Casa Editrice: BAO Publishing

Genere: supereroi

Provenienza: USA

Prezzo: € 17, 120 pp., 17×26, colore, cartonato

Data di pubblicazione: 27 agosto 2020

Domenico Bottalico
Domenico Bottalico
2020-09-07T17:00:22+00:00
Domenico Bottalico

Torniamo alla Seconda Guerra Mondiale per fare la conoscenza dello Squadrone Black Hammer in Black Hammer ’45, terzo spin-off della fortunata Black Hammer di Jeff Lemire. Autori: Jeff Lemire, Ray Fawkes (testi), Matt Kindt (disegni) Casa Editrice: BAO Publishing Genere: supereroi Provenienza: USA Prezzo: € 17, 120 pp., 17×26, colore, cartonato Data di pubblicazione: 27 agosto 2020

Dopo aver concluso in maniera repentinamente inaspettata la saga principale – trovate QUI le nostre recensioni – Jeff Lemire continua a far crescere Black Hammer, il suo universo “tributo” alla letteratura supererostica, con una serie di miniserie spin-off più o meno collegate agli avvenimenti della suddetta saga principale.

Così dopo l’horror e le weird tales di Sherlock Frankenstein e La Legione del Male e la fantascienza del futuro di Quantum Age l’autore canadese rivisita in questo Black Hammer ’45 la Golden Age e per la precisione il fumetto bellico.

Black Hammer – la saga principale

In Black Hammer, gli eroi Golden Gail, Madame Dragonfly, Abraham Slam, Barbalien, Talky Walky e il Colonello Weird sono stati i più grandi supereroi di Spiral City (ognuno di essi richiama un celebre personaggio Marvel o DC) e hanno combattuto il crimine cercando di rendere il mondo un posto migliore ma una battaglia con una strana entità chiamata Anti-Dio li ha relegati in un paesino di provincia che, per ragioni misteriose, non possono abbandonare.

Black Hammer ’45 – ritorno al fronte

In Black Hammer ’45 facciamo ritorno al fronte, siamo infatti alla fine della Seconda Guerra Mondiale intorno all’aprile del 1945. La Germania è stretta in una morsa composta dagli Alleati da una parte, con i suoi eroi mascherati e uomini del mistero capaci di fronteggiare anche le truppe mistiche di Hitler, e dalla Russia dall’altra che avanza imperterrita grazie alla sua Red Tide, un’armata composta da giganteschi robot guidati da Aleksandra Nazarova.

In questo scenario a Hammer Hawthorne guida lo Squadrone Black Hammer, piloti eccezionali e uomini pronti a tutto ma soprattutto tutti uomini di colore. Le loro imprese non vengono decantate dai cinegiornali, anche per il colore della loro pelle, eppure è proprio a loro che il Presidente affida una pericolosa missione dietro le linee nemiche.

Hawthorne e i suoi devono spingersi fino a Vienna nei cui dintorni pare ci sia un misterioso campo di concentramento. Mentre con difficoltà si addentrano nel cuore dell’Europa lacerato da una guerra sempre più sporca, sulle loro tracce si mette la loro nemesi ovvero il misterioso pilota tedesco Ghost Hunter.

Black Hammer ’45 – una lettura ruvida, un tributo sincero

Black Hammer ’45 è una lettura ruvida, che termina troppo presto e forse meritava un maggior approfondimento perché sia lo sfondo che i personaggi introdotti sono assolutamente interessanti.

Jeff Lemire qui coadiuvato da Ray Fawkes (Justice League Dark) imbastiscono una storia che paga dazio tanto al fumetto bellico quanto alla sua diretta, ma leggermente diluita, derivazione supererostica. Gli echi, sia nel plot che nei dialoghi, rimandano quindi sia alle misconosciute serie pubblicate durante gli anni del Secondo Conflitto Mondiale negli USA sia a quelle più famose come Sgt. Rock e Enemy Ace di Joe Kubert fino ad arrivare all’immancabile omaggio al Captain America di Joe Simon e Jack Kirby.

Chiaramente non mancano i richiami alla saga principale, nel finale, ma l’intento dei due autori qui sembra altro: raccontare da un punto di vista inedito, ma tremendamente attuale, uno dei più grandi e tragici avvenimenti della storia dell’umanità. In questo senso è facile individuarne il filo rosso: la discriminazione non si ferma neanche di fronte al nemico più perfido di sempre.

Lo Squadrone Black Hammer non solo compie missioni suicide ma deve guadagnarsi con ogni azione sul campo la credibilità che il colore della pelle sembra precludere.

I due autori non mancano di infarcire il plot – un Bastardi Senza Gloria unito a Fury, giusto per citare due esempi cinematografici alla portata di tutti – di richiami alle “meraviglie” della Golden Age fra eroi mascherati, uomini-pipistrello e chi più ne ha più ne citi.

Dal punto di vista grafico Lemire e Fawkes ritrovano Matt Kindt (Revolver sempre edito da BAO Publishing) ricomponendo un trio che ha seminato meno di quello che avrebbe merito quando si affacciò, una decina di anni fa, nel panorama dei comics mainstream.

Lo stile di Kindt è molto simile a quello di Lemire, quindi Black Hammer ’45 si avvicina sia come tratto che come tecniche alla saga principale. Figure stilizzate, anatomie essenziali e estrema chiarezza nell’impostazione della tavola con riquadri ampi in cui l’azione è a farla da protagonista. La colorazione infine è l’acquerello su carta ruvida che dona quel taglio a metà fra il vintage e il sospeso nel tempo che ben si adatta alla storia del volume.

La cura editoriale

Come sempre impeccabile la cura carto-tecnica del volume cartonato confezionato da BAO Publishing. Discreti anche traduzione e adattamento anche se ci sono un paio di passaggio un po’ legnosi, nulla che infici la lettura.

Da segnalare a fine volume una corposa sezione dedica al processo lavorativo del disegnatore Matt Kindt che mostra le varie fasi della lavorazione dallo sketch alla colorazione. Utilissima soprattutto per giovani disegnatori in cerca dei “segreti” del mestiere.

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In Breve

Giudizio Globale

7.0

Disegni

7.0

Cura Editoriale

8.0

Sommario

Black Hammer '45 è una lettura ruvida, che termina troppo presto e forse meritava un maggior approfondimento perché sia lo sfondo che i personaggi introdotti sono assolutamente interessanti.
Chiaramente non mancano i richiami alla saga principale, nel finale, ma l'intento dei due autori qui sembra altro: raccontare da un punto di vista inedito, ma tremendamente attuale, uno dei più grandi e tragici avvenimenti della storia dell'umanità. In questo senso è facile individuarne il filo rosso: la discriminazione non si ferma neanche di fronte al nemico più perfido di sempre.

7.5

Punteggio Totale

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