La stagione degli Anime al cinema di Nexo Digital e Dynit sarebbe dovuta continuare, dopo Promare, ad aprile con Ride Your Wave, una particolare ed originale storia d’amore del visionario regista Masaaki Yuasa, astro nascente dell’animazione giapponese. A causa della pandemia in corso, la stagione è stata sospesa e il film è arrivato direttamente in streaming su Amazon Prime Video, e da ottobre è disponibile anche in home video.

Ride Your Wave – la trama

Vincitore del premio al Miglior Film al Fantasia Film Festival di Montreal e al SITGES International Fantastic Film Festival di Barcellona e del prestigioso Golden Goblet Award allo Shangai International Film festival, Ride Your Wave racconta la storia di Hinako, una studentessa universitaria amante del surf che si è appena trasferita in una piccola città sul mare.

Quando scoppia un improvviso incendio nel suo condominio, Hinako viene salvata da Minato, un vigile del fuoco. Proprio quando i due sembrano essere ormai inseparabili, Minato perde la vita in un incidente in mare. Hinako è così sconvolta che non riesce più nemmeno a guardare l’oceano, ma un giorno canta una canzone che le ricorda i momenti passati insieme e Minato le appare magicamente nell’acqua.

Da quel momento in poi, può evocarlo cantando la loro canzone. Ma i due potranno davvero rimanere insieme per sempre? E qual è la vera ragione dell’improvvisa ricomparsa di Minato?

Ride Your Wave di Masaaki Yuasa: recensione dell'anime ora in home video

Ride Your Wave – non la solita storia d’amore

Ci sono vari elementi che colpiscono in Ride Your Wave. Innanzitutto viene introdotto un elemento nuovo nella trama, ovvero i lavori e le passioni dei due protagonisti, che danno una forma concreta e pragmatica alla storia d’amore al centro. Che non è davvero al centro se vogliamo, si tratta più dell’amicizia fra quattro persone (c’è anche la sorella di Minato) e di come superano e condividono il lutto. Del resto la morte e il pericolo sono due aspetti legati tanto al fare surf quanto al mestiere del vigile del fuoco.

Quindi più che un’atmosfera da Un mercoledì da leoni, troviamo il messaggio dell’aiutare gli altri come missione e il sensibilizzare le persone sull’utilizzo del fuoco, soprattutto i più giovani. Tutti i quattro protagonisti imparano, crescono, maturano e trovano uno scopo grazie al lutto che li colpisce tutti e quattro in modo diverso. Spesso finché non ci scontriamo con la morte di una persona cara, e quindi vicina a noi, non riusciamo a vedere le cose sotto una diversa prospettiva. La storia d’amore avrà comunque il suo peso nella trama, ma non è l’aspetto da Ghost quello preponderante e più importante per fortuna.

Quelli di Ride Your Wave non sono i pompieri futuristici e squadrati di Promare. Sono animati con linee più morbide e fluide, e tanto il fuoco quanto l’acqua – i due elementi così tante volte nella narrativa contrapposti eppure qui complementari – sfruttano questa fluidità per mostrare al meglio le conseguenze dei due elementi sullo spazio circostante. C’è un doppio effetto: fuoco e acqua risultano tanto naturalistici quanto fittizi, in una contrapposizione davvero affascinante.

Dopo Promare e ora Ride Your Wave, questa stagione degli anime (al cinema?) sembra voler proporre tematiche e modi di fare animazione diversi, nuovi, provando a sperimentare e guardando al futuro. E questo non può che fare piacere, soprattutto in un campo come quello dell’animazione.

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