La parola “magia” va a braccetto con Onward, e non solo perché ne è una delle tematiche principali, ma anche perché è legata casualmente al ritorno in sala italiano di un blockbuster (qui il nostro resoconto dalla conferenza stampa italiana a febbraio) dopo gli svariati rimandi dovuti alla pandemia in corso (prima il 5 marzo, poi il 16 aprile, poi il 22 luglio, infine il 19 agosto).

Onward – Oltre la magia è anche il ritorno in sala di Disney Pixar con un originale-non-sequel dopo i successi di Inside Out e quello forse insperato di Coco (e il più dimenticabile Il viaggio di Arlo) e ancora una volta al centro mette la tematica familiare.

Il nuovo lungometraggio animato parla infatti di due fratelli elfi adolescenti, Ian e Barley, che intraprendono un viaggio per scoprire se, tramite la magia, riescono a trascorrere un ultimo giorno con il padre, morto quando erano troppo giovani per ricordarlo.

In un bizzarro incrocio tra Weekend con il morto e Shrek, e ispirato a una vicenda autobiografica del regista Dan Scanlon, il film mescola elementi urban fantasy – compreso un fratello maggiore super appassionato di Dungeons & Dragons e altri GDR e una manticora reinventatasi locandiera – al road movie con annessa quest e adventure story alla ricerca di ciò che riporterà il padre da loro, per un’ultima volta.

Onward non è quindi il nuovo Inside Out o il nuovo Coco ma riesce a raccogliere bene l’eredità da entrambi, con vari elementi che pescano un po’ dai successi Pixar ma portano anche qualcosa di nuovo. La tematica familiare è quella più forte e riuscita del film, dispiace invece per la tematica della “magia persa” accennata all’inizio del film e che sarebbe stato preferibile fosse affrontata maggiormente, poiché un tema interessante e quanto mai attuale (e come spesso capita Disney li sa cogliere e li inserisce nei propri film, come fatto ad esempio con l’immigrazione in Zootropolis e nello stesso Coco).

All’inizio del film, infatti, presentando il mondo della storia raccontata, si dice che un tempo c’era magia dappertutto e che man mano è stata declassata dalla tecnologia. Se ci pensiamo un attimo, possiamo paragonarla alla “magia” delle cose di un tempo che si perde man mano che la tecnologia irrompe sempre più nelle nostre vite, divenendo una riflessione ancorata all’oggi e che tocca le giuste corde dello spettatore. Purtroppo però rimane solo accennata.

Man mano che la storia procede potremmo scoprire che la magia c’è ancora ma bisogna sapere dove cercarla e saper vedere “al di là del proprio naso”, per citare Casa Disney, e che in realtà risiede proprio nei legami familiari che tanto forgiano le nostre vite.

Sarebbe stato bello anche veder approfondito il mondo magico presentato, quasi più diffuso nel trailer che nel film finito, con gli gnomi da giardino che lavoravano come giardinieri o il simpatico draghetto sputafuoco come animale domestico.

Una vera e propria caccia al tesoro quella in cui si imbarcano i due giovani protagonisti, che incarnano il classico rapporto conflittuale tra fratelli dettato dalle diversità di carattere quasi opposto dei due. Parallelamente si esplora il personaggio della madre, caparbia, determinata e con una nuova relazione amorosa in corso (il compagno è lo sceriffo della città e non vede di buon occhio lo “scapestrato” fratello maggiore).

Onward – Oltre la magia è quindi un buon ritorno al cinema post-pandemia per la Disney Pixar e per le famiglie, dato che parla sia agli spettatori adulti che ai più piccoli, con una riuscita commistione di elementi (inediti) urban fantasy. Allo stesso tempo eccetto la tematica familiare perfettamente riuscita e centrata, avrebbe meritato un maggiore approfondimento sugli altri temi.

Recuperate Coco della Pixar in Blu-ray!!

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