Diventare dei in Terra, essere idolatrati, vivere in un pantheon di personaggi popolarissimi e celebratissimi a livello mondiale. Il tutto però avrà breve durata (solo due anni), e porterà come conseguenza la morte.

Questo è il succo di The Wicked + the Divine, (QUI e QUI le nostre precedenti recensioni) che nei volumi 3 e 4 mostra l’altro lato della celebrità. In particolare il terzo volume fa vivere il lettore direttamente il punto di vista di uno dei protagonisti, facendo notare come il lato oscuro della celebrità, sia l’essere continui bersagli dei social, e di un odio da hater immotivato.

The Wicked + The Divine – Suicidio Commerciale

Il personaggio messo al centro del terzo volume è Tara, le cui velleità artistiche vengono stroncate completamente da un pubblico che le augura stupri e violenze. Tutto ciò minerà la sua stabilità mentale.

Un altro personaggio che sarà fondamentale in questi due volumi è Ananke, l’enigmatica figura stregonesca che unisce il Pantheon dei divini prescelti, e che tesse da tempo delle trame oscure. Il quarto volume in particolare metterà Ananke di fronte alle conseguenze delle sue azioni.

The Wicked+the Divine gioca su un’alternanza tra il racconto di una realtà che si confronta (letteralmente) con il divismo puro, ed un gioco d’intrighi tra i personaggi del Pantheon.

L’aspetto più interessante della storia è proprio il vedere come la presenza di personaggi divini così attenzionati dal pubblico possa creare delle situazioni particolari.

The Wicked + The Divine – Suicidio Commerciale

Gli autori Jamie McKelvie e Kieron Gillen riescono a descrivere bene gli effetti di una popolarità enorme, e la figura di  Tara è il simbolo di ciò che l’odio social possa provocare di questi tempi.

Meno intrigante è la sottotrama che vede i protagonisti, i divini del Pantheon, confrontarsi e affrontare gli intrighi e le situazioni interne del gruppo.

L’obiettivo di Jamie McKelvie e Kieron Gillen con The Wicked + the Divine era quello di creare una sorta di nuovo mondo e storie alla Neil Gaiman. Ma il punto debole di questa storia è il fatto di astrarsi troppo dalla concretezza, dal reale, e di creare degli intrighi un po’ troppo contorti e che non scorrono bene nel corso delle pagine.

The Wicked + the Divine è un fumetto interessante ma non completamente centrato. I volumi 3 e 4 esprimono bene il potenziale di questa storia, che non si è ancora espresso del tutto.

Conclusioni

L’idea di far vedere le conseguenze della grande popolarità è molto interessante. Unire il pop ed il metafisico è un bel modo di descrivere la tendenza della nostra società, che sceglie come suoi rappresentanti e figure di riferimento personaggi in grado di saper fare spettacolo e tendenza.

The Wicked + the Divine ha tutto questo pontenziale che viene ben espresso a livello grafico da disegni realistici e da colori vivaci che esaltano il riferimento di base del fumetto: la pop art e la cultura pop.

Tutto ciò però non si concretizza perfettamente a livello narrativo. Mancano degli elementi capaci di mettere a fuoco alcune situazioni, che risultano un po’ caotiche da leggere, ed anche poco intriganti, nonostante si cerchi di raccontare una storia fatta d’inganni e tradimenti.

L’edizione di BAO Publishing è curata in maniera attenta, con un apparato di postfazione che include commenti degli autori, gallery delle copertine, ed anche la traduzione delle sceneggiature originali.

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