The Wicked + The Divine Vol. 2 – Fandemonio | Recensione

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Laura Wilson continua ad inseguire il sogno di diventare una tra i dodici dei del Pantheon, ma come si suol dire “non è tutto oro ciò che luccica”…

Mettiamo che ad un giovane adolescente venga offerta la prospettiva di diventare per due anni la persona più potente e venerata sulla Terra, a patto però che a chiusura del ciclo muoia. Chi accetterebbe un’offerta del genere? Secondo Kieron Gillen sarebbero in molti.

Ciò che pone come tema centrale The Wicked + The Divine è la “brama di fama”, il desiderio di essere venerati, di avere un potere che trascende su ogni altra cosa, ovvero: il febbrile ed incondizionato amore da parte di milioni di persone. Roba da far venire le vertigini.

Già nel primo volume di The Wicked + The Divine Gillen ci aveva condotti all’interno di questo particolare mondo, mostrandoci il lato oscuro dell’essere di(v)o. Ma ciò l’autore britannico fa nel secondo volume, intitolato Fandemonio, è spingere la narrazione ed i suoi significati metaforici ancora più oltre.

Al centro della storia c’è il mistero che ruota attorno alla morte di Lucifero, la dea dalle fattezze davidbowiane protagonista del primo volume. Lucifero era stata sottoposta a processo con l’accusa di aver ucciso alcuni agenti speciali di polizia. Il giudice che stava emettendo la sentenza è stato ucciso proprio durante il processo, Lucifero sembra essere la responsabile della morte, ma in realtà è stata incastrata.

E se nel primo volume il ritmo narrativo scorreva con una certa lentezza, in Fandemonio la storia accelera e Laura Wilson diventerà sempre più centrale. La giovane teenager, nonostante abbia conosciuto i pro e i contro dell’essere dio, continua a desiderare di entrare nel Pantheon assieme agli altri super-teenager (come Baal, Morrigan e Baphomet).

A introdurre Laura sempre più all’interno delle dinamiche del Pantheon sarà l’ anziana Ananke, immortale protettrice degli dei,  personaggio oscuroche rivelerà  nel corso della storia una duplice natura.

Il fatto che la cultura pop stia diventando una sorta di fede religiosa è una questione all’ordine del giorno (al tal punto che nel Regno Unito 177mila persone si identificano come Cavalieri Jedi), ma quanto può un divo maneggiare il corpo e la mente di un fan? Usando una metafora piuttosto interessante, e rendendo gli dei delle pop star a tutti gli effetti, Kieron Gillen con The Wicked + The Divine cerca di giocare con i rimandi alla cultura pop, soprattutto quella musicale, e fa riflettere il lettore sul prezzo da pagare  (e far pagare) per essere una star.

Ad intensificare le atmosfere pop e glam della storia è il disegnatore Jamie Mckelvie che in Fandemonio  gioca molto con le soluzioni grafiche, mantenendo però alta l’ attenzione verso i dettagli ed il senso geometrico della tavola. Mckelvie dimostra anche una certa attenzione verso i primi piani, ed una voglia di usare e citare la pop art di Andy Warhol per rivestire The Wicked + The Divine della stessa sostanza a cui si è rifatto.

Inoltre i colori di  Matthew Wilson  danno la giusta vivacità, ed il tocco pop definitivo, ad un fumetto che a livello grafico è divertente da guardare ed apprezzare, soprattutto per le sfumature che richiamano un immaginario di colori che si rifà al Glam rock.

Incrociando reale e divino così come ha fatto il Sandman di Neil Gaiman, e giocando con il simbolico, il metafisico, e la musica pop, The Wicked + The Divine si conferma anche in questo secondo volume una lettura non convenzionale sia a livello tematico che narrativo. Non è un fumetto destinato a chiunque, ma è ideale per una fetta di pubblico interessata a storie che incrociano la realtà tangibile con il divino, la metafora con la socio-politica, il fantastico con il drammatico. 

Qualche giorno fa il disegnatore Jamie Mckelvie ha annunciato su twitter che quest’anno chiuderà il suo lavoro su The Wicked + The Divine, ma a tranquillizzare gli animi ci ha pensato lo stesso Gillen il quale ha dichiarato che il fumetto continuerà a essere pubblicato per tutto il 2018 e 2019. Perciò Image Comics e la nostra Bao Publishing hanno ancora molto da pubblicare su questa storia.

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