NIspirata all’omonimo romanzo di Thomas Wheeler e Frank Miller, Netflix lancia la nuova serie Cursed, ulteriore rivisitazione della materia di bretagna e dei suoi personaggi, a conferma della fecondità del mito che, dal Medioevo ai giorni nostri, sembra non aver perso appeal sul pubblico.

Sfruttando il format vincente della serie televisiva, Netflix propone al pubblico la storia di Nimue, più nota agli intenditori con l’appellativo di Dama del Lago.

Mettendo al centro il narrema della spada, vivissimo nel folklore celtico e, come sappiamo, fondamentale anche per le narrazioni su Artù, la serie Netflix racconta una storia di fede, magia e resistenza.

IL VOLTO DEL DESTINO

In un mondo dove la magia e l’alterità sono ritenute una colpa, la giovane Nimue cresce nel suo villaggio Fey, ai margini della civiltà, con un dono che la rende diversa tra i “diversi”, mentre i Paladini Rossi, in nome di Cristo e guidati dal formidabile assassino, il Monaco Piangente, bruciano villaggi e massacrano popolazioni Fey.

Abbracciando la sua missione, Nimue parte con una misteriosa spada alla ricerca di Merlino, leggendario mago protagonista di storie e racconti; il viaggio, però, la metterà sulla strada dei Paladini Rossi e del giovane Artù (mercenario in cerca di redenzione) portandola a lottare per la sua salvezza e quella del suo popolo.

LE TEMATICHE

Che si tratti di essere l’astuta e subdola giovane amante di Merlino o l’amorevole madre adottiva di Lancillotto (entrambi ruoli che Nimue, chiamata anche Niniane o Viviane nei manoscritti, assume nel Ciclo della Vulgata, materiale “canonico” del mito) in pochi conoscono veramente chi è la Dama del Lago, oscurata da Artù e dai suoi cavalieri.

Grazie al lavoro fatto da Thomas Wheeler e Frank Miller, la serie può però usare la scacchiera dell’amato mito per muovere i pezzi (i personaggi, comunque diversamente caratterizzati) affinché il risultato finale sia innovativo.

Ecco dunque una storia familiare (anche grazie alla presenza della spada e a temi abbastanza gettonati) fresca e brillante, con al centro una donna (forte e centrale nonostante le sue fragilità) impegnata a lottare per il suo popolo, per la sua sopravvivenza, scoprendo allo stesso tempo sé stessa.

Abbiamo detto che Cursed è una storia di fede, magia e resistenza, con tutti questi elementi legati dalla tanta azione ispirata dalle tante serie storiche di successo di questi ultimi anni e delle trame politiche (nonché un clima “crudo” tendente spesso allo splatter) che ricordano le prime stagioni dell’amata serie Il Trono di Spade.

LA NUOVA SCACCHIERA DEL MITO

In queste vicende si muovono personaggi “imponenti” (ad eccezione, se vogliamo, di Uther), innovativi (richiamando spesso comunque il mito arturiano) che arricchiscono ed enfatizzano l’universo fantasy-medievale in cui si muovono.

I Paladini Rossi, in questo senso, sono “cattivi” credibili, supportati da una Chiesa (di cui si riporta perfettamente lo spirito da crociata del Medioevo) enfatizzata per il suo ruolo politico.

A spiccare su tutti però, nonostante una Katherine Langford che non dispiace e con grandi margini di miglioramento e un Devon Terrell che sorprende nei panni del mercenario Artù, sono le interpretazioni dell’ex Lorenzo de’ Medici Daniel Sharman e, soprattutto, di Gustaf Skarsgård, di cui abbiamo saggiato la bravura già in Vikings.

Il primo ha il compito di interpretare il freddo Monaco Piangente, personaggio è un infallibile assassino di Fey (grazie anche alle sue abilità da guerriero) con un misterioso passato alle spalle; il secondo, a differenza, ha nella serie l’onere e l’onore di interpretare niente meno che Merlino.

Entrambi, spinti dall’interpretazione di due personaggi così ben caratterizzati, si esibiscono in performance sorprendenti.

Sharman riempe della sua presenza ogni scena col Monaco Piangente, facendo trapelare il fascino del mistero dietro a questo personaggio; invece, Skarsgård interpreta in maniera esemplare un Merlino che, finalmente, non viene visto come “semplice” mago, ma riacquista i suoi attributi (tutti presenti nella sua storia letteraria, a sua volta ispirata a materiale folklorico) da uomo selvaggio, profeta, druido, consigliere e dux bellorum, continuamente sulla linea di confine fra bene e male.

Artistici cambi di scena a sostituire il “classico” nero cinematografico, ambientazioni e combattimenti arricchiscono una serie, che spicca nel genere, vicina alla perfezione.

CURSED – LA SERIE NETFLIX: CONCLUSIONI

Tra elementi folklorici, fantasy (ma, se vogliamo, la matrice è la stessa) e prettamente storici (come la lotta fra potere temporale e spirituale) Cursed presenta una storia di sopravvivenza e resistenza, nella quale la crociata santa è contro creature “fatate” e avviata da una quête pienamente cavalleresca.

Questa prima stagione ha introdotto la storia di Nimue, facendo conoscere la Dama del Lago al grande pubblico, con cura e innovazione; ora, c’è bisogno che si continui a far muovere i pezzi.

Perché la scacchiera generale, intrigante e magnetica, si candida a rubare la scena e l’attenzione del pubblico nei mesi a venire e oltre. Che la partita, in attesa dello scacco matto, continui: una serie da rinnovare subito.

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