Tatsu, un famigerato e temuto capo yakuza, decide di ritirarsi dal crimine per diventare un capofamiglia e sostenere sua moglie Miku, una donna intelligente ed in carriera. La serie a episodi autonomi raffigura una varietà di scenari comici, in cui le banali faccende domestiche di Tatsu come casalingo si contrappongono alla sua personalità e al suo aspetto intimidatorio.

La yakuza è un’organizzazione criminale tradizionale giapponese, che ormai è diventata conosciuta anche in Occidente grazie a molte opere che ce ne hanno narrato le gesta. Basti citare il videogioco di Sega Yakuza, che ebbe così tanto successo non solo in Giappone ma anche in Occidente da meritare svariati seguiti nel corso degli anni.

Una delle opere migliori in tema di Yakuza nell’ambito manga è sicuramente Sanctuary di Sho Fumimura e Ryōichi Ikegami, che ci narra in maniera cruda di quel mondo e delle sue correlazioni con la politica. Ma riferimenti alla Yakuza sono molteplici in molti altri manga, come Nisekoi, City Hunter o Toradora!

Senza dimenticare che nel 1975 anche un regista occidentale, Sydney Pollack, dedicò un suo film a questo mondo, con il suo Yakuza, interpretato da Robert Mitchum, Brian Keith e Ken Takakura.

E ora finalmente, dopo aver debuttato già in USA e Spagna, La via del grembiule di Kousuke Oono si unisce a questa nutrita schiera anche in Italia.

La serie ci presenta tutti i classici archetipi dello yakuza, ma li rielabora in un contesto da casalingo, il che ce li rende assolutamente irresistibili per il lato comico che riescono a trasmettere.

In effetti il nostro protagonista Tatsu, nonostante abbia abbandonato da un po’ la sua vita criminale, non riesce ancora a dismettere l’aria da duro che nella sua precedente vita ne facevano un uomo tutto d’un pezzo, da temere e rispettare, creando nelle persone che lo circondano un senso di diffidenza di cui il protagonista in effetti non riesce a rendersi conto.

Tatsu è ormai convinto di essere un casalingo come tanti, ma per fortuna c’è la sua dolce mogliettina a ricordargli che dovrebbe essere un poco più normale nei suoi atteggiamenti.

Tuttavia è proprio questo ossimoro evidente tra l’opinione che Tatsu ha di sé e quella che hanno gli altri a rendere ogni suo gesto un divertente siparietto, a dimostrazione che è l’interpretazione che ognuno dà di un gesto a creare una situazione comica inaspettata.

Questa differenza di vedute si vede anche nel linguaggio usato dai personaggi: Tatsu infatti usa ancora uno slang ancorato alla sua vecchia vita, creando così ancora una volta una comicità non voluta.

Nel primo volume l’episodio con il robot per le pulizie è davvero il simbolo migliore di questa dimensione tutta particolare del protagonista, che vi strapperà molte risate; il perfetto tempismo comico di questo manga è infatti quello che lo rende una piccola perla nel panorama odierno delle pubblicazioni nel nostro Paese.

L’unico difetto che potrebbe manifestarsi con il tempo, perchè questo primo volume vi conquisterà, è la possibile ripetitività delle situazioni, ma già qui Oono è riuscito abbastanza a variare le circostanze comiche, inserendo momenti della vita casalinga di Tatsu e incontri con i suoi vecchi amici – e nemici – Yakuza.

Ma non c’è solo comicità in questo manga: il cibo di Tatsu ed i suoi gesti riescono a trasmettere alle persone che incontra un senso di amore e calore che spesso le porterà a rivivere ricordi dell’infanzia e sentimenti che pensavano di non aver più il tempo di sperimentare. Per ora un elemento che vediamo solo in alcuni capitoli ma che con il tempo potrebbe essere un ulteriore elemento di differenziazione.

Ottimo anche il lato grafico, con il tratto di Oono che si coniuga al meglio con una costruzione delle tavole dinamica e molto cinematografica (nonostante si parli di vita casalinga…), nonchè ricca di dettagli.

Comprate il primo volume La via del grembiule. Lo yakuza casalingo: 1

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