Ha un’impronta decisamente generalista la nuova serie tv Snowpiecer tratta dall’omonimo romanzo grafico francese della BD Le Transperceneige (1982), creato da Jacques Lob e Jean-Marc Rochette, adattato già nel 2013 a lungometraggio per il grande schermo da Bong Joon-Ho (Parasite) con protagonisti Chris Evans, Tilda Swinton e Jamie Bell.

Snowpiercer si svolge in un futuro in cui il mondo è diventato un deserto di ghiaccio, in seguito al cambiamento climatico sempre più drastico e disastroso. Sette anni dopo l’inizio di questa nuova “Era Glaciale”, gli unici uomini ad essere sopravvissuti viaggiano su un treno gigantesco, in perpetuo movimento intorno alla Terra. Un treno diviso in classi sociali dove c’è chi ha pagato per avere la sistemazione più confortevole (le Prime Classi) e chi si è introdotto last minute prendendo gli scarti di ciò che era rimasto (il Fondo).

Dal graphic novel al film alla serie tv

Ad occuparsi dell’adattamento del nuovo Snowpiercer è Josh Friedman (Terminator: The Sarah Connor Chronicles, La Guerra dei Mondi, Black Dahlia) mentre il pilota è diretto da Scott Derrickson (Doctor Strange, Sinister). L’unione di serialità distopica e thriller psichedelico della formazione dei due crea una serie attenta all’aspetto visivo tanto quanto quello narrativo. L’impronta del racconto è maggiormente legata alla tv generalistica e alla natura procedurale di TNT come canale cable.

È così che la trama prettamente legata al graphic novel e al film si mescola ad un’indagine in corso che coinvolge il personaggio di Daveed Diggs, l’ex detective Layton. A incontrarsi-scontrarsi con lui Melanie, la seconda in comando del treno – “lungo 1001 vagoni” come ripetono spesso i protagonisti – a cui presta il volto il premio Oscar Jennifer Connelly. Lei obbedisce a tutto ciò che decide Mr Wilford, fondatore e comandante dello Snowpiercer, perennemente nascosto nella locomotiva e di cui i passeggeri e lo staff sentono solamente una voce, dovendo passare sempre per Melanie.

Rispetto all’adattamento “molto americano” di Bong Joon-Ho per il suo primo film statunitense, quello televisivo punta su una struttura serializzata e procedurale, non d’autore ma più vicina all’intrattenimento via cavo, tingendola di elementi e accorgimenti tipici della mescolanza di genere investigativo e thriller (in questo aiuta il rinnovo già avvenuto per un secondo ciclo di episodi).

Al centro della storia sempre la riflessione della differenza fra classi sociali e dello scontro fra esse soprattutto con l’indagine in corso che rischia di minare il delicato equilibrio che Mr Wilford ha faticosamente costruito negli anni e che vuole mantenere a tutti i costi. La lotta di classe, l’ingiustizia sociale e la politica di sopravvivenza sono continuamente messi in discussione e oscillano tra “cliché di classe” – forzatamente ostentati per permettere al pubblico di familiarizzare con i vari vagoni del treno (il Fondo, La Carrozza Notturna, i Cassetti e così via) – e trovate visive per rendere l’aspetto fumettistico del racconto, in una narrazione in cui l’appuntamento settimanale funziona più del binge watching.

Nel cast accanto a Connelly e Diggs spiccano Alison Wright lanciata dal successo di The Americans e qui in un’inedita versione bionda, e un ritrovato Iddo Goldberg (Peaky Blinders, Diario di una squillo perbene) nei panni di due elementi dello staff di Prima Classe molto vicini a Melanie.

La serie è in onda negli Usa su TNT dal 17 maggio e arriverà su Netflix Italia dal 25 maggio (due episodi) e poi uno a settimana dal 1° giugno.

Recuperate il graphic novel Le Transperceneige!

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