Pur con un piccolo slittamento rispetto al precedente volume – trovate la nostra recensione QUI – dovuto come facilmente intuibile all’emergenza sanitaria provocata dall’epidemia di Coronovirus che ha bloccato le uscite fumettistica nel nostro paese e non solo, ritornano Le Storie di Guerra di Garth Ennis con questo terz’ultimo Volume 6 intitolato 1945 Giappon/Inghilterra che ci porta quasi alla fine della Seconda Guerra Mondiale per le consuete due storie ambientate agli antipodi e su due fronti opposti.

Nella prima storia intitolata Tokyo Club, tre piloti inesperti vengono mandati in Giappone per pilotare gli aerei P-51 il cui compito principale è quello di scortare i mastodontici bombardieri che in questi mesi stanno attaccando a lungo raggio l’isola nipponica.

Non si tratta più di fulminee e spericolate manovre aeree ma di mera resistenza per voli lunghissimi in cui il fisico oltre che la mente vengono messi a durissima prova. A questo si aggiungono poi le tattiche suicide dei piloti giapponesi e la loro strenue resistenza sia in cielo che in terra dove fanno di tutto per non farsi catturare una volta abbattuti.

Con il fantasma dell’attacco di Pearl Harbor, gli Stati Uniti e i suoi uomini si confrontano con un nemico pronto a tutto e con un cultura lontana anni luce dalla loro.

Nella seconda storia intitolata Mandate una Nave ci spostiamo invece nel canale della Manica dove una cannoniera della Royal Navy ingaggia un duello a distanza con un E-boat tedesco capitanato dallo spietato Hans Il Bastardo.

Navigare, quella che una volta era una nobile arte, viene “sporcata” dalle esigenze di una guerra che ormai non ha più limitazioni ed assomiglia sempre più ad un atto di pirateria in cui sopravvivere è l’imperativo principale.

Anche a terra gli ufficiali della cannoniera scoprono che non tutto è come sempre e che anche dietro a ingenue ragazze si nascondono delle opportuniste mentre si avvicina lo scontro finale con Hans.

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Garth Ennis è quasi giunto alla fine del suo viaggio e si approccia agilmente a raccontare la fine del Secondo Conflitto Mondiale, una fine che arriva inesorabilmente segnata dalla stanchezza degli uomini che si traduce in una brutalità che ha messo da parte qualsiasi velleità “cavalleresca” che si accompagnava alle prime battute della Prima Guerra Mondiale e si era poi traslata della contrapposizione fra Alleati ed Asse nella Seconda.

Ennis mostra dapprima con un suo grande classico, una storia con protagonisti gli aviatori, quanto globale sia diventato il conflitto – così tanto da dover poi implodere quasi naturalmente per logorio – e poi con una ad ambientazione marittima – una delle poche di questo ciclo di storie e una delle migliori non solo di questo volume – invece ne svela il carattere ormai aspro e arido che si è riservato anche ben al di là dei teatri delle battaglie e si è insinuato negli uomini e nelle donne.

Due storie quasi di “passaggio” che Ennis imbastisce con un occhio sicuramente diverso da quanto fatto nei precedenti volumi ma che purtroppo non trova in Tomas Aira ancora una volta una matita capace di traslare su carta efficacemente le sue sceneggiature.

Il disegnatore è molto bravo nel riprodurre le macchine – aerei e navi in questo caso specifico – e ad imbastire le sequenze degli scontri ma il suo tratto pecca clamorosamente sia in termini di volume e proporzioni delle figure umane sia in termini di quella espressività che molto spesso è minimale nei suoi personaggi e avrebbe meritato mai come in queste due storie una maggiore attenzione.

Come di consueto è ineccepibile la cura carto-tecnica del volume cartonato confezionato da saldaPress in cui spicca il ricco l’apparato redazionale corredato da bibliografie essenziali. Molto buono l’adattamento ma da segnalarsi qualche passaggio un po’ troppo colloquiale in fase di traduzione.

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