Dopo un mese di stop forzato a causa dell’epidemia di Coronavirus che ne aveva bloccato la produzione e stravolto i palinsesti televisivi, la ripresa di The Flash era stata tutt’altro che scattante con un episodio – la nostra recensione QUI – che aveva mostrato inequivocabilmente di voler puntare su un finale di stagione, fissato al 19° episodio, tutto incentrato su Eva McCulloch.

Scelta apprezzabile, pur con una esecuzione decisamente imperfetta, visto che proprio la McCulloch, suo marito Joseph Carver e la connessione con la misteriosa organizzazione Black Hole che sfrutta i metaumani sono gli spunti narrativi migliori di questa Stagione 6.

Dal drammatico finale dell’episodi della scorsa settimana quindi riparte questo 17° episodio intitolato Liberation e nello specifico dalla decisione di Iris di allontanare Barry. Sappiamo che Iris è uno dei doppioni creati dalla McCulloch ma questo Barry lo ignora seppure in lui inizia ad insinuarsi il dubbio che sia qualcosa che non va nella moglie.

Barry, sempre gravato dalla morte della Forza della Velocità, inizia così a cercare ossessivamente degli indizi che corroborino la sua tesi. Quando Eva capisce che Barry e il Team Flash si stanno avvicinando alla verità darà una brusca svolta al suo piano dapprima cercando di ingannare proprio Barry e poi facendo visita a Bloodwork sempre tramite i suoi “figli”.

A questo punto bisogna solo dare il colpo di grazie a Barry/Flash sempre tramite la Iris doppione. Lo scontro è impari e Barry sembra avere la peggio: Eva si palesa mentre Iris, quella vera, scopre che la donna sta tramando una vendetta contro il marito ben più ampia di quella che avevo fatto credere ad Iris stessa.

È sempre la mancanza di lucidità nell’esecuzione che abbatte qualsiasi velleità di interesse in The Flash con questo Liberation lento e farraginoso, troppo legato ad una componente drama che non trova riscontro in un paio di plot twist apparentemente privi di fondamento e da una villain che finora era risultata credibile ma il cui piano viene clamorosamente reso più complesso e ramificato del necessario.

Si salva davvero poco di questo 17° episodio che in soli 45 minuti scarsi riporta la serie su quei territori confusi e convulsi da cui con tanta, troppa difficoltà aveva cercato di tenersi alla larga in questa maldestra Stagione 6.

Apprezzabile la lunga sequenza d’azione finale che strizza l’occhio a Terminator 2 e mostra le potenzialità del Mirroverse se fosse sfruttato in maniera più aderente al materiale fumettistico mentre il già citato ritorno su territori prettamente drammatici mal si sposa narrativamente con quello finora costruito sia intorno ai villain che alla Forza della Velocità.

L’aver dovuto “tagliare” di qualche episodio la Stagione 6 non giustifica showrunner e sceneggiatori nel confezionare episodi privi di mordente come questo ed evidenti “passi indietro” rispetto allo sviluppo di The Flash anzi alla sua sopravvivenza. Sì perché la sua visione risulta sempre meno interessante e frustrante alla luce di altri prodotti capaci di aderire o rileggere il materiale fumettistico in maniera più entusiasmante o quanto confezionare trame più coinvolgenti.

A soli due episodi dalla fine quindi le aspettative per il season finale della Stagione 6 sono davvero bassissime.

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