Un po’ Scott Pilgrim, un po’ The End of f***ing World, un po’ The Warriors. Neon Brothers è il fumetto che Alice Berti ha pubblicato per la Bao Publishing. Si tratta di una storia che prova a raccontare la generazione Z, giocando tra realismo e distopia.

Protagonista del fumetto è il ventenne Nikolaj che, alla ricerca di un obiettivo nella vita, viene illuminato lungo il suo percorso dalla giovanissima Wakaba. La ragazzina lo porta all’interno di un gruppo di ragazzi pronti a formare una banda.

Nikolaj, Wakaba, Lavanda, Murray e Dom formeranno i Neon Brothers. Vivranno avventure e scontri all’interno di una Londra post-Brexit. Una storia generazionale di scontri, amicizie, e lotta per affermare se stessi.

La giovane Alice Berti realizza un fumetto che esprime quello che è il concetto di base della generazione Z: vivere senza certezze, con la mancanza di ottimismo, ed avere un’unica grande cosa alla quale potersi affidare, ovvero l’amicizia.

I Neon Brothers sono un gruppo interessante, che esprime personalità un po’ realistiche, un po’ cartoonesche (quasi con riflessi da personaggi manga). E questo è sia un pregio che un difetto del fumetto.

L’idea di raccontare una storia capace di mettere al centro la Generazione Z viene portata avanti dalla giovane fumettista in maniera a volte brillante, ed in altri casi un po’ meno messa a fuoco. Neon Brothers cerca di essere in alcuni punti una sorta di Scott Pilgrim, in altri qualcosa di un po’ più realistico e concreto.

Il risultato finale è una buona prova, che però non risulta essere messa totalmente a fuoco. L’idea di proporre dei personaggi un po’ realistici ed un po’ cartooneschi non riesce a rendere totalmente tridimensionali alcuni character.

Nikolaj è l’emblema del personaggio realistico di Neon Brothers, mentre Wakaba è l’emblema del character cartoonesco. Queste due anime della storia continuano a convivere in Neon Brothers non riuscendo a trovare un equilibrio preciso.

Alice Berti cerca invece a livello grafico di riversare tutto l’aspetto visivo del fumetto sul cartoonesco, proponendo una soluzione che mischia dei tratti occidentali ad un piccolo richiamo d’oriente. Il tutto funziona per il contesto descritto, anche se non conquista totalmente.

Neon Brothers è quindi un’interessante prova autoriale. La voce di una giovane fumettista che cerca di raccontare un pezzo della sua generazione, nella quale si possono rispecchiare molti ventenni, e non solo.

L’idea di raccontare un pezzo dell’incertezza giovanile di questi tempi è materiale narrativo assai gustoso. Tutto ciò nelle mani di giovani artisti può far uscire tanto sentimento e anima, e magari anche qualche imperfezione.

Neon Brothers è tutto questo. Una storia che con una messa a fuoco più precisa sarebbe diventata un piccolo inno generazionale, ma che si può comunque considerare un buon prodotto fumettistico.

Di storie fatte di anima e di voglia di raccontare la realtà che ci circonda, provando a decodificarla, ce n’è tanto bisogno. E le voci di quest’ultima generazione, che sta vivendo sulla propria pelle le difficoltà di un mondo fragile e imprevedibile, sono forse le più adatte per incarnare lo spirito del tempo, mettendolo al centro di una narrazione.

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