Agli inizi degli anni ’90, quando frequentavo le scuole medie, fra i videogiochi che avevo sul mio IBM 486 non potevano certo mancare due capisaldi assoluti degli FPS: Doom e Wolfenstein 3D.

Allora ero solo una ragazzina, per cui non era insolito che soffrissi, per citare il neologismo di un mio caro amico, di “gonofobia”: avevo una paura terrificante di svoltare gli angoli; se a questo aggiungete anche il mio scarsissimo senso dell’orientamento non è difficile capire come mai non abbia mai portato a termine né l’uno, né l’altro.

Con il trascorrere degli anni ho maturato un mio gusto personale, e gli FPS di certo non rientrano fra i miei generi preferiti: preferisco usare magie e armi bianche rispetto alle armi da fuoco, e la visuale in prima persona a volte mi dava letteralmente il voltastomaco, senza contare che in terza persona si ha un controllo maggiore di ciò che circonda il personaggio che stiamo controllando.

Perché vi sto dicendo tutto questo? Ma soprattutto, perché Diavolo sto recensendo un FPS, se in generale non mi piacciono? Semplice: perché io sono la prova vivente che Doom Eternal è un capolavoro a prescindere dai propri gusti personali.

3BRUTAL ASSAULT

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Non vi nascondo che scrivere questa recensione è un onore per me, ma anche una bella responsabilità: Doom è un franchise storico, e questo suo ultimo capitolo si inserisce perfettamente in una tradizione di sparatutto in prima persona che è ormai da decenni una pietra miliare nel suo genere, contribuendo enormemente a far capire a tutti chi è che comanda.

Prima di procedere con l’analisi del titolo in sé, permettetemi di trattarlo brevemente utilizzando delle metafore e dei paragoni con media differenti da quello videoludico, per darvi una idea di cosa sto parlando.

Giocare a Doom Eternal è un po’ come:

  • pogare a un concerto brutal death metal in cui dal palco gettano sul pubblico litrate di sangue, brandelli di carne, budella e pezzi di cadaveri;
  • guardare un film splatter mentre distruggete la vostra casa con una motosega (non prima di averle dato fuoco, ovviamente), urlando e ridendo istericamente alla vista della devastazione di cui siete orgogliosamente capaci;
  • immedesimarsi in Dante Alighieri nel suo viaggio all’Inferno, ma portandosi dietro un intero arsenale alla Terminator.

Come nei vecchi film splatter diretti da Peter Jackson prima che si dedicasse al fantasy, una caratteristica precipua di Doom Eternal sono le sensazioni che vuole stimolare nei giocatori riguardo proprio la violenza che così tanto lo definisce: ambientazioni, scontri ed esecuzioni sono tutti caratterizzati da un impiego così spregiudicato e massiccio della violenza da risultare infine ultraesilarante, quasi come se ci desensibilizzasse alla stessa mostrandone il lato più genuinamente divertente per gli appassionati del genere.

TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Doom Eternal è stato interamente localizzato in italiano: ciò significa che non solo i menu, ma anche i dialoghi sono in italiano. A tal proposito, mi preme sottolineare quanto questo lavoro sia stato svolto in maniera assolutamente ineccepibile: i dialoghi e le informazioni presenti nel codex e in generale in tutti i menu di gioco sono fluidi e scorrevoli, privi di errori o refusi e anche il doppiaggio è assolutamente all’altezza del suo compito, il che è di certo un valore aggiunto all’intera esperienza di gioco.

Una caratteristica davvero intrigante di Doom Eternal è l’intento, perfettamente azzeccato, di fondere gli elementi più tradizionali del franchise con una grafica e un gameplay assolutamente moderni.

Ambientazioni labirintiche, chiavi magnetiche colorate speciali, segreti, cheat codes, orde di nemici classici rivisti graficamente in chiave moderna sono tutti elementi che collegano questo nuovo capitolo della longeva saga ai suoi predecessori. Ma c’è molto, molto di più.

Iniziamo proprio dai cheat codes: si tratta di “trucchi” che possono essere utilizzati per modificare alcuni parametri rendendovi la vita decisamente più facile grazie a elementi come, ad esempio, vite o munizioni infinite.

I codici però funzionano in maniera differente rispetto ai giochi precedenti: non potrete infatti inserirli e usarli nella missione corrente, ma dovrete prima scovarli (sono rappresentati da floppy disc) all’interno delle diverse mappe di gioco e della Fortezza del Destino, che funge da hub centrale per lo Slayer; inoltre, non è possibile utilizzarli nella missione che state svolgendo attualmente, ma soltanto in quelle che avrete già superato con successo per rendere più agevole la ricerca di tutti i collezionabili ivi presenti.

Anche se usare i cheat codes non inficia i vostri progressi, bloccherà l’accesso ai Cancelli Slayer, che contengono speciali arene di combattimento opzionali a cui potrete accedere trovando prima l’apposita chiave, situata nei pressi del cancello stesso; di contro, potrete anche decidere di attivare tutti i codici contemporaneamente.

Non solo: trovare tutti e 14 i cheat codes vi permetterà di giocare il primo, storico Doom all’interno della Fortezza del Destino! Ma non finisce qui! Inserendo la parola chiave “FLYNNTAGGART” nel PC di Slayer sbloccherete anche Doom II!

LET’S GET IT STARTED!

Vi ho già detto che non amo particolarmente gli FPS, ergo non sono nemmeno poi così abile: come conciliare questi due aspetti con l’impegnativa campagna di Doom Eternal? È presto detto: scegliendo la difficoltà di gioco minima, “Troppo giovane per morire”. Se invece siete dei veterani, allora potrete cimentarvi con i livelli di difficoltà superiori: Fatemi Male, Ultra-Violenza, Incubo e Ultra-Incubo (che differisce da Incubo per un “piccolissimo” dettaglio: il permadeath, il che significa che se morirete la campagna si concluderà all’istante).

Esiste inoltre l’opzione Vite Extra, che può essere aggiunta una volta scelto il livello di difficoltà per “un’esperienza più arcade”: se una volta terminate le vite extra morirete, la partita finirà.

La campagna di Doom Eternal dispone di tre differenti slot di salvataggio (un po’ pochini, a dire il vero), e il gioco crea all’interno di ognuna delle 13 missioni presenti dei checkpoint, da cui potrete riprendere a fare i pezzi quei maledetti Demoni quando vorrete.

Nella versione di Doom Eternal in mio possesso, la Deluxe Edition, sono presenti anche alcune skin, i suoni classici delle armi e i Livelli Master Base dei Seguaci e Complesso ARC Remix: si tratta di scenari di combattimento opzionali identici alle missioni omonime, ma che vi metteranno ancor più alla prova grazie a livelli di sfida decisamente più alti.

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