Quinto appuntamento mensile con le storie dell’esorcista di Edimburgo, stavolta con tutto il cast di comprimari al completo. Samuel Stern torna tra i vicoli della città scozzese, indagando sulle misteriose sparizioni di barboni e senzatetto.

Immersi in un periodo storico dove il Covid-19 ci costringe a trincerarci nelle nostre case per poterne uscire sani e salvi, l’edicola diventa una boccata di aria fresca, soprattutto quando l’orrore affrontato dal nostro libraio preferito al momento non parla di virus e di pandemie, ma di demoni ugualmente pericolosi.

SCIENZIATI PAZZI E DOVE TROVARLI

Finora ogni albo ha mantenuto il filo conduttore dell’esorcizzazione dei demoni, manifestatisi in modi sempre differenti tra loro. Stavolta troviamo uno scienziato che è legato a doppio filo con la possessione demoniaca, uno sperimentatore che chiama figure dall’aldilà. Il dottore in questione si chiama Lucius Anderson e ha il tipico physique du rôle dello scienziato pazzo, tant’è che viene presentato nella terza tavola come un tipo magro e ossuto, con occhiali che non fanno mai intravedere cosa c’è dietro quelle lenti e con una pelle diafana che si staglia dal buio della stanza dove si trova. Uno come lui mette paura al solo vederlo: richiama alla mente i cattivi degli anime anni Novanta, quando uscivano dal buio delle loro stanze con i loro occhi brillanti di malvagità (vi ricordate del dottor Tomoe, padre di Ottavia, nella serie Sailor Moon?).

Questo folle sperimentatore ha in mente un piano e cerca di attuarlo sulla e nella pelle dei barboni, mantenendoli in un particolare stato di veglia incosciente. La caratterizzazione del dottor Anderson si alterna dall’essere un personaggio crudele all’essere un dottore che cambia idea da una tavola all’altra: insomma, un cattivo che non rimane impresso nella mente del lettore, se non graficamente parlando.

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Filadoro e Fumasoli stavolta dedicano più pagine al passato di Samuel, spargendole qua e là all’interno dell’albo e troncandole dal resto della storia. Compare la piccola Lily, la figlia che Stern cerca di proteggere da lontano, e continuano a comparire tasselli sulla figura della moglie Madison, ancora ammantata di mistero.

C’è da dire che le prime tavole dell’albo, bellissime nel loro sviluppo splatter (sia a livello di sceneggiatura che di disegni), si raccontano comodamente prendendo una grande fetta di spazio narrativo. Questo però va poi a penalizzare l’indagine di padre Duncan e di Penny, affrettando la risoluzione del caso in poche vignette e stringendo il momento della rivelazione a favore di un finale più maestoso (con tanto di spiegone del piano malvagio annesso).

TESSERE DI UN PASSATO VICINO

E se la coppia di sceneggiatori è ormai consolidata e produttiva, i disegnatori continuano a cambiare a rotazione. Per questo quinto albo è il turno di Luca Colandrea, alla sua prima prova su Samuel Stern. Il suo tratto è classico e con una chiara definizione dei giochi di bianchi e neri, ma al tempo stesso i suoi personaggi sono carichi di espressività e per nulla statici. Il terrore nei volti degli internati e la rabbia e la sofferenza di Duncan & soci bucano la tavola, facendo vivere le stesse emozioni di ogni singolo personaggio sulla nostra pelle.

La copertina è l’ultima di una serie di cover mozzafiato, dove Samuel subisce anticipatamente l’orrore che si trova dentro l’albo: un sezionamento della calotta cranica mantenendo il corpo vigile, alla Hannibal. Il dettaglio che più affascina e incanta è l’inquadratura grandangolare sul volto di Stern, che lascia al lettore la scelta di incarnare la parte del torturatore nei confronti della povera vittima.

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