I maestri del genere “musou“, Koei Tecmo, ritornano più arrembanti che mai con One Piece: Pirate Warriors 4, la quarta interazione ufficiale del classico action-adventure ispirato al celebre manga dei record di Eiichiro OdaONE PIECE – scritto, disegnato e pubblicato sulle pagine di Weekly Shonen Jump dal 1997.

Raccogliendo la sacra eredità della cristallina regia infusa negli archi narrativi da parte di Eiichiro Oda, One Piece: Pirate Warriors 4 ne esalta il divertimento, il godimento, la frenesia, l’assoluto spirito di combattimento reso maturo tra un Frutto del Diavolo ed un altro che spinge un vero pirata ad affrontarne un antagonista dopo l’altro verso la strada che lo porterà a divenire il più grande di tutti i tempi.

Le botte sono davvero da orbi, i nemici sono un’infinità e i combattimenti sono il punto nevralgico del videogioco distribuito da Bandai Namco Entertainment e finalmente disponibile per l’acquisto dal 27 marzo 2020 su PlayStation 4, Xbox One, PC e Nintendo Switch.

Come già anticipato, One Piece: Pirate Warriors 4 riprende la legacy dei tre titoli precedenti divenendo, pertanto, il primo vero videogioco che si impegna a narrare tutta l’epopea di Eiichiro Oda (fino ad ora giunta) e non ci si stupirebbe se Koei Tecmo dovesse proporne altri fino a che la serie ammiraglia non deciderà di porre fine alla sua lunga avventura.

One Piece: Pirate Warriors 4 narra la storia del manga originale dal suo principio, ma essenzialmente permette ai giocatori di rivivere i macro archi narrativi più memorabili di sempre. Precisamente la storia si avvia con la storia di Alabasta per poi concludersi con l’arco narrativo di Wano Country, ma il videogioco pone un finale “filler” e immaginario dal momento che Eiichiro Oda non ha ancora concluso la storia dei samurai all’interno del uso manga (chissà se all’autore piacerà questo finale di arco narrativo proposto).

La difficoltà proposta nel videogioco è variabile da semplice, normale e difficile. Per permettere all’utenza di godere al meglio l’esperienza del titolo si consiglia di procedere immediatamente con un approccio competitivo per ovviare, purtroppo, alla consueta ripetitività del moveset.

Sono offerti un numero maggiore di universi narrativi e personaggi giocabili, e che con la quarta interazione è infatti possibile controllare ben 40 personaggi e fruire a proprio piacimento in particolar modo della modalità “Diario del Tesoro” all’interno della quale si affrontano battaglie e nascono dialoghi mai visti prima.

Il videogioco è longevo, l’esplorazione è soddisfacente e le modalità di gioco, anche se semplicemente tre, danno luogo a battaglie così interminabili ed intense da non vederne mai la fine… e la pazienza dell’utente sarà messa davvero a dura prova nel lungo periodo poichè non vi è possibilità salvare i progressi ottenuti in ogni momento.

Il roster è rinnovato e ogni personaggio giocabile ha un moveset fresco rispetto ai precedenti titoli, il che incentiva l’attenzione del pubblico dell’appassionato e non.

I contenuti sono variegati, ma, nonostante ormai si è giunti al quarto capitolo, il videogioco non gode ancora di una buona reputazione dal punto di vista tecnico e spesso e volentieri i personaggi sembrano fuori dal contesto in cui si muovono e, soprattutto, dalla voce storica loro affidata.

Il gameplay dal punto di vista visivo è notevole con molti effetti speciali, esplosioni, musiche che incalzano l’azione, fedeli ai combattimenti visti nei prodotti originali, ma tecnicamente c’è ancora da migliorare. La telecamera non è il miglior punto di vista dal momento che scorre ad una velocità che rischia di stancare a lungo andare.

MODALITA’ DI GIOCO

One Piece: Pirate Warriors 4 è un “musou“, ovvero un videogioco che si basa fondamentalmente sul controllo di un personaggio il cui ruolo è quello di abbattere cento, mille, un milione, un miliardo di nemici. Attraverso il proprio moveset il giocatore avrà possibilità di farsi strada distruggendo tantissimi nemici relativamente deboli, raggiungere punti di osservazione, per poi arrivare al boss finale per terminare l’episodio.

La quarta interazione si fonda, esattamente, come i primi tre su questo concetto e da qui Koei Tecmo ci offre tre modalità di gioco: Diario Narrativo, Diario Libero e Diario del Tesoro.

Il Diario Narrativo consente di rivivere l’intera storia ispirata al manga di Eiichiro Oda – da Alabasta sino a Wano Country -; Il Diario Libero permette, una volta conclusa la modalità storia, di rigiocare gli episodi a piacimento variando i personaggi disponibili e, infine; Il Diario del Tesoro che offre letteralmente ore e ore di gioco. Tutto ciò che serve è selezionare un personaggio giocabile e sbaragliare la fazione nemica (che si compone di molti boss non importa se personaggi buoni e cattivi).

Il Diario del Tesoro è la modalità più innovativa e si suddivide nelle tappe “East Blue“, “Rotta Maggiore” e “Nuovo Mondo“. Man mano che si procede non solo le ore di gioco aumenteranno, le sfide saranno sempre più difficili.

La modalità storia è molto federe ai prodotti originali e gli utenti appassionati potranno rivedere ciò che hanno già letto nel manga o visto nell’anime. Tuttavia il videogioco decide di ottenere il grande risultato al minimo sforzo copiando e incollando alcune cutscene dai precedenti tre titoli.

L’immediato predecessore si concludeva con l’arco narrativo di Dressrosa ed era stato pubblicato nel 2015 e ora, nel 2020, e quindi dopo 5 anni, One Piece: Pirate Warriors 4 giunge con due nuovi archi narrativi successivi cronologicamente, Whole Cake Island e Wano Country. La “mancanza” dal punto di vista quantitativo di archi narrativi non va attribuito senz’altro agli sviluppatori, ma ai tempi estesi che l’autore necessita per portare avanti la sua storia.

Sebbene le modalità siano essenzialmente solo tre, tutte sono molto avvincenti e regalano un’esperienza di gioco divertente e frenetica potendo anche controllare un grande roster di personaggi giocabili con un moveset rinnovato.

Basandosi effettivamente su un “musou” non vi è necessità di tante modalità di gioco, per questo Koei Tecmo arricchisce il tutto con un grande insieme di obiettivi da raggiungere e di missioni secondarie concatenate che distoglieranno l’attenzione dal main plot, ma che prolungheranno il divertimento già promesso se si dovesse scegliere il percorso lineare.

Le tre modalità di gioco hanno in comune la classica possibilità di ottenere oggetti extra, punti esperienza, legami con i personaggi per divenire sempre più forti al fine di affrontare le sfide successive che via via diverranno sempre più complesse.

PERSONAGGI GIOCABILI, TECNICA, GRAFICA, GAMEPLAY

Il videogioco presenta il roster più grande mai visto prima nella seriePirate Warriors” dal momento che aggiunge il cast dei due archi narrativi già menzionati, inglobandone i precedenti.

Ogni personaggio ha diverse possibilità di costumi, un moveset rinnovato con tante tecniche a disposizione tra quelle base, di potenziamento e speciali. Molte delle tecniche saranno scatenate, chiaramente, dal potere del Frutto del Diavolo e lo spettacolo generato da esse sarà una gioia per gli appassionati.

La vastità di gioco e le tante ore di possibilità saranno avranno effetti collaterali sul moveset dal momento che risulterà abbastanza ripetitivo e ad un certo si sentirà il bisogno di cambiare il personaggio giocabile o di velocizzare la sessione per poterla concludere.

Il divertimento si intensifica con la possibilità di ricorrere a personaggi giganteschi, come Kaido o Barbanera ad esempio, e l’invincibilità provata sarà palpabile. Proprio in questi frangenti è consigliabile aumentare la difficoltà di gioco altrimenti lo sbilanciamento sarà davvero abissale e ad un certo punto potrebbe sembrare di vedere l’utente principale ricoprire il ruolo del boss fight.

I personaggi sono iperattivi, interagiscono spesso con le voci storiche della serie anime e accompagnano fedelmente l’utente verso le avventure ideate da Eiichiro Oda. Un roster ampio, bello, ma che a lungo andare, soprattutto se non si gioca con strategia, può divenire un disco rosso.

Il titolo pecca ancora con la tecnica, non imparando gli errori del passato.

Le cutscene e le animazioni di scontri sono fedeli e godibili da guardare come spazio tra uno scontro e l’altro, ma non riescono ad essere il punto forte della modalità storia poichè, dal punto di vista tecnico possono ancora invidiare la serie anime prodotta da Toei Animation (e non sempre ha ricevuto considerazioni positive da parte degli appassionati).

Le animazioni dialogate, invece, sembrano a volte distaccate dalle scene concitate e un grido della Mayumi Tanaka, ad esempio, non pare eseguito dalla labbra di Monkey D. Rufy.

A salvare l’equipaggio ci pensa la grafica che svolge il suo impressionante ruolo proponendo delle ambientazioni di gioco fedeli alle originali e degli effetti cromatici degni della fantasia di Eiichiro Oda. Inizialmente, specialmente per chi si avvicina a questa serie videoludica, avrà la sensazione non di rivedere, artisticamente parlando, il personaggio originale, ma si tratta di un marchio di fabbrica di questa serie videoludica e la differenza tenderà a passare in secondo piano.

Gli ambienti di gioco sono molto dettagliati e soprattutto sono parte degli scontri dal momento che si distruggeranno man mano che il range di devastazione aumenta. Sbaragliando i borghi delle arene, fra l’altro, sarà possibile sconfiggere ulteriori boss e ottenere oggetti da battaglia, salute o di esperienza.

Il gameplay è nettamente migliorato rispetto ai precedenti videogiochi e il bilanciamento di forze tra i personaggi giocabili è un punto saldo. Le tecniche proposte sono molte, alcune saranno quasi interminabili se le sequenze di tasti sono effettuate a regola d’arte, per non menzionare i combattimenti aerei che hanno ricevuto un trattamento più dedicato e studiato… ma non dal punto di vista della fisica nostrana come Oda vuole.

Ancora, il sistema di gioco è variabile, veloce e freneticoforse un po’ troppo veloce e frenetico. La velocità sarà un effetto carino inizialmente, ma a lungo andare sembrerà di passare attraverso i corpi dei nostri nemici facendoci sentire invisibili o, ancora, non pervenuti all’interno delle scene di combattimento.

Sebbene le tecniche proposte siano fedeli ed efficaci quando vanno a segno, la velocità ne riduce la spettacolarità una volta di fronte ad orde di nemici, ma il tutto viene vanificato quando sopraggiunge un boss il quale metterà a dura prova l’utente.

Il boss fight è sempre ricoperto da una corazza e non sempre sarà possibile attaccarlo. Qui la sfida, la strategia e la pazienza saranno punti importanti da seguire e non si avrà vita facile. Il boss sarà sempre in agguato e il combattimento fisico o ravvicinato è la carta ideale una volta che abbasserà la guardia. Ciò renderà l’esperienza più concitata e vissuta.

La libertà e il senso di avventura libera risultano una terapia per quei giocatori che hanno avuto una giornata storta o non particolarmente felice, come un sacco da box. Il titolo non costringe gli utenti a dover necessariamente memorizzare comandi dal momento che quasi ogni tasto è preposto all’attacco (non è neanche presente una funzione di difesa).

IL CORAGGIO DELLA SERIE “PIRATE WARRIORS” (TO BE CONTINUED)

Che One Piece piaccia o meno, o che il genere “musou” piaccia o meno, alla fine della giornata, se guardiamo il bicchiere mezzo pieno, è senz’altro relativo.

Il genere “musou” non è per tutti, può risultare divertente o noioso, tutto o niente, senza mezze misure.

Fatta questa premessa, ora, va fatto un grande applauso a Koei Tecmo che con il quarto titolo della serie “Pirate Warriors” si sta impegnando a trasporre in videogioco una serie così longeva, intricata e intrisa di personaggi, di sceneggiatura e di emozioni.

One Piece ha ricevuto, e continua, tante e variegate trasposizioni, ma non vanta un comparto videoludico degno di nota, se non per la serie di cui si parla in questa recensione.

Non è semplice riuscire a recuperare una serie anime, o leggere il manga, figurarsi creare un videogioco che permette di rivivere passo passo gli eventi principali, di spicco, che davvero rendono One Piece il franchise dei record che tutti conoscono, anche solo per sentito dire.

La serie “Pirate Warriors” è coraggiosa perchè non è semplice riuscire a concentrare le attenzioni su una storia dettagliata sotto ogni punto di vista e in ogni singolo capitolo manga che il maestro Eiichiro Oda propone su Weekly Shonen Jump.

Nessun’altra Software House si sta spingendo sino a tanto, adattando sempre nuovi archi con titoli inediti, al fine di portare la vera storia di One Piece su un videogioco per console domestiche di ultima generazione.

Pertanto, fino a che l’autore deciderà di addolcire le vite con il suo grande fumetto, la speranza è di continuare a giocare un nuovo videogioco della serie “Pirate Warriors” il cui unico obiettivo è quello di far rivivere le avventure di Rufy e compagni su console sino all’atteso finale.

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IN BREVE
Storia
7.5
Modalità di Gioco e Longevità
8
Sistema di Combattimento
7.5
Grafica e Tecnica
7
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In vita da 25 anni, pugliese. Amante della cultura e tradizioni del Giappone è stato conquistato dai manga e anime. E' intento a scrivere una light novel che concluderà prima di ONE PIECE. MAIL: robertostrignano@gmail.com

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