Mario Alberti dopo aver legato il suo nome a Nathan Never, Tex e Dragonero, solo per citare le serie più popolari a cui ha lavorato in tempi recenti e non, arriva all’importante banco di prova come autore completo e lo fa su un palcoscenico decisamente importante e ed esigente come quello francese da lui stesso già esperito come disegnatore.

Da un’idea di Antoine Charreyron – penna attiva nel mondo del cinema, dei videogiochi e dell’animazione – il disegnatore sviluppa Il Muro, serie in tre volumi, che arriva in Italia grazie ad Edizioni Star Comics.

Futuro prossimo. La Terra è una landa desolata in cui la razza umana sopravvive a stento lottando fra cumuli di macerie alla ricerca di qualcosa di utile che possa garantirne la sopravvivenza.

I due fratelli Solal ed Eva viaggiano in questo deserto senza fine verso ED3N, paradiso tecnologico in cui pare si siano rifugiati i più benestanti. Ma con il tempo, ED3N è diventato una leggenda da cui traggono vantaggio contrabbandieri e altri malviventi, che approfittano dei poveri disperati in cerca di aiuto promettendo loro di condurli fin lì.

Anche i due cadono vittime di questa trappola quando finiscono nelle grinfie di Bastard che costringe Solal a prestare le sue abilità di meccanico alla sua folle impresa: assaltare ancora una volta il muro che separa ED3N dal resto del mondo.

Solal tuttavia non ha intenzione di sottostare alle condizioni del suo carceriere perché Eva ha una malattia cronica e le medicine stanno a poco a poco sparendo. Decide così di intrufolarsi come pilota nella avanguardia dell’assalto cercando di oltrepassare il Muro… la sua scoperta sarà agghiacciante.

Quando la pubblicazione de Il Muro venne annunciata, il clima socio-politico era ben diverso da quello delle ultime settimane e l’immagine del muro era associata alla polemiche e al dibattito sui flussi migratori al cui centro vi è il nostro paese. Nelle ultime settimane però l’idea di reclusione è mutata ed è oggi dettata da esigenze mediche ma la sua potenza rimane senza ombra di dubbio inalterata.

E Mario Alberti questo lo capisce bene imbastendo una sceneggiatura semplice ed efficace per questo primo volume che ovviamente funge da introduzione alle vicende e ai personaggi. Due ragazzi in fuga verso la terra promessa, la libertà che è rappresentata da “cibo buono” e cure mediche mentre il deserto è ora dove prima c’era acqua – immagine potentissima che mostra con semplicità le basi su cui si fonda quella che rimane una storia di fantascienza come dimostra il sorprendente finale che sottende una riflessione più ampia e che sembra voler abbracciare il tema della tecnologia il senso lato.

Pur citando Mayazaki fra le sue influenze, Alberti strappa alcune evidenti pagine dall’immaginario sci-fi post-apocalittico hollywoodiano più conosciuto ovvero quello di Mad Max di George Miller – la corsa di auto nel deserto solo per citare il riferimento più ovvio – mentre la parte mecha sembra più ispirarsi ai disegn di Hideaki Anno che ai robottoni anni ’70.

Il tutto viene filtrato attraverso quel gusto magniloquente con cui il fumetto francese ha fatto propria la fantascienza da Moebius a Enki Bilal.

Dal punto di vista grafico, Alberti, maestro del dettaglio, osa utilizzando un approccio che estende la portata delle sue inquadrature sfruttando al massimo le possibilità della impostazione più “aperta” dell’albo francese.

Il tratto quindi si fa più stilizzato ma non meno incisivo coadiuvato da un utilizzo intelligente ed altrettanto incisivo del colore che gioca sul contrasto di una paletta che dagli ocra e grigi – deserto e macerie – passata ai bianchi e agli azzurri algidi di ED3N.

È la orizzontalità la dimensione che domina le tavole, anche in doppie splash, amplificando così il senso di desolazione che viene interrotto dalla verticalità che si fa inserto prima e poi si concretizza nei giganteschi mecha che fanno da guardia al Muro.

Una apparato grafico quindi studiato in cui nulla è lasciato al caso.

Ottima la cura carto-tecnica del volume confezionato da Edizioni Star Comics che ricalca quelle dei volumi francesi riuscendone però a contenere il prezzo. Ottimo anche l’apparato redazionale con una introduzione puntuale di Antoine Charreyron a cui fanno da corollario una serie di studi e bozzetti preparatori dello stesso Mario Alberti che da soli varrebbero l’acquisto del volume.

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