I Cavalieri dello Zodiaco: Shingo Araki, il genio dell’animazione

Conosciamo meglio l'uomo dietro pietre miliari dell'animazione giapponese.

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Se dobbiamo indicare un nome che rappresenti il professionista che ha decretato il successo di anime come Lady Oscar, Rocky Joe o I Cavalieri dello Zodiaco, quello è sicuramente Shingo Araki (con la sua collaboratrice ombra Michi Himeno).

2La carriera

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Shingo Araki nasce il 1 gennaio 1939 a Nagoya e fin da bambino sviluppa un grande amore per i manga, fatto che lo porta a trascurare presto la carriera scolastica per lanciarsi come autore.

La grande occasione venne quando, a seguito di un concorso, a 18 anni la rivista “Machi” lo assunse per creare delle storie. Nonostante la sua copiosa produzione negli anni successivi, Araki si rese presto conto che non sarebbe potuto diventare un fumettista professionista, in quanto, come da lui stesso confessato, non aveva “il senso della storia e della narrazione”.

Per cui decise di cambiare carriera e a 26 anni, nel 1965, dopo essere andato a Tokyo, fu assunto dalla Mushi Productions di Osamu Tezuka, dove avrebbe potuto massimizzare il suo talento, ovvero disegnare storie scritte da altri.

Qui ha modo di mostrare il suo valore sin da subito: ed infatti in Kimba, il leone bianco (1965) è animatore e disegnatore. Nella seconda serie di Kimba, gli vengono affidate anche alcune regie, così pure ne La Principessa Zaffiro.

Una tappa fondamentale nella sua carriera fu nel 1968, con Tommy, la stella dei Giants (Kyojin no Hoshi), la prima serie sportiva della TV, quindi l’occasione per Araki e la sua squadra di sperimentare soluzioni visive mai provate prima al fine di dare quel dinamismo che ha reso la serie tanto popolare.

La grande occasione arriva però nel 1970 con Rocky Joe (Ashita no Jo), dove Araki svolse il cruciale ruolo di supervisore dei disegni, o sakkan, ovvero colui che, detto in termini molto concisi, è il responsabile della uniformità nello stile di disegno dell’anime.

Successivamente collabora a molte serie che hanno fatto la storia dell’animazione giapponese, tra cui Devilman (1972), Danguard (1977), Lady Oscar (1979), i robot di Go Nagai, le produzioni nippo-francesi e, soprattutto, Babil Junior (1973), il personaggio cui Araki si sentiva più legato.

Il successo è travolgente, tanto da fargli creare nel 1975 lo studio Araki Production (dopo la precedente esperienza con Studio Jaguar, nel 1966).

Nel 1986 ad Araki viene affidato il compito di trasporre in animazione Saint Seiya di Masami Kurumada… girate pagina per saperne di più…

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