L’episodio della scorsa settimana di The Flash – la nostra recensione QUI – era partito da premesse decisamente interessanti, soffrendo poi di una compressione forse un po’ troppo marcata e di una componente drama forse eccessiva, ed aveva portato a due importanti rivelazioni.

La prima: la Forza della Velocità sta morendo ed è diventata una riserva a cui Barry potrà attingere per un periodo di tempo limitato. La causa di questa “morte” era stato l’evento crossover Crisi sulle Terre Infinite. In quella occasione Barry, nel tentativo di scongiurare la Crisi stessa, aveva infuso la Forza della Velocità di energia proveniente dallo Spettro dandole il proverbiale colpo di grazia.

La seconda: all’interno di Nash Wells alberga in maniera del tutto insospettabile la personalità di Eobard Thawne che però rimane anche lui vittima della morte della Forza della Velocità e quindi viene catturato.

L’episodio di questa settimana intitolato The Exorcism of Nash Wells però parte da quel filone narrativo lasciando leggermente in disparte la scorsa settimana e legato a Eva e al Mirrorverse. Avendo catturato anche Camilla, la donna ora ha come obbiettivo il furto di un  Prismatic Refractor dai Mercury Labs ma il suo piano fallisce a causa dell’interferenza di un altra agente di Blackhole. L’accaduto converge con l’indagine di Joe sulla talpa presente al Dipartimento di Polizia di Central City e collegata a Joseph Carver, il CEO delle McCulloch Technologies.

Agli Star Labs intanto Cisco, con l’aiuto di Cecille, cerca di districare la situazione di Nash Wells nel cui subconscio albergano apparentemente tutte le coscienze dei suoi doppelganger. Il punto è però non far prevalere quella di Thawne ovviamente…

Barry invece deve venire a patti con il fatto che anche i poteri di Flash hanno dei limiti.

Al netto del debutto del primo villain completamente originale per la serie – l’agente di Blackhole, Sunshine – The Exorcism of Nash Wells è un episodio decisamente bizzarro che evidenzia, qualora ce ne fosse ancora bisogno, come questa Sesta Stagione di The Flash navighi un po’ a vista e insicura.

La prima parte dell’episodio è propedeutica e riesce, in maniera discretamente puntuale, anche a fare il punto della situazione sui vari filoni narrativi che dopo il crossover evento Crisi sulle Terre Infinite erano stati portati avanti in maniera più o meno parallela nel corso degli episodi e che qui convergono o trovano addirittura una ipotetica risoluzione.

Da questo punto di vista è interlocutoria la seconda parte dell’episodio che sembra già eliminare dallo scenario Eobard Thawne. È lecito quindi domandarsi se ha avuto molto senso reintrodurlo…

Mentre la regia fa i salti mortali per tenere viva l’attenzione dello spettatore, riuscendoci grazie ad un ritmo ben congegnato, la sceneggiatura si sfilaccia nel corso dell’episodio ricorrendo ancora una volta ad un componente drama francamente fuori luogo anche per narrare l’origine di Nash Wells non aggiungendo nulla agli indizi disseminati negli scorsi episodi se non lacrimoni come sempre eccessivi.

Bisogna fare il punto della situazione e The Exorcism of Nash Wells ci riesce, per il resto l’episodio evidenzia ancora una volta delle evidenti lacune nella gestione della serie a lungo termine.

Come sappiamo la produzione della Sesta Stagione di The Flash si è fermata per prevenire possibilità di contagio da Coronavirus ed è giunta notizia ieri in tarda serata che The CW ha deciso di posticipare l’ultimo episodio disponibile al 7 aprile nella speranza di poter riprendere il più presto possibile la produzione.

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