Costretti a rimanere a casa per contenere le possibilità di contagio da Coronavirus, Bandai Namco Entertainment viene in supporto speciale per tutti gli appassionati pubblicando, il 13 marzo 2020 scorso precisamente, in tutti i negozi e gli store online My Hero: One’s Justice 2.

Prodotto da BYKING Studios, My Hero: One’s Justice 2 è il sequel ufficiale del fighting game 3D basato sul celebre manga “My Hero Academia” scritto e disegnato da Kohei Horikoshi su Weekly Shonen Jump (Shueisha) uscito su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC.

Il videogioco arriva poco meno di due anni dalla pubblicazione del suo predecessore e, proprio come quest’ultimo, ripropone su larga scala il mondo, l’ambientazione, il concetto di eroismo e di combattimento all’americana, la fantastica grafica colorata e il divertimento propri di My Hero Academia all’interno di un videogioco che ingloba le tematiche mainstream di un picchiaduro.

My Hero: One’s Justice 2, quindi, ripropone il mondo ideato da Kohei Horikoshi in tutte le sue forme donando agli appassionati, perchè, esatto, è un videogioco principalmente dedicato ad essi, la trasposizione del successo attuale di Shonen Jump, ma senza sforzarsi più di tanto, offrendo, dal punto di vista di novità contenutistiche, un magro pasto.

Il videogioco prende ciò che possedeva il precedessore e lo ingloba dentro sè, aggiungendo, come anticipato nel precedente paragrafo, lo stretto necessario per il divertimento iniziale del consumatore finale.

My Hero: One’s Justice 2 permette ai videogiochi di accedere a una pluralità di attività, quasi tutte finalizzate al combattimento classico con gli eroi e villain preferiti ideati dall’autore giapponese.

  • MODALITA’ DI GIOCO

Le modalità di gioco dedicate al combattimento classico sono la modalità storia, missione, locale, online, arcade e allenamento. Considerando che sono disponibili altre due possibilità, il videogioco quasi per intero è dedicato alla pura azione picchiaduro.

La modalità storia dovrebbe essere il punto nevralgico della produzione, ma in realtà, dal punto di vista contenutistico, si limita esclusivamente ad una sufficienza. Non imparando gli errori dal predecessore, My Hero: One’s Justice 2 presenta al suo interno semplicemente due archi narrativi: l’arco narrativo della licenza provvisoria da eroe professionista e l’arco del tirocinio sul campo con gli eroi professionisti che di recente è stato trasposto e trasmesso all’interno della quarta stagione animata di My Hero Academia.

I due archi, tuttavia, sono dettagliati riprendendo i dialoghi, anche secondari e di poco conto, e gli screenshot di riferimento propri della serie animata prodotta da Studio Bones. Facendo un piccolo excursus con gli eventi finali adattati dal precedessore (arco narrativo di Kamino), il sequel adatta i prossimi due scenari offrendo la possibilità di prendere strade primarie o secondarie.

La strada primaria consente di rivivere nel dettaglio l’evento di spicco, mentre quella secondaria adatta uno specifico retroscena non rilevante, ma funzionale alla trama e scritto da Horikoshi nel suo manga.

E, ancora, la modalità storia consente, come il predecessore e quindi confermandone il marchio di fabbrica, la possibilità di essere rigiocata una seconda volta dal punto di vista del villain. Pertanto, una volta conclusa la prima run in modalità eroe, la storia sarà vissuta con toni dark e devastanti propri della forza oscura.

La modalità storia viaggia ad eventi, non esiste nessuna dinamica open-world di sorta quindi i progressi avanzeranno man mano che completeremo una battaglia o dopo un intermezzo. Inoltre completando dialoghi, incarichi di combattimento e raggiungendo obiettivi, sbloccheremo extra, oggettistica, premi, approfondimenti ed equipaggiamenti da applicare ai personaggi giocabili.

Dovrebbe essere la “modalità madre”, ma in realtà contenutisticamente la storia non è il punto forte del videogioco. Se non fosse per le diverse dinamiche di approccio, la storia sarebbe povera e a lungo andare può risultare noiosa proprio per il target di riferimento del gioco, ovvero gli appassionati. Un fan ricerca nel videogioco ispirato al manga e anime che adora quella novità o quell’esclusiva tale da alzare l’asticella di apprezzamento del franchise.

Il videogioco propone le divertenti modalità missione, locale, online, arcade e allenamento.

La locale e online sono le classiche possibilità di un videogioco picchiaduro che consentono di impersonare un personaggio giocabile e di effettuare battaglie contro la CPU, contro un amico e anche di imbastire battaglie da spettatore. L’allenamento, chiaramente, è la modalità consigliata se non si è ferrati con le dinamiche di gioco dal momento che l’avversario potrà anche essere statico e sarà consentita la possibilità di effettuare tecniche infinite con lo scopo di diventare ottimi giocatori.

La modalità missione, già presente nel precedente, aggiunge con il sequel l’interessante e divertente esperienza esperienza di Hero Office, che consentirà di reclutare i propri personaggi preferiti e creare un gruppo leggendario con alle spalle una vera e propria agenzia di supereroi che difendono la pace.

Questa esperienza di agente è particolarmente impegnativa dal momento che dalle prime fasi si dovrà far fronte ad una serie di combattimenti prestabiliti e porre particolare attenzione ai bisogni del personaggio controllato. Ad esempio, i danni subiti nella precedente battaglia si riverseranno nella successiva.

E l’amata modalità arcade non poteva di certo mancare. Scegliendo un team di personaggi da tre fisso l’utente dovrà far fronte a diverse battaglie consecutive che si faranno sempre più complesse. La caratteristica interessante di tale modalità è la possibilità di far interagire nei dialoghi dei personaggi che non si sono neanche sfiorati all’interno della serie originale.

  • GAMEPLAY, PERSONAGGI GIOCABILI E MODALITA’ DI PERSONALIZZAZIONE

Il gameplay è un punto forte di My Hero: One’s Justice 2 che permette all’utente di sviscerare veramente nel profondo le tecniche base e speciali dei personaggi giocabili.

Il titolo comincia proprio un tutorial attraverso il quale è possibile apprendere fin da subito il grande ventaglio di possibilità dedicato al comparto di combattimento. Il divertimento è finalizzato proprio nella fase di picchiaduro del videogioco, e oltre alle tecniche fisiche è possibile attivare ben tre tecniche speciali che scateneranno i Quirk e daranno vita a cutscene colorate e dal tema eroico americano.

Il sistema di combattimento è variabile così da permettere agli utenti meno esperti di aver maggior vantaggio e viceversa. Difatti è possibile selezionare uno stile di gameplay frenetico dove le botte saranno devastanti o uno più studiato e strategico nel quale non sempre le tecniche andranno a segno.

Il gameplay abbraccia la possibilità di poter ricorrere a personaggi di supporto che non si potranno scambiare con il personaggio principale, ma daranno manforte in attacco (entrando in azione in una delle tre tecniche finali) e, ovviamente, in difesa in caso di necessità.

Passando ai personaggi giocabili, se il predecessore ne possedeva 20 totali, il sequel cerca di sbilanciarsi un po’ aggiungendone altri 20 riportando in pancia tutti gli altri già presenti.

I nuovi personaggi giocabili seguono coerentemente la scia della povertà contenutistica della modalità storia, pertanto è possibile controllare gli eroi e villain apparsi nell’arco narrativo della licenza provvisoria da eroe professionista e l’arco del tirocinio sul campo con gli eroi professionisti.

Considerando che i personaggi rientranti dal primo titolo non arrivano con aggiunte, sembrerà di giocare, in termini di novità, con soli 20 personaggi giocabili. Chiaramente il divertimento sta anche nel poter controllare tutto il roster, ma un aggiornamento sarebbe stato sicuramente ben accetto da parte dell’utenza.

Esclusi quattro personaggi, inoltre, il roster è già pronto e disponibile per essere provato e questo inficia ancor di più sul gusto di giocare la modalità storia che elimina lo stimolo di impegnarsi al fine di ottenere un eroe o un villain amato. D’altro canto, chi si accontenta delle modalità secondarie, sarà di sicuro contento di avviare sezioni di picchiaduro intenso con il personale pronto al sangue.

“Squadra che vince non si cambia” e My Hero: One’s Justice ripropone una bellissima caratteristica dedicata alle arene le quali sono parte integrante del combattimento.

I danni subiti dai giocatori in battaglia si riverseranno sull’ambiente circostante tanto che ad ogni sfuriata di Quirk l’arena sarà distrutta, sconvolta, capovolta fino a lasciare quasi il nulla. Interessante anche la possibilità di combattere sui muri o sui palazzi degli ambienti circostanti per dar vita a battaglie che superano le leggi della fisica o delle dimensioni.

La modalità personalizzazione è un’altra costante dal precedente capitolo e permette di modificare i personaggi giocabili con accessori e extra più disparati. Una modalità ricca di inventiva che trasformerà l’eroe o il villain con un design mai visto prima e che ovviamente sarà possibile mandare al fronte di battaglia.

  • ATTENDIBILITA’ CON L’OPERA DI KOHEI HORIKOSHI.  

Esattamente come il predecessore, My Hero: One’s Justice 2 si ispira perfettamente all’opera manga di Kohei Horikoshi edita su Weekly Shonen Jump.

Sebbene la modalità storia sia scarna contenutisticamente, è possibile rivivere ogni singolo attimo dei due archi narrativi proposti, senza alcuna esclusione e nulla è lasciato fuori. Le battute dei personaggi sono riproposte nel videogioco e, va ripetuto, non solo quelle di spicco.

Come già sottolineato, la modalità storia offre la possibilità di prendere un percorso alternativo per conoscere il pensiero dei personaggi secondari dal momento che è funzionale alla causa finale. L’autore ha molto a cuore questo genere di personaggi e molto spesso nel manga si dedica ad essi.

In tal senso, pertanto, il videogioco fa lo stesso proponendo dei combattimenti che mai si son visti nel corso della serie anche fra due componenti della mitica classe 1-A del corso per eroi del Liceo Yuhei.

  • IL BELLO DI MY HERO: ONE’S JUSTICE 2

Senza troppi giri di parole My Hero: One’s Justice 2 è un grande gioco tecnicamente, sonoramente e graficamente, colorato e spassoso, ma avrebbe potuto essere benissimo un contenuto aggiuntivo a pagamento (DLC) dilazionato in più uscite per il predecessore. Per le novità introdotte è un marchio che purtroppo è costretto a farsi carico.

My Hero: One’s Justice 2 avrebbe meritato molta più attesa di produzione per permettere dei contenuti più ampi e più godibili nel tempo, tuttavia trova il suo bello nel divertimento e ritrova il bello nel classico del picchiaduro ispirato ad una serie manga e anime.

Se si guarda agli attuali videogiochi ispirati ai franchise del genere, le case editrici hanno alzato con giuste ragioni l’asticella conducendoli verso un genere più action, open-world e, ancora, verso tematiche RPG. Un genere che prima era semplicemente affidato a titoli di caratura elevata, ma che ora abbraccia una fetta ancor più ampia.

My Hero: One’s Justice 2 va controcorrente da questo punto di vista e punta ad offrire quel divertimento sano generato da un picchiaduro frenetico con modalità di combattimento libero, arcade e missioni dove gli obiettivi sono vincere, consumare controller e conoscere a memoria le dinamiche dei personaggi giocabili (sia controllati che avversari).

Ripensando a titoli del calibro di Dragon Ball Z: Budokai, Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi, Naruto: Ultimate Ninja, giusto per citarne alcuni, My Hero: One’s Justice 2 è l’erede perfetto di questo genere di videogames che non vogliono regalare nient’altro se non la rivisitazione in prima persona e a pieni polmoni dell’universo manga e anime di riferimento.

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IN BREVE
Storia
6
Longevità
6
Sistema di Combattimento
8
Grafica
8
Tecnica
7
Progressione di gioco e variabilità
7
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In vita da 25 anni, pugliese. Amante della cultura e tradizioni del Giappone è stato conquistato dai manga e anime. E' intento a scrivere una light novel che concluderà prima di ONE PIECE. MAIL: robertostrignano@gmail.com

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