Erano i più grandi eroi di un’epoca perduta: il nemico del crimine della Golden Age Abraham Slam, l’avventuriero stellare Colonnello Weird e il suo robot Talky-Walky, Barbalien di Marte, Golden Gale, la fidanzatina d’America, Madame Dragonfly, signora del macabro, e Black Hammer, l’invincibile campione.

Dieci anni fa i grandi eroi di Spiral City avevano affrontato il despota cosmico noto come Anti-Dio, ma, sconfiggendolo e salvando il mondo, sembravano morti a loro volta almeno a prima vista.

Invece i nostri eroi si sono ritrovati inaspettatamente in una bucolica fattoria di un paesino tranquillo… in un mondo dove non esistono i supereroi.

Poco dopo, il più potente di loro, Black Hammer, ha cercato di varcare i confini del perimetro ed è stato ucciso da forze sconosciute. Gli eroi non avevano altra scelta che quella di adattarsi e di vivere in quella dimensione, in quel paese, cercando di mimetizzarsi e vivere come una famiglia come le altre, ma sempre cercando di poter trovare la verità su quello che era a loro successo e una strada per tornare alla loro realtà.

Nel frattempo a Spiral City, la talentuosa e speciale figlia di Black Hammer, Lucy Weber, non si è arresa alla scomparsa del padre e dei suoi colleghi; e dopo dieci anni di ricerche riesce finalmente a trovare un modo per arrivare alla fattoria; tuttavia Madame Dragonfly usa i suoi trucchi per cancellarle la memoria.

Ma Lucy non ha smesso di cercare la verità e alla fine ritrova il martello del padre, facendola diventare la nuova Black Hammer.

Jeff Lemire è un profondo conoscitore del mondo supereroistico, non è certo una novità, ma con Black Hammer ha voluto dimostrare non solo la sua profonda conoscenza, ma anche il suo profondo amore per questo fenomeno fumettistico che ormai da decenni accompagna le letture degli appassionati del mondo dei fumetti. E proprio per questo aveva deciso il rilancio della serie.

Infatti, nel settembre 2017, poco dopo la fine del cliffhanger di Black Hammer #13, Dark Horse Comics aveva annunciato che la serie era terminata e che sarebbe stata rilanciata come Black Hammer: Age of Doom, in quanto la volontà di Lemire era commentare la storia dei fumetti di supereroi e, poichè “viviamo in un mondo in cui gli universi di supereroi sembrano essere riavviati, rilanciati e rinati ogni anno”, anche lui voleva giocare con quell’idea. Ed è appunto quello che vediamo nei volumi tre e quattro di questa storia, che giunge così a conclusione.

Finalmente, infatti, si scoprirà la verità sulla condizione di esilio dei nostri ex super-eroi, ma la risposta alla domanda sulla quale si è retta la loro ricerca fino ad ora non farà che sollevare altre problematiche e interrogativi, che coinvolgeranno i rapporti tra gli eroi e i rapporti di fiducia che li legavano tra loro. La storia infatti si dividerà in due trame che solo alla fine si incontreranno, dimostrando la capacità di Lemire di giocare con l’idea di reboot e rilancio, una moda oggi usata non tanto per scopi narrativi quanto per cercare di aumentare le vendite…

Non mancheranno dunque le sorprese, anche per i lettori, che si trovano tra le mani una storia perfettamente bilanciata e che ad ogni pagina sviluppa l’universo di Lemire, che non si limita a omaggiare i personaggi delle due principali case editrici, soprattutto quelli dell’Età dell’Oro, ma ne rielabora il concetto, senza denigrarlo.

Ai disegni troviamo Dean Ormston (tranne per due numeri realizzati da Rich Tommaso), che ancora una volta dimostra una straordinaria versatilità (anche grafica) nell’adattarsi alle situazioni poste in essere da Lemire, con un gioco nella costruzione della pagina che rende la storia ancora più incisiva.

L’edizione Bao contiene i classici extra dei volumi di fumetti USA con cover e matite dei diversi numeri.

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui