Tornano le avventure del vecchio Dylan Dog, quelle che non hanno visto gli effetti della cura Recchioni sulla serie regolare, e che ci offrono storie del Dylan che gli appassionati di vecchia data ricordano con più affetto.

C’è da dire che una delle idee più sensate e interessanti della cura Recchioni è stata proprio questa: l’idea di dividere le varie serie di Dylan Dog dando un senso ad ognuna di essere. E così il Maxi è diventata la serie destinata alle storie del vecchio Dylan, quello “dei tempi d’oro”.

Le storie di questo Maxi 38 hanno alla base una sorta di tematica ambientalista: ognuna di essere riflette su un problema ambientale, rielaborato ed inserito all’interno del bizzarro e oscuro universo dylandoghiano.

Le Stelle Bruciano mette al centro la storia di un misterioso alieno che, materializzandosi dallo spazio, assume le forme di una popolare conduttrice televisiva: Ada Shneider. L’essere alieno ha preso di mira la stessa Shneider e Dylan, per una questione che va ben oltre il singolo individuo, e che riguarda l’intera specie umana.

In Grosso Guaio a Limehouse un gruppo di ragazzini chiama in causa Dylan Dog per risolvere un caso che riguarda una presunta strega del loro quartiere, ed un branco di gatti piuttosto sinistri.

L’ultima storia, intitolata La Casa che piange, ha come protagonista Myrna, un vecchio amore di Dylan, la quale si è fatta costruire una casa “bioarchitettata”, che dista pochi passi da dove un killer armato di motosega compie i suoi delitti.

Maxi Dylan Dog 38 Maxi Dylan Dog 38 Maxi Dylan Dog 38

Tutte e tre le storie fanno respirare le atmosfere del vecchio Dylan Dog, e si adattano bene ad i gusti degli appassionati più tradizionali. I duri e puri hanno annualmente a disposizione un numero di storie più o meno pari a quelle della serie regolare, l’ideale per chi è nostalgico degli albi di Dylan con, ad esempio, Bloch ancora ispettore di Scotland Yard.

Gli sceneggiatori che si sono susseguiti su questo Maxi Dylan Dog sono riusciti a riprendere il canovaccio tipico dei vecchi schemi del personaggio, rispettando quel tipo di risoluzione classica sclaviana che univa soprannaturale, mistero, e questioni etiche e umane a cui provare a dare una risposta, o ancora meglio: porre un’ulteriore domanda.

Grosso guaio a Limehouse è forse la storia che riesce a intrattenere maggiormente, ed è la più brillante tra le tre. Del resto mettere insieme un gruppo di pre-adolescenti (in stile I Goonies o Stranger Things) assieme a Dylan Dog, è di per sé una mossa vincente.

Interessante è anche l’idea de La Casa che Piange, che prova a unire l’ennesima avventura amorosa di Dylan, con un serial killer delle foreste, ed una casa bio-architettata che sembra assorbire certe energie della natura.

I disegnatori che si sono avvicendati sulle varie storie sono riusciti a far vivere atmosfere classiche delle vecchie storie di Dylan Dog, mantenendo uno stile realistico e creando atmosfere suggestive e godibili. Su tutti Emiliano Tanzillo che con i suoi chiaroscuri è riuscito a infondere atmosfere eteree a Grosso Guaio a Limehouse.

Continua quindi in maniera consolidata e con qualità il percorso delle storie dell’Old Boy con questo Maxi 38.

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