A San Valentino Koch Media ha proposto una distribuzione Lucky Red per la collana Anime Factory: Fireworks di Akiyuki Shinbo che già dal titolo sprizza romaticismo da tutti i pori.

E’ (come spesso capita) anche un romanzo di formazione di due giovani e (sempre come spesso capita) nei film d’animazione giapponesi, il tema del soprannaturale va a braccetto con il coming of age.

La genesi dell’anime

Prima di diventare un film d’animazione nel 2017, il soggetto nasce nel 1993 grazie a due episodi di una serie tv If Moshimo, una sorta di Sliding Doors (1998, di Peter Howitt) così di grande successo da essere portato sul grande schermo nel 1995 come mediometraggio live action. Il tema principale era affidare la propria vita e soprattutto le proprie decisioni al caso, un po’ come in Amami se hai il coraggio (2003, di Yann Samuell). Nel 2017 diventa infine un film anime scritto da Hitoshi Ohne e diretto da Akiyuki Shinbo.

La trama

I fuochi d’artificio vanno guardati dal basso o di lato? E soprattutto sono piatti o tondi? Un gruppo di amici si organizza per trovare la risposta in occasione del locale festival estivo; nel mentre Norimichi riceve l’inatteso invito a scappare di casa da parte della compagna di classe Nazuna, della quale è infatuato, vivendo con lei un’esperienza meravigliosa dagli inattesi risvolti. Nazuna deve trasferirsi per via dell’ennesimo matrimonio della madre e decide di fare una fuga d’amore insieme a chi fra due compagni di classe – entrambi innamorati di lei – Yosuke e Norimichi vincerà una sfida di nuoto nella piscina della scuola.

Differenze e tematiche dell’anime

Oltre alla riproposta della colonna sonora dei Remedios come il brano “Forever Friends”, nel film anime l’età dei personaggi viene “alzata” dalle elementari alle medie, rendendo la storia maggiormente un coming of age, rispetto al live action.

Un coming of age “alternativo” per la presenza di una misteriosa biglia che fa tornare indietro nel tempo, in veri e propri universi paralleli, in cui il risvolto di un evento fa andare in modo diverso tutto ciò che accade dopo. Una biglia che Nazuna trova sulla spiaggia (acqua e orizzonte simboli di genesi e tramonto) e che Norimichi usa in modo da riuscire a fuggire con il suo grande amore e per non essere fermati da nessuno, nemmeno da Yosuke.

Il tema dei salti temporali riporta subito alla mente La ragazza che saltava nel tempo (2006, di Mamoru Hosoda) mentre la storia d’amore così “assoluta” tipica dell’adolescenza, in cui tutti i sentimenti sono sentiti all’estremo (soprattutto nella cultura d’animazione nipponica), ricorda la coppia protagonista di Your Name (il successo del 2016 di Makoto Shinkai). Anche visivamente Fireworks si rifà a Your Name, giocando con la computer grafica 3D nei fuochi d’artificio meta-narrativi – sono sferici o piatti?

Un altro tema del film è quello del treno – che ritorna nella cultura giapponese – qui Nazuna e Norimichi sono in fuga d’amore in treno verso un futuro, forse, migliore, sicuramente carico di speranze e fantasie, prima di scontrarsi con la realtà e gli impedimenti del caso – Yosuke e i compagni di lui, la madre di lei – che tentano di fermarli proprio alle stazioni del treno e sulle rotaie.

Fireworks sostanzialmente chiede a noi spettatori cosa avremmo fatto se le cose sarebbero andate diversamente? Ma ha davvero senso domandarselo? In fondo non si può tornare davvero indietro e ognuno di noi è il risultato delle proprie scelte, quelle “giuste” e soprattutto quelle “sbagliate”.

L’edizione home video

Arricchita da un’elegante confezione con slipcover esterna e un libretto all’interno con interviste, dietro le quinte, ecc. interamente in italiano, e da una buona qualità nel comparto audio/video, l’edizione home video di Fireworks contiene solamente il trailer tra i contenuti extra. Ma leggendo il booklet molto curato è come se si assistesse al making of del film.

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