Intervista a Tanino Liberatore, tra corpi femminili e caos frammentato | Nerd Show 2020

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Tanino Liberatore è un autore che la storia del fumetto l’ha vissuta e scritta, anzi l’ha disegnata. Classe 1953, il Michelangelo del fumetto (come è stato ribattezzato dal genio della musica Frank Zappa) è ancora più attivo che mai e negli ultimi mesi è tornato nelle librerie e fumetterie con Body Count (Feltrinelli Comics), una raccolta delle migliori rappresentazioni del corpo femminile delineati dai suoi acquerelli, e con Frammenti di caos (Comicon Edizioni), un’antologia di racconti brevi già pubblicata in Francia, con in più una storia inedita in Italia che fu pubblicata sulla rivista “Heavy Metal”.

Abbiamo incontrato l’autore, ospite del Nerd Show 2020, e abbiamo chiesto di raccontarci dei suoi ultimi lavori e del prossimo graphic novel Le storie della paranza vol. 1, in uscita per Feltrinelli Comics.

MF: Grazie mille per la sua disponibilità! Iniziamo parlando di Body Count. Ogni donna vive una sua storia: sono storie reali oppure sono racconti immaginari?

TL: Sono storie della mia immaginazione, le ho tratte dalla mia mente. Quando disegno le donne, il mio è un modo come un altro per possederle. C’è sempre un rapporto di sesso con loro, anche se puramente mentale.

MF: Anche fisico direi, grazie alle matite matite e ai colori.

TL: Sì, ho un bel rapporto con la carta.

MF: Il suo lavoro è soprattutto cartaceo oppure digitale?

TL: Per un periodo ho lavorato solo al computer, poi sono tornato al cartaceo. È stato un po’ come tornare al liceo, quando usavo acquerelli e carboncini. Il disegno digitale è qualcosa in più: inizio il mio lavoro sulla carta e poi lo completo al pc. Per esempio, i bozzetti iniziali de Le storie della paranza li ho fatti su carta. Dato che questo è un lavoro fatto su sceneggiature altrui, se ci sono da cambiare delle cose in corso d’opera è più semplice farlo al computer. Su carta dovresti rifare tutto daccapo!

MF: A proposito de Le storie della paranza, ha avuto modo di incontrare Roberto Saviano?

TL: No, non ancora. Ho avuto contatti solo con i ragazzi di Feltrinelli, ma so che lui vedeva i miei lavori pian piano e li approvava. Mi fa piacere che gli autori mi abbiano scelto per questo lavoro, anche perché mi piacciono i libri di Saviano.

MF: In Frammenti di caos troviamo una raccolta di racconti brevi più qualche inedito. Hai contribuito alla creazione del volume?

TL: Non proprio. In realtà questa raccolta è già uscita lo scorso anno in Francia per Glénat.  Comicon Edizioni l’ha presa e migliorata, aggiungendoci ulteriore materiale. Oltre a contenere tutte le vecchie storie (che non sono tantissime), c’è anche una storia breve di 6 pagine (quella da cui è tratta l’immagine di copertina, Ai Shiteru) scritta e disegnata ad hoc per il volume.

MF: Quali ricordi hai legati a Bologna?

TL: Beh, non molti. Ero l’unico dei Cannibali che non viveva a Bologna. In quel periodo ero a Roma e venivo ogni tanto, a volte anche solo per una notte, quindi non ho molti ricordi. Ma ho passato bei momenti con Andrea (Pazienza ndr), Filippo (Scozzari ndr) e la Traumfabrik!

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