Benedetto da Monkey Punch, il papà di Lupin, prima di morire, Lupin III – The First apre la strada ad un nuovo corso per il ladro gentiluomo: con la direzione di Takashi Yamazaki (Stand By Me Doraemon, Dragon Quest – Your Story) la pellicola presenta le avventure degli amati personaggi in 3D, in una nuova, moderna e curatissima veste grafica.

Nei cinema italiani grazie al brand di Koch Media, Anime Factory, Lupin III – The First in uscita il 27 febbraio promette di portare avventura, azione, intrighi e simpatia in maniera innovativa pur rimanendo fedele allo stile di personaggi ormai storici, attirando le vecchie generazioni di fan e le nuove.

IL SEGRETO DEL DIARIO

Lupin III non è mai stato un ladro di cose banali e, per questo, ha deciso di rubare un oggetto di inestimabile valore: il misterioso Diario di Bresson, l’unica cosa su cui il suo abile nonno non è riuscito a mettere le mani.

Accompagnato da Jigen e Goemon in questa nuova missione piena di intrighi, Lupin s’imbatterà in una malvagia organizzazione che lo porterà, insieme anche a Fujiko, la giovane aspirante archeologa Laetitia e perfino Zenigata, a contatto con la memoria di suo nonno in un’avventura mai vista prima.

LE STORIE NELLA STORIA

Attraverso l’ausilio di una trama tra James Bond e Indiana Jones, Lupin III – The First propone sul grande  schermo i personaggi di Monkey Punch senza snaturarli, ma anzi arricchendoli di nuove sfaccettature.

L’attenzione è ovviamente focalizzata, più che su Jigen, Goemon e Fujiko (quest’ultima comunque con più spazio, insieme a Zenigata) su Lupin, di cui sono enfatizzate le qualità da ladro gentiluomo:  astuzia, abilità nei travestimenti, simpatia, positività e bontà.

In questo senso, il nostro protagonista trova in Laetitia una perfetta “spalla”, capace di donargli un perfetto contesto, con la sua storia personale e la sua passione per l’archeologia, per mettere in scena tutti gli elementi riconoscibili del suo personaggio e sopratutto per dar maggiore risalto al suo “mitico” rapporto col nonno.

La presenza del Diario di Bresson permette a Yamazaki di giocare con la Storia e con la storia della famiglia Lupin, creando una fitta rete di rimandi che sostiene, sotterraneamente, una trama principale semplice ma ben articolata e “fresca”, coinvolgente e ricca d’azione.

Già per tutti questi elementi, ovvero per aver portato sul grande schermo Lupin riuscendo a proporre qualcosa di nuovo senza allontanarsi dalla “classicità” del personaggio, Lupin III – The First sarebbe classificabile come un buon prodotto.

L’elemento completamente sorprendente però, e che alza notevolmente la qualità della pellicola donando ulteriore luce agli elementi positivi, è la rivoluzionaria veste grafica con la quale Lupin e il resto della banda vengono portati in scena.

L’audacia della produzione viene premiata una volta che, entrato in sala, lo spettatore si ritrova davanti alla meravigliosa riproduzione 3D: le figure umane sono curate con un’attenzione maniacale, ma a spiccare sono sicuramente gli effetti di luce e le ambientazioni, sia gli spazi chiusi che quelli più ampi e naturali.

La sensazione è quella di trovarsi davanti ad un live-action disegnato da Monkey Punch: un paradosso, questo, che ben rende il perfetto connubio realizzativo tra innovazione e tradizione.

Lupin è sempre lo stesso ma, tutti noi, attraverso una romantica avventura tra la storia trainata da un’avvincente colonna sonora e una grafica, come detto, sopraffina, abbiamo modo di innamorarci nuovamente di lui per gli stessi motivi di sempre: questa volta, però, visivamente fenomenali.

Appuntamento, dunque, in tutte le sale italiane a partire dal 27 febbraio!

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