Dopo il successo di Star Trek Discovery, prossima alla sua terza stagione, CBS All Access ci ha preso gusto e per la sua seconda produzione ambientata nell’universo creato da Gene Rodenberry ha puntato decisamente in alto e dritto al cuore dei fan richiamando in servizio – scusate il pessimo gioco di parole – addirittura Sir Patrick Stewart che ha deciso così di riprendere l’iconico ruolo del Capitano Jean-Luc Picard in questo Star Trek: Picard.

Oggi, grazie alla disponibilità di Amazon Prime Video Italia, piattaforma su cui uscirà la serie a partire da domani, abbiamo avuto l’opportunità di vedere in anteprima il primo episodio della serie.

In questo primo episodio intitolato Remembrance, sono passati 20 anni da quando Picard si è ritirato, con il grado di ammiraglia, dalla Flotta Stellare. Ora vive in Francia ma gli incubi legati alla morte di Data – recuperate il film Star Trek: Nemesis del 2002 – e alla distruzione di Romulus – come visto in Star Trek del 2009 – continuano ad affliggerlo.

Dopo parecchi anni lontano dai riflettori, Picard decide di concedere una intervista nell’anniversario della distruzione di Romulus ma pressato dalle domande della sua interlocutrice, che tocca ovviamente anche la rivolta dei sintetici che portò alla devastazione di Marte, lo indispettiscono.

Dall’altro lato del mondo, a Boston, una ragazza di nome Dahj viene aggredita nel suo appartamento ma anziché soccombere ai suoi aggressori improvvisamente si “risveglia”… nella mente una sola immagine, quella di Picard.

L’incontro fra Picard e Dahj è straniante. Entrambi sembrano condividere qualche recondita connessione e ricordo spezzato da un nuovo attacco questa volta fatale per la ragazza.

Chi sono i suoi assalitori? che connessione c’è fra lei e gli incubi di Picard. L’ex-Capitano dovrà viaggiare fino ad Okinawa al Daystrom Institute per corroborare un suo sospetto e apprendere una incredibile possibilità mentre nello spazio una antica minaccia torna a vivere.

Fugando qualsiasi dubbio, qualora ce ne fossero mai stati, Patrick Stewart in appena 45 minuti ci regala una performance stellare che da sola tiene incollati allo schermo per una series premiere che mostra subito i suoi intenti pur riuscendo ad essere fresca e meno scontata del previsto.

Remembrance è un episodio che richiede uno sforzo ai fan di The Next Generation e una tonnellata di buona volontà ai nuovi con i suoi continui rimandi più o meno evidenti e diretti agli eventi di quella seminale serie e ai film ad essa correlati.

Lungi però dall’essere una copia della recente Discovery e lasciandosi sin da subito alle spalle qualsiasi sentimento di nostalgia fine a sé stessa, Star Trek: Picard viaggia audace, personale e imprevedibile.

La prima metà dell’episodio serve allo spettatore per trovare la giusta confidenza con questo “nuovo” Picard e proprio quando pensiamo di aver inquadrato il tutto, Patrick Stewart lancia la prima stoccata – la sequenza dell’intervista – che diventa una riflessione socio-politica pazzescamente attuale e fulminante.

Mentre l’attore inizia quindi farci capire che nulla è come sembra, showrunner e sceneggiatori inizia a giostrare con un plot che almeno in un paio di occasioni destabilizza mostrando con sicurezza e intelligenza come utilizzare quella narrazione non-lineare abusata in serie tanto “modaiole” quanto inconsistenti.

Qui però di consistenza ce n’è e anche parecchia con il finale che lascia a bocca aperta in attesa già del prossimo episodio per una cavalcata che si preannuncia epica!

Star Trek: Picard parte subito mettendo le cose in chiaro: sia dal punto di vista recitativo, sequenze di azione comprese meravigliosamente coreografate, che da quello narrativo la serie è già una spanna sopra i prodotti sci-fi attuali merito di un background solido e sfruttato intelligentemente e quel desiderio tanto di compiacere i fan quanto di creare qualcosa che sia attuale.

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