Variegate sono le maniere per evocare una magia e non sempre lo spettacolo è generato attraverso una bacchetta. I metodi sono veramente tanti e uno fra questi semplicemente, senza troppe spiegazioni o precisazioni, è Dragon Ball Z.

La maggior parte della gente adora considerare Dragon Ball Z come la serie animata per eccellenza, ma è giusto ricordare che si tratta innanzitutto di una trasposizione ispirata alla seconda parte del celebre mangaDRAGON BALL” scritto e disegnato da Akira Toriyama su Weekly Shonen Jump nel corso degli anni ’80 e ’90 del 1900.

La serie animata di Dragon Ball Z ha aperto nuovi standard e concezioni di proporre il battle shonen mainstream gettando le basi e le ispirazioni per gli artisti futuri. Un vero e proprio regalo di emozioni e di narrativa calibrata che ancora oggi è accolto con grande calore da parte dei cuori degli appassionati di ogni generazione.

E cosa accade nel momento in cui il battle shonen in versione anime classico per definizione incontra la trasposizione videoludica che convoglia la migliore tecnologia hardware e grafica? Viene fuori un risultato esplosivo, emozionante, divertente e di carisma, nonostante i tantissimi adattamenti su console dell’opera di Akira Toriyama alle spalle. E ne sono davvero tanti se ci si ferma a pensare.

Tuttavia il videogioco che si appresta ad uscire oggi in Italia e in tutto il mondo vuole offrire qualcosa di classico e nuovo allo stesso tempo, qualcosa di esemplare e di memorabile, qualcosa di tradizionale e all’avanguardia. In una sola parola? Dragon Ball Z: Kakarot.

Prodotto da CyberConnect2 (lo studio di produzione dietro la più ambiziosa e meglio riuscita trasposizione di tutta, e si precisa tutta, la serie di “Naruto: Ultimate Ninja Storm” ispirata al manga Naruto di Masashi Kishimoto) con la distribuzione internazionale di Bandai Namco Entertainment, Dragon Ball Z: Kakarot è il nuovo videogioco di Dragon Ball disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Il titolo, di genere Action RPG, non offre la rivisitazione di una storia accurata, precisa, minuziosa, epica, ma di più.

Dragon Ball Z: Kakarot si fonda principalmente ed esclusivamente sulla modalità storia che permette agli appassionati di giocare tutta l’epopea di Dragon Ball Z, dall’arco narrativo dei Saiyan sino alla sconfitta di Majin Bu. In altre parole, il videogioco consente di rivivere la storia di Kakarot, il Saiyan cresciuto sulla Terra e più comunemente conosciuto come Son Goku.

STORIA

Ogni singolo dettaglio della storia è incluso e nulla è dimenticato, permettendo ai fan di ricordare dei punti narrativi che magari col tempo la mente aveva eliminato.

La longeva storia terrà molto a lungo impegnati gli utenti la quale si infarcisce con cutscene cinematografiche offrendo un livello grafico e tecnico superiore alla serie animata (e di questo CyberConnect2 ne è maestro), momenti di intermezzo e dialogo in-game e il controllo degli eroi Z di spicco (in questo caso Son Goku poichè è il protagonista) viaggiando per una mappa estesa che permette di toccare qualunque punto.

Dragon Ball Z: Kakarot trae insegnamento dagli Action RPG più classici e ne ingloba tutte le caratteristiche ed esperienze proposte negli ultimi anni: il personaggio principale può viaggiare dovunque all’interno di una mappa estesa, può collezionare oggetti, elevare il proprio livello di forza per battere i nemici sempre più ostili, effettuare missioni secondarie, incarichi, dialogare con una vasta gamma di entità presenti sulla mappa e tanto altro ancora. Tutto ciò che sa di Action RPG è presente nel videogioco, in altre parole.

Il videogioco è un richiamo agli appassionati, un videogioco che vuole abbracciarli ricambiando quell’amore che non svanisce mai. Un “ti amo” eterno che anche se non ripetuto, comunque coesiste… e lo si può constatare con la intro cinematografica della schermata del titolo sulle note di “Cha-La Head-Cha-La” di Hironobu Kageyama ispirandosi alla prima opening giapponese della serie anime di Dragon Ball Z.

Iniziando in tal modo, il giocatore entra immediatamente nel mondo di Dragon Ball Z, la serie più amata del franchise, e il mondo proposto riprende fedelmente i suoni, le musiche, e i dialoghi imposti nella serie tv. Un remake totale in alta definizione.

Una volta avviata la modalità storia il giocatore viaggerà immediatamente per la mappa e sarà propria discrezione quella di rivivere la storia principale di Dragon Ball Z o esplorarne l’area, effettuare missioni e secondarie e/o aumentare il proprio livello.

Il free roaming non ammette limiti e i combattimenti e gli oggetti collezionabili sono presenti in ogni angolo. Mentre si vola nemici potrebbero frapporsi e la battaglia sarà immediata. Allo stesso modo è destinato il sistema dei collezionabili. In base alle aree in cui ci si trova, ad esempio, è possibile raccogliere Sfere Z indispensabili per aumentare di livello, esperienza e ottenere nuovi attacchi speciali.

In merito agli attacchi speciali, essi sono sbloccali anche attraverso le battaglie principali della modalità storia e una volta ottenute si possono applicare all’arsenale di tecniche dedicate al personaggio che ne fa utilizzo.

Una volta conclusa la storia non sarà la fine. Il giocatore potrà continuare a viaggiare nell’infinito mondo di Dragon Ball Z effettuando tantissime altre attività o, ancora, riunire le Sfere del Drago e chiedere al Drago Shenron di far tornare in vita un villain sconfitto per affrontarlo nuovamente.

INCARICHI E STORIE SECONDARIE

Il punto forte della modalità storia, tuttavia, non è solo la grande capacità di adattamento e la qualità grafica e tecnica, bensì si rifà alle numerose missioni secondarie disponibili dovunque che, talvolta, non saranno sempre accessibili una seconda volta se evitate ed alcune sono attivabili con uno specifico personaggio, pertanto non solo con Goku.

Questo potrebbe essere un punto negativo del videogioco, ma non è proprio così. Il titolo chiede pazienza ai videogiocatori e alcune missioni secondarie sono davvero importanti dal momento che rivelano momenti di storia e narrazione mai svelati prima che rispondono a domande rimaste irrisolte in Dragon Ball Z.

La conclusione di una missione secondaria permetterà al giocatore di ricevere oggetti e amplificare sempre più la sua forza ed esperienza.

SISTEMA DI COMBATTIMENTO

Dal punto di vista narrativo, tecnico, cinematografico, contenutistico e artistico Dragon Ball Z: Kakarot raggiunge un alto voto, tuttavia sul sistema di combattimento, pertanto dal punto di vista della giocabilità, vi si pone un’antitesi.

Il sistema di combattimento pone il proprio personaggio controllato contro uno o una pluralità di nemici che non daranno tregua. Non è impostato un livello di difficoltà, pertanto la forza della CPU è predefinita e, in ogni caso, apprendere le tecniche base sarà un gioco da ragazzi.

Il combattimento, attraverso lo sguardo e il controller, è perfettamente percepibile e il lancio di una Kamehameha lascia il suo urto anche attraverso le mani del videogiocatore. Le tecniche, i suoni, i lanci, le trasformazioni e il dinamismo una volta sul campo di battaglia sono identici proposti nell’anime e le mosse supreme sono davvero una goduria.

Il personaggio controllato gioverà, inoltre, di personaggi di supporto che giungeranno in aiuto nei momenti di difficoltà. Questi ultimi sono molto importanti per il perseguimento della progressione della storia poichè sarà anche possibile attivare delle tecniche combinate che oltre a possedere un alto livello grafico andranno a segno in ogni caso.

Un neo del combat system si rifà, però, sulla ridondanza delle tecniche proposte che in poco tempo è possibile apprendere senza una soluzione di continuità. Il comparto moveset è limitato e per chi desidera un duello fino all’ultimo sangue potrà anche viverlo, ma dovrà far i conti con l’impazienza generata da un arsenale di tecniche non particolarmente variegato.

POSSIBILITÀ’ DI GIOCO

Premendo il tasto “pausa” sarà possibile selezionare le seguenti opzioni:

  1. Oggetti: in questa sezione è possibile visionare tutti gli oggetti raccolti nella mappa o ottenuti attraverso la campagna principale, incarichi o missioni secondarie. Gli oggetti sono ovviamente applicabili al ventaglio di tecniche del personaggio giocabile per usarli in battaglia a proprio vantaggio.
  2. Gruppo: in questa sessione il personaggio principale può aumentare il proprio legame e forza con i guerrieri disponibili solo per il supporto.
  3. Personaggi: in questa sessione è possibile scoprire le caratteristiche del personaggio controllato in un preciso momento e evolverlo con punti esperienza, oggetti e tecniche speciali.
  4. Storia: in questa sessione sarà possibile controllare lo stato di completamento della modalità storia, i dettagli delle missioni secondarie e disporre di un riassunto di quanto appreso sino ad ora.
  5. Comunità: in questa sessione è possibile impostare ed elevare i legami fra i personaggi (sia controllabili che di solo supporto) creati attraverso gli emblemi anima. Tali oggetti si ottengono avanzando nella storia e vanno assegnati per attivare abilità utili nel corso dell’avventura.
  6. Enciclopedia Z: la sezione propone un nostalgico storico di tutte le avventure di Goku, anche antecedenti a Dragon Ball Z, ottenibile con cimeli presenti all’interno della mappa. Raccogliendo i cimeli è possibile rivere le avventure dell’eroe del passato e tante informazioni rinfrescanti.

PERSONAGGI GIOCABILI

Sebbene le battaglie sono all’ordine del giorno, Dragon Ball Z: Kakarot è il primo videogioco a non puntare su una modalità scontro libero, tipica di ogni titolo ispirato ad un manga e anime shonen di combattimento ed è questo il punto che potrebbe far storcere il naso ai giocatori. Va ricordato che il videogioco ingloba tutto ciò che un Action RPG ha da offrire, pertanto non dedica un ventaglio esteso di personaggi giocabili.

Difatti i personaggi giocabili sono 7: Goku, Gohan, Vegeta, Piccolo, Trunks del Futuro, Gotenks e Vegito.

CyberConnect2 e Bandai Namco Entertainment hanno pensato di rendere giocabili quei personaggi che hanno offerto un contributo attivo ed epocale alle battaglie in Dragon Ball Z e quelli disponibili sono, pertanto, coerenti.

Nonostante questo, il roster tenderà via via ad espandersi dal momento che è possibile giocare anche tutte le evoluzioni Super Saiyan di tutti i personaggi citati e, precisando con un esempio, l’utente potrà rivivere e impersonare Gohan davvero in tutte le fasi della sua crescita (dall’età infantile fino alla modalità Supremo).

Un roster così risicato è senz’altro un peccato, ma questa caratteristica permette alla software house di ricreare dettagliatamente i personaggi giocabili, come tecniche ed evoluzioni. D’altronde, va precisato, la maggior parte dei personaggi della saga si possono incontrare viaggiando, ma se cercavate un nuovo videogioco di Dragon Ball con un roster esteso giocabile questo non farà al caso vostro.

CONTRIBUTO DI AKIRA TORIYAMA

Oltre ad aver egli stesso svelato la caratteristica di un videogioco con missioni secondarie intente a rivelare domande rimaste irrisolte in Dragon Ball Z, l’artista dietro la nascita di Dragon Ball, il maestro Akira Toriyama, ha offerto un suo contributo nelle novità del gioco.

Akira Toriyama ha difatti disegnato un inedito personaggio mai apparso prima e dedicato esclusivamente al titolo, ovvero Bonyu.

Bonyu è un ex componente femminile della Squadra Ginew appartenente alla stessa razza di Jeeth. In seguitò verrà sollevata dal ruolo per non essere abbastanza brava nel compiere le pose.

Pertanto, mentre è impegnato alla sceneggiatura dell’attuale manga di Dragon Ball Super, il maestro Akira Toriyama è comunque molto legato alla sua creatura e alla sempre sua inevitabile e costante evoluzione. Il maestro non smette mai di offrire il suo contributo ai vari ambiti del franchise e anche se in minima parte ormai dal punto di vista artistico, fa sempre piacere ai cuori degli appassionati giovare di nuove idee partorite dall’autore che ha ispirato, ispira e sempre ispirerà le nuove generazioni di artisti.

CONCLUSIONI

Dragon Ball Z: Kakarot punta sulla nostalgia, sul tradizionale, sull’innovativo, sul mozzare il fiato. Dragon Ball Z: Kakarot è un gioco di ossimori che riescono incredibilmente a fondersi ricreando la migliore trasposizione della serie animata più amata di sempre, Dragon Ball Z.

Dragon Ball Z: Kakarot è la riconferma dei voti d’amore con gli appassionati, un gioco dedicato a loro proponendo una nuova formula più qualitativa, cinematografica, plateale, esplorativa ma, purtroppo, meno quantitativa dal punto di vista del roster, scontro libero e, de gustibus, del sistema di combattimento che potrà risultare godibile certo, ma, a lungo andare, ridondante considerando quanto la lotta sia sacra per Dragon Ball.

Nonostante i nei presenti è un gioco che merita l’attenzione di coloro che hanno gioito, pianto e atteso le avventure di Goku e compagni in televisione rincasando. Quelle avventure che erano disponibili solo in televisione in una determinata fascia oraria e che non era possibile riguardare come coi moderni sistemi tecnologici e digitali.

Dragon Ball Z: Kakarot è un richiamo all’epoca d’oro dello shonen di combattimento e una riconferma all’infinito dell’infanzia e della gioventù nell’accezione più larga del termine.

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