Negli ultimi la definizione di “fumetto indipendente” ha assunto una connotazione estremamente radicale, e in taluni casi radical chic, andando ad evidenziare, in contrapposizione alle major americane votate ai supereroi, non solo un approccio creativamente più libero ma anche un corrispondenza diretta fra lavoro svolto, successo commerciale e conseguente retribuzione economica.

C’è stato un tempo in cui però fare fumetto in maniera indipendente significava lavorare davvero a basso budget diventando spesso autori di culto e creando serie e personaggi che sarebbero stati spesso (ri)scoperti solo anni dopo.

È il caso di una delle serie di punta pubblicate in Italia da Renoir Comics ovvero Usagi Yojimbo di Stan Sakai che attraversando praticamente tre generazioni di lettori, e di ere fumettistiche, rimane una delle opere più peculiari e personali del fumetto mondiale.

Renoir però non si è accontenta di portare in Italia la serie completa e ha dato alle stampe questo Usagi Yojimbo/Teenage Mutant Ninja Turtles – La Collezione Definitiva che raccoglie gli incontri, in ordine cronologico, fra il coniglio samurai di Sakai e le Teenage Mutant Ninja Turtles ovvero un altro grande titolo indipendente esploso poi grazie alla serie animata e conseguenti rimaneggiamenti mainstream.

Il volume inizia con tre storie brevi, tre fulminanti incontri fra Usagi e Leonardo con quest’ultimo trasportato nel peculiare Giappone feudale antropomorfo immaginato da Sakai. Tre salve di avvertimento che, pur avendo il carattere di divertissement per l’autore e per il lettore, servono anche per creare le giuste premesse per la parte centrale del volume costituita dalle storie Ombre di Verde e Namazu.

Nella prima Usagi e il fedele Gen vengono arruolati Kakera, un anziano e misterioso ratto, sotto assedio dai Neko Ninja in un villaggio. Kakera per scongiurare la minaccia richiamerà attraverso un rituale magico le Tartarughe che unendo con Usagio e Gen le forze respingeranno i ninja rivelando anche una faida interna nello stesso clan Neko.

Nella seconda invece sempre Kakera richiamerà le Tartarughe, ignare del precedente incontro, per fermare insieme a Usagi il terribile Namazu, un mostro marino che sta causando terremoti nella regione. Per farlo Kakera dovrà riportare l’ultimo pezzo di un monolite sacro al suo posto affrontando il malefico Jei.

A parte qualche brevissima incursione di Peter Laird, co-creatore delle TMNT, è Stan Sakai a firmare sia i testi che i disegni del volume e la sua impronta è evidente sin dalle primissime pagine in cui si avverte tutta l’evoluzione della sua serie di pari passo con gli incontri con le tartarughe mutanti.

L’idea è semplice ma efficace far scontrare due mondi – un samurai/ronin e dei ninja – facendoli avvicinare, conoscere e poi alleare sullo sfondo di plot classici ispirati alla tradizione jidai-geki e chanbara prima e poi al folklore dopo.

In risultato è avvincente, mai scontato e ovviamente divertente mostrando, qualora ce ne fosse ancora bisogna, l’incredibile freschezza delle due serie e le potenzialità praticamente infinite degli universi con protagonisti personaggi antropomorfi.

Anche il tratto di Sakai cresce pagina dopo pagina trovando in Ombre di Verde un perfetto bilanciamento fra il suo tratto mellifluo, una costruzione della tavola dinamica e le scene d’azione sempre spettacolari nella loro gioiosa caoticità che bada più alla forza dei movimenti che alla loro correttezza formale.

In questo senso il colore aggiunto in Namazu serve per dare una maggiore profondità ad una formula già collaudata e pienamente consapevole.

Curatissimo il volume cartonato edito da Renoir Comics che offre oltre ad un puntuale introduzione e postafazione anche una serie di bozzetti, copertine originali e pin-up realizzate da Sakai. Da segnalarsi solo qualche passaggio un po’ legnoso in fase di traduzione.

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