Seconda uscita per la collana tematica che saldaPress ha varato per presentare le avventure di Rocketeer e dopo il primo volume firmato dal creatore Dave Stevens con le origini del personaggio – la nostra recensione QUI – l’editore emiliano cala subito l’asso con questo Rocketeer – Il Carico Maledetto firmato da Mark Waid e Chris Samnee che proprio con questa storia ha vinto un premio Eisner nel 2013.

Come visto nel primo volume il pilota acrobatico Cliff Secord è diventato l’eroe Rocketeer, armato di un zaino a propulsione sperimentale che aveva rischiato di cadere nella mani di spietate spie tedesche.

Mentre sulla terraferma Cliff deve difendersi dagli “assalti” degli agenti della neonata aeronautica civile e dalla gelosia della sua fidanzata Betty, è sempre il suo zaino al centro delle mire dei brutti ceffi di turno come in questo secondo volume dove una misteriosa nave cargo attracca al porto di Los Angeles proveniente da una isola esotica.

La tecnologia dello zaino dovrebbe servire ad equipaggiare il misterioso carico che in tutta la sua bestialità riesce a liberarsi invadendo le strade di Los Angeles.

Per Rocketeer si tratta di un nemico decisamente fuori scala mentre i bisticci fra Betty e la giovane Sally, la nipote del fido meccanico Peevy, rischiano di compromettere la sua identità segreta.

Con un po’ di fortuna e qualche arma segreta nascosta sempre sulla nave, Rocketeer riuscirà a salvare la città degli angeli ma chi si cela davvero dietro il colossale attacco?

Rocketeer – Il Carico Maledetto è un volume fulminante che si lascia gustare in maniera tanto repentina quanto soddisfacente merito della sceneggiatura semplice ma efficace del grande Mark Waid (The Flash, Captain America, Kingdom Come) che bilancia perfettamente un tono molto leggero quasi comico con l’azione da kaiju movie all’americana degli anni ’50.

Il veterano autore sfrutta il triangolo amoroso fra Cliff, Betty e Sally per dare spinta al plot la cui azione esplode nelle pagine finali in una sequenza da blockbuster. C’è da dire che lo scarso approfondimento dei villain e il finale aperto lasciano forse un po’ di amaro in bocca per una storia che per ritmo e coinvolgimento meritava sicuramente più pagine.

La sceneggiatura di Waid non poteva trovare interprete migliore nelle matite di Chris Samnee.

Il disegnatore con il suo tratto che ricorda i grandi maestri Jack Kirby e Alex Toth illustra la storia con grande senso dell’atmosfera tipicamente golden age non rinunciando però né alla dinamicità delle scene d’azione né alla plasticità ed espressività delle sue figure.

È però nella costruzione della tavola che Samnee si supera con uno storytelling limpidissimo le cui soluzioni sono eterogenee spaziando da splash-page verticali a organizzazione della tavola con riquadri regolari fino ad una orizzontalità che esalta la portata dell’azione soprattutto nelle sequenze a fine volume.

Come sempre impeccabile la cura carto-tecnica del volume realizzato da saldaPress da segnalarsi anche per il corposo apparato di extra tutto ad appannaggio del talento del disegnatore Chris Samnee. Di contro c’è anche da evidenziare qualche leggerezza in fase di traduzione con qualche passaggio meno scorrevole, nulla che però infici la lettura.

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