I 6 Underground sono un gruppo di “fantasmi”, ovvero persone che decidono di fingersi morte dai propri cari e dal mondo per combattere il Male che divampa sul Pianeta: signori della guerra, trafficanti d’armi, dittatori che usano armi chimiche, questi il loro tipo di obiettivi. Si chiamano per numero e non per nome proprio per mantenere sicura l’identità personale e sono stati assoldati da Numero 1, un miliardario interpretato da Ryan Reynolds che era tutto beneficenza di facciata e ad un certo punto ha deciso che era troppo il male nel mondo e servivano delle persone senza scrupoli per debellarlo, almeno in parte. Dare il proprio contribuito al mondo come un moderno Bruce Wayne ma non solitario come Batman.

C’è tantissima auto-ironia verso gli stessi film d’azione e quasi una strizzata d’occhio al Deadpool di Reynolds in questo nuovo film che lo vede protagonista, senza però trucco prostetico o maschere. L’attore, potremmo dire, ci ha messo letteralmente la faccia. E c’è il concetto di “famiglia” al centro del film, quella che hanno lasciato indietro i 6 Underground, quella che rappresenta il gruppo, quella che il protagonista non vuole nemmeno sentir nominare, quasi fosse una parolaccia, forse a causa di un trauma del proprio passato.

Epocale è la sequenza di apertura a Firenze, che ha capire subito in che tipo di film ci troviamo: una corsa Alfa Romeo verde fluorescente contro il tempo costruita ad arte da stuntman, protagonisti e responsabili delle scenografie per portare al limite qualsiasi cosa potesse essere stato fatto prima per le strade fiorentine.

Il film gioca con la struttura e le caratteristiche da spy story andando continuamente avanti e indietro nel tempo – creando anche un po’ di confusione e straniamento nello spettatore, se vogliamo – per raccontare il background dei 6 protagonisti, come sono stati “arruolati” da Numero 1 e il passato di quest’ultimo e cosa lo ha portato a decidere di mettersi in gioco.

Accanto a Reynolds 2 donne Mélanie Laurent (Bastardi senza Gloria), Adria Arjona (Triple Frontier) e 4 uomini: Dave Franco (The Artist), Ben Hardy (Bohemian Rhapsody), Corey Hawkins (BlacKkKlansman) e Manuel Garcia-Rulfo (I Magnifici 7). Perché 7 in totale? Vi lasciamo scoprirlo guardando il film.

Paul Wernick e Rhett Reese prediligono da un lato una sceneggiatura asciutta che lascia ampio spazio all’azione, e dall’altro un voiceover quasi ingombrante per spiegare l’antefatto e i salti temporali da parte del protagonista. Per la regia Bay non ha badato a spese, permessi in modo da portare se stesso e gli altri al limite.

In sostanza 6 Underground il nuovo film originale Netflix, girato in parte in Italia, il primo diretto da Michael Bay, ha tutte le caratteristiche dei suoi film: una buona dose di testosterone, azione a più non posso, belle donne, appeal sessuale di tutti i protagonisti, una spruzzata di sentimento alla base. Quindi chi è fan del suo stile troverà pane per i propri denti, chi cerca un film profondo che predilige il dialogo all’azione si tenga alla larga e guardi altro, come ad esempio “Storia di un matrimonio” presentato a Venezia e arrivato anch’esso da poco sulla piattaforma.

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