L’ultimo numero si era concluso lasciandoci con molto da metabolizzare. House of X 2 ha introdotto ex novo il personaggio di Moira MacTaggert facendoci scoprire nuovi fondamentali dettagli sulla sua vita e sul suo passato, strettamente collegato a quello degli X-Men.

Ma adesso, è arrivato il momento di scoprire di più sul futuro. La situazione del presente è speculare a quella vista nel futuro dei mutanti. Un futuro visibilmente distopico, in rovina, dove i mutanti si sono ridotti notevolmente, ma non per questo sono meno determinati a portare a termine la propria missione. Quella che nel presente era una soltanto una minaccia per il genere mutante, nel domani si trasformerà nel male più assoluto, andando ad intaccare non solo il genere mutante, ma anche tutte le altre forme di vita, incluso il genere umano.

Quest’ultimo appare schiavizzato e sottomesso dinnanzi al potere dell’uomo macchina: Nimrod, concretizzandosi come il villain definitivo, in questi continui salti avanti nel tempo. Come dittatore, Nimrod è senza scrupoli, tratta i mutanti e gli umani con estrema superficialità, non curante degli effetti delle proprie azioni. Convinto che nessuno sia in grado di fermarlo, la macchina non è assolutamente interessata a rendere il mondo o l’universo un posto migliore e per raggiungere i propri scopi, sarebbe addirittura disposto a uccidere i propri uomini. Ma è proprio in questo scenario drammatico che i pochi mutanti sopravvissuti agiranno, entrando in azione in un mondo dove sono stati sempre sottovalutati.

Ironicamente, lo scenario futuro è stato voluto ed è stato determinato dallo stesso uomo, dalle azioni che si stanno verificando nell’attuale presente, e che porteranno a una guerra di cui non sarà più il protagonista. In tal proposito Hickman fa riflettere: quando compare una nuova specie, possono verificarsi diversi scenari, ma se sullo stesso pianeta coesistono due specie dominanti, è possibile soltanto un futuro, quello in cui una delle due è destinata all’estinzione.

Giunti quasi alla metà della storia, Jonathan Hickman completa il quadro con un tassello mancante del mosaico, ancora avvolto dal mistero: il futuro. Qual è dunque, il legame tra il presente e il futuro mostrato in queste pagine? Si tratta di un’altra linea temporale? In questi due capitoli troveremo l’attesa risposta.

Ogni dettaglio e tutti gli indizi lasciati nei nei numeri precedenti vengono approfonditi da una sceneggiatura lineare, che inizia pian piano a dare più spazio ai personaggi senza però trascurare la narrativa che aveva fatto da padrone sin dall’inizio del rilancio.

Per una missione di tale grandezza, lo scrittore si affida a nuovi mutanti. Una squadra di ribelli guidati dalla leadership di Apocalisse, tra cui spicca il volto storico di Wolverine, importante per collegare questo futuro apocalittico al presente. Tempo in cui, alla luce dei fatti verificatosi, Moira MacTaggert potrà assumere un ruolo di rilievo.

Così facendo, i mutanti del futuro marciano in una vera e propria corsa verso l’oblio, agendo come delle pedine sacrificabili, ma con la speranza che la prossima volta, il loro destino potrà essere diverso. 

In conclusione, due numeri fondamentali, dove come nelle più classiche delle storie degli X-Men, il potere più grande dei mutanti è trascendere la sostanza dello stesso spazio e tempo.

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