Matite dalla mina morbida e tante, tante pennellate sbucano fuori da una prima sfogliata di pagine di Friedrich – Lo sguardo infinito di Sebastiano Vilella. Il volume, edito da Oblomov Edizioni, racconta uno spaccato fantasioso della biografia del pittore Caspar David Friedrich, un racconto lento e posato che mantiene fede al motto della casa editrice: «Crediamo nella lentezza e nella cura, facciamo libri come si prepara il pane, aspettando che la lievitazione sia al punto giusto, prima di infornare.»

Una storia ambientata in mezzo alle nevi dei Riesengebirge, i Monti dei Giganti al confine tra Repubblica Ceca e Polonia.

In mezzo a quei boschi desolati, verso l’inizio del 1800, il pittore Caspar David Friedrich si isola per strani motivi misteriosi mentre a Dresda, nella città dove lui abita insieme alla moglie, accadono fatti strani: molte persone rimangono incantate ed entrano in uno stato di beatitudine quando raggiungono i luoghi rappresentati dei dipinti del pittore, agendo come le forme umane appena abbozzate nei dipinti. L’ispettore della città chiede a un amico di Friedrich, il dottor Carus, di raggiungerlo tra i monti e cercare di scoprire quale strano sortilegio o inspiegabile mistero possa collegare tutti questi uomini che entrano in uno stato catatonico dopo aver interagito con i suoi quadri.

Risultati immagini per friedrich vilellaSU UN MARE DI COLORI ANNEBBIATI

Nascoste dietro una storia thriller, la trama di Friedrich si mostra nelle prime pagine come un libro di analisi critico-artistica sulle opere dell’autore tedesco. Dopo un’introduzione magica, parte un giallo particolare: perché i lavori di Friedrich lasciano alcune persone in uno stato di beatitudine? Sono così pericolosi? E perché quei quadri mettono così tanta malinconia? Qual è il loro segreto nascosto?

Vilella cerca di ricreare le emozioni e i colori dei dipinti di Friedrich, riportandoli su carta ruvida Arcoprint da 140 grammi. L’autore non usa tutte le vignette per raccontare, ma si lascia andare anche a pure rappresentazioni fine a loro stessi. Aprire il volume è un po’ come entrare in una mostra temporanea di dipinti che omaggiano il romanticismo ottocentesco, pur senza pagare il biglietto.

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Dopo La bio-graphic-novel su Giorgio De Chirico, Vilella racconta un nuovo autore, conosciuto a tutti per l’immortale Viandante sul mare di nebbia (1818). L’amore artistico che lui prova per il pittore è più che tangibile in queste tavole. I tributi che Vilella gli paga sono meravigliosi: più che un graphic novel, sembra un monografico di approfondimento che si trova nei bookshop dei musei. Non sarebbe male trovarlo anche lì, no?

I tratti a matita delle diverse vignette sembrano quasi volersi nascondere in mezzo ai colori, anche se al tempo stesso cercano di farsi vedere e di avere la loro importanza nell’immagine. Ma il colore vuole sommergerli, affogarli in un mare di luce, nebbia, neve e profondità delle foreste. L’autore non mette confini a ogni oggetto e a ogni persona, ponendo il tutto in un mare di elementi indefiniti ma riconoscibili.

La copertina è un quadro. Non di Friedrich, certo, ma un quadro sui quadri che troveremo al suo interno. Il bordo bianco sporco e la cornice ocra con ghirigori abbracciano e impreziosiscono il lavoro di Vilella, dando l’impressione di avere tra le proprie mani un dipinto circondato da intagli su legno. Questa pubblicazione di Oblomov non è un volume da mettere in libreria, ma il suo posto ideale sarebbe appeso al muro del salotto. Niente vetri né cornicette intorno a esso, tanto la cornice già c’è.

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