Con l’acquisizione della licenza legata a Robocop, saldaPress non si è fatta sfuggire l’occasione di pubblicare, dopo la più recente serie dedicata al personaggio – la nostra recensione QUI, anche tutto quello che il grande Frank Miller ha scritto sul personaggio riproponendolo in questo lussuoso e mastodontico volume intitolato Robocop di Frank Miller – Edizione Definitiva.

Il leggendario nome di Frank Miller, noto ai più per i suoi seminali Il Ritorno del Cavaliere Oscuro e Batman Anno Uno, è legato al poliziotto cibernetico per due sceneggiature per altrettanti sequel che non furono mai approvate perché ritenute troppo “estreme” e che a partire dal 2003 furono adattate in fumetto.

Frank Miller, le cui sceneggiature sono adattate in fumetto da Steven Grant, decide di non discostarsi molto dalle coordinate della prima pellicola e mette al centro delle vicende la guerra a tutto campo fra Robocop e la OCP, la corporazione che l’ha creato ma che ora vuole distruggerlo dopo averne perso di fatto il controllo.

Sullo sfondo una Detroit sempre più post-apocalittica dove il crimine diventa lotta per la sopravvivenza.

Nella prima miniserie intitolata Frank Miller’s Robocop, la OCP ricorre addirittura ad un esercito di ex-mercenario per estendere il suo dominio sulla città e scovare Robocop mentre la perfida Dott.sa Love cerca di estirpare quello che di umano e del poliziotto Alex Murphy è rimasto all’interno della macchina.

La battaglia finale assesterà un duro colpo alla OCP ma costringerà anche Robocop alla fuga facendone un fuorilegge.

Da qui riparte la seconda miniserie contenuta nel volume intitolata Robocop: Last Stand in cui la programmazione primaria di Robocop non è di certo venuta meno e con l’arrivo di “capitali” dall’estremo oriente la battaglia sarà ancora più estrema. Per fortuna dalla sua parte il nostro eroe avrà la gente e una particolare alleata che conosce a fondo la tecnologia con cui è stato creato. È tempo di riprendere il controllo di Detroit.

Il perché queste due sceneggiature di Frank Miller non sia diventate dei film è facilmente intuibile. Con un solo aggettivo: esagerate.

Ma attenzione non si tratta della violenza gratuita ed esplicita, della ipersessualizzazione delle figure femminili quanto piuttosto perché scavano a fondo nelle storture della società americana con particolare riferimento all’epoca in cui vennero concepite facendo riemergere temi carissimi al leggendario scrittore e che lo ricollegando idealmente ad un altro grande maestro ovvero Clint Eastwood, soprattutto l’ultimo Eastwood quello più socialmente abrasivo.

Ecco quindi come temi classici della fantascienza – il rapporto uomo/macchina – si fonde con la critica sociale più aspra in cui i media giocano il ruolo di agitatori delle masse e la psicanalisi è fattore di indebolimento.

Miller ha il piede a tavoletta e mentre rimane su territori vicini al primo film nella prima miniserie, nella seconda attinge a piene mani dal quell’immaginario nipponico, con l’antagonista cyborg stile yakuza, che ha contribuito a portare oltreoceano negli anni ’80.

Se siete fan di Frank Miller, di tutta la sua produzione e non solo dei grandi capolavori, questo Robocop di Frank Miller – Edizione Definitiva vi farà sicuramente felici. Per tutti gli altri invece, magari più affezionati al cult rappresentato dalla prima pellicola, la lettura potrebbe essere un po’ spiazzante a causa delle summenzionate esagerazioni.

Ad accompagnare Miller ci pensano le matite di Juan José Ryp e Korkut Öztekin. Due tratti diametralmente opposti ma altrettanto efficaci.

Il primo con tratto mellifluo predilige la verticalità non lesinandosi né nei particolari né nell’accompagnare la violenta sceneggiatura di Miller resa più dolce da figure femminili burrose e pronte a scoprirsi senza vergogna pur rimanendo tostissime. Un prova davvero impressionante.

Il secondo invece ha un approccio decisamente più classico con una impostazione della tavola meno ricca e più ordinata facendo dello storytelling un’arma sicuramente efficace soprattutto nelle fasi più concitate della narrazione e nelle sequenze d’azione che “esplodono” anche grazie ad un tratto spigoloso che ricorda John Romita Jr.

Elegantissimo il volume cartonato confezionato da saldaPress che si contraddistingue per una veste grafica davvero azzeccata. Ottimi traduzioni ed adattamento, peccato soltanto che il volume non presenta extra di nessun tipo se non la classica galleria di copertine.

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