Panini Comics propone un Masterwork che include i primi episodi di Marvel Two-In-One, comic-book dedicato alle alleanze di uno dei membri più noti e apprezzati dei Fantastici Quattro e cioè la sempre amabile Cosa dagli occhi blu. Il mensile, pur non essendo mai stato una pietra miliare della Casa delle Idee, era interessante e, almeno in principio, fu firmato da autori validi. Non era molto dissimile da Marvel Team-Up, collana dedicata all’Uomo Ragno in coppia con altri supereroi, e le finalità erano essenzialmente commerciali.

Tuttavia, come ho già scritto, in principio la serie fu affidata a cartoonist di notevole talento e le trame non erano affatto banali. In realtà, l’idea nacque dopo l’uscita di un paio di numeri di Marvel Feature, testata antologica incentrata su eroi sempre diversi. I nn. 11/12 furono, appunto, dedicati alla Cosa. Il primo, scritto dall’esperto Len Wein, vede Ben Grimm, in compagnia del rivale Hulk, alle prese con le macchinazioni del Capo. I disegni dell’ottimo Jim Starlin, con il suo stile plastico e psichedelico, rendono giustizia allo script. Nel n. 12, invece, Ben, insieme ad Iron Man, affronta i mostruosi Fratelli di Sangue e appare pure il terribile Thanos.

La storia ha una fondamentale importanza poiché lo scrittore Mike Friedrich, in coppia con Starlin, dà qui inizio alla lunga e complessa saga di Thanos che farà di Capitan Marvel uno dei capolavori assoluti del fumetto americano. Questi due numeri, presenti nel volume, ebbero una buona accoglienza da parte del pubblico e la Marvel varò quindi Marvel Two-In-One, serie con protagonista la Cosa. In queste avventure, comunque, appaiono spesso gli altri componenti dei Fantastici Quattro, e di volta in volta Ben incontra un supereroe.

In ogni caso, molti di questi episodi sono collegati a saghe di una certa rilevanza narrate in altre testate e perciò non sono trascurabili. I primi albi furono affidati al compianto Steve Gerber, uno degli scrittori più visionari, provocatori e trasgressivi di sempre, che in quel periodo di occupava di parecchie serie come Man-Thing e The Defenders. Di conseguenza, ci sono echi e rimandi alle collane da lui gestite e le atmosfere narrative sono piacevolmente mutevoli. Gerber, infatti, spazia dall’horror al fantasy, dalla fantascienza al classico supereroismo, con una facilità ammirevole e sconcertante.

Nel n. 1 Ben si imbatte proprio nel mostruoso Uomo Cosa e affronta un vecchio avversario dei Fab Four, Molecola. Ma questo è solo il pretesto che Gerber usa per delineare una story-line basata sulla minaccia dei Badoon, una delle tante razze aliene del Marvel Universe. Nello stesso tempo, inserisce l’enigmatico Wundarr, personaggio che in quel periodo apparirà in modo ricorrente. Gli alleati che si susseguono nello story-arc che va dal n. 1 al n. 5 sono Sub Mariner, Devil e Capitan America (altri eroi che all’epoca Gerber scriveva) e la vecchia formazione dei Guardiani della Galassia.

Oltre ai Badoon, appaiono poi villain come il Mandrillo e Nekra e Gerber scrive testi irriverenti e graffianti, facendosi assistere dal talento grafico del maestro Gil Kane e dell’efficace Sal Buscema. I nn. 6 e 7 sono altrettanto importanti perché si collegano alle inquietanti vicende che lo stesso Berger stava delineando su The Defenders. L’autore si concentra sulla splendida Valchiria, tirando in ballo l’Esecutore e l’Incantatrice, e facendosi influenzare dall’occultismo e dall’esoterismo, con molte suggestioni horror. Del resto, la presenza del Dr. Strange e del demoniaco Ghost Rider rende quasi obbligatorie le situazioni terrificanti e allucinanti. E’ sempre Sal Buscema a occuparsi dei disegni, tranne nel n. 7, appannaggio di uno dei più apprezzati penciler di Iron Man, il celebre George Tuska.

Nel n. 9 Gerber si fa aiutare da colui che in seguito sarà conosciuto come il deus ex machina dei mutanti, il leggendario Chris Claremont, qui in una delle sue prima prove Marvel. La Cosa si alleerà con Thor per affrontare il perfido Burattinaio, con i disegni, ahimè, del pessimo Herb Trimpe. Ed è poi lo stesso Claremont che prende il posto di Gerber nell’episodio successivo, narrando le imprese di Ben e della Vedova Nera, impegnati a sventare la minaccia di Agamennone. Alle matite c’è il non eccelso Bob Brown, dal tratto troppo grezzo e legnoso.

In definitiva, questo volume è interessante e va tenuto d’occhio, anche perché rappresenta degnamente l’inventiva e la sperimentazione della Marvel anni settanta. Se amate, quindi, gli incontri tra supereroi, questa è la proposta che fa per voi.

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