L’episodio della scorsa settimana di Arrow – la nostra recensione QUI – aveva visto il Team Arrow e il Team Arrow 2040 recarsi in Russia alla ricerca di un generatore di onde che, insieme ad una dose di plutonio – recuperato da Diggle in Byalia grazie al prezioso aiuto di Roy Harper, avrebbe permesso di replicare l’energia che aveva distrutto Terra-2.

Per recuperare l’arma Oliver, Mia e William avevano dovuto affrontare non solo la Bratva ma anche il possibile tradimento di Laurel che come sappiamo aveva ricevuto dal Monitor una allettante offerta: ripristinare Terra-2 in cambio del tradimento di Oliver.

L’episodio si era però concluso con un colpo di scena Laurel aveva rivelato a Diggle e al resto del Team Arrow che Lyla era anche lei al servizio del Monitor.

L’episodio di questa settimana, intitolato Reset, si apre con Oliver che si risveglia in ritardo per un gala di beneficenza al cospetto del sindaco… Quentin Lance!

È evidente che il Monitor sta punendo Oliver perché ogni volta che tenta di salvare – di nuovo – l’amico viene catapultato indietro nel tempo vivendo un loop temporale. Ma Oliver non è l’unico anche Laurel è protagonista di questa distorsione temporale.

Lyla sembra essere a conoscenza dell’incredibile scenario e cerca di avvertire Oliver sulla pericolosità della strada intrapresa. Pur non potendo esplicare le motivazioni del Monitor tutte le missioni finora a lui assegnate hanno uno scopo ben preciso.

Laurel invece dovrà nuovamente fare i conti con la perdita del padre.

Quando i due riusciranno finalmente a rompere il loop si risveglieranno in un luogo tristemente noto soprattutto ad Oliver…

La struttura di Reset ricalca quella di Edge of Tomorrow film sci-fi uscito qualche anno fa con Tom Cruise e Emily Blunt. Non è la prima volta che le serie TV “prendono in presto” canovacci cinematografici omaggiandoli e questo episodio non è da meno con showrunner e sceneggiatori che lo piegano in favore del filone narrativo principale della stagione.

C’è però da sottolineare come la formula funzioni bene solo nella prima mezz’ora risultando poi un po’ stantia nel corso dei minuti appesantita anche da una componente drama tanto scontata quanto necessaria visti i tre personaggi principali coinvolti nell’episodio.

David Ramsey – Diggle – esordisce alla regia con un episodio tutto sommato ben ritmato, privo di sbavature e caratterizzato da un paio di scene d’azione semplici ma ben girate sempre nello stile che ha caratterizzato la serie nelle ultime stagioni.

Con questo episodio Arrow ritorna su lidi spiccatamente sci-fi, gli stessi che avevano reso godibilissimi i primi episodi, allontanandosi ancora una volta dai suoi stilemi tradizionali e mostrando come nella sostanza questa ottava e ultima stagione funzioni solo ed esclusivamente in funzione dell’evento crossover ormai alle porte.

Nello specifico questo sesto episodio non fa progredire di molto le trame ma ne inizia comunque a far vedere i contorni, il loro orizzonte in previsione proprio del crossover. In definitiva bisogna iniziare a chiuderle e questo episodio sembra essere decisamente un lungo prologo per un filotto di episodi che fra l’evento crossover, il backdoor pilot della serie ambientata nel 2040, porterà alla chiusura della serie.

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