Arriverà in tutta Italia il 29 novembre, il nuovo incubo che ha un nuovo nome: Samuel Stern. Il primo e nuovo personaggio di una serie a fumetti firmata Bugs Comics giunge a spallate di prepotenza tra i nuovi titoli nelle vetrine delle edicole (e solo nelle edicole).

In una Edimburgo appena accennata in questo primo volume, facciamo subito la conoscenza dei “clienti” di questo primo caso, una giovane famiglia con una figlia che è stata posseduta da un demone. Grazie all’aiuto di un parroco, Padre Duncan, e del suo amico esorcista e libraio Samuel Stern, inizia una trafila per la rimozione del demone dalla sua parte più oscura e nascosta, chiamata “ombra”.

INCUBI AL QUADRATO

Frutto della mente di Gianmarco Fumasoli, direttore editoriale di Bugs Comics, Samuel Stern si presenta come un nuovo fumetto horror, piazzandosi in mezzo ad altri fumetti seriali che hanno le stesse tematiche. Battere il ferro in un genere fumettistico che è stato molto spremuto negli ultimi anni è un rischio, soprattutto quando in quel campo si è già detto tutto o si è già detto tanto. Dopo la lettura di questo primo albo però, si può dire che il rischio è del tutto evitato: nonostante lo sviluppo “soft” della trama, si presentano fin da subito nuovi demoni dall’aspetto indubbiamente mostruoso e spaventoso, capaci di violentare il protagonista (e i suoi comprimari) nelle crepe più profonde dell’animo.

La bellezza di questo primo numero sta tutto nella gestione cinematografica della vignetta: le inquadrature pagano il debito all’horror degli anni Settanta, e le scene più violente (decapitazioni, suicidi, ecc.) sono accennati da un’inquadratura non diretta sull’azione, sfruttando il sempreverde vedo-non-vedo (stratagemma validissimo sia nell’erotico che nell’horror).

Quindi non è decisamente un horror esplicito, ma fortemente implicito: l’orrore è dentro ognuno di noi, può scatenarsi nel tempo di uno schiocco di dita o rimanere latente per anni e corroderci dall’interno.

Al fianco di Samuel troviamo padre Duncan: lui è la spalla perfetta per ogni protagonista, talmente perfetta che c’è il rischio che prima o poi i due si possano scambiare i ruoli (e chissà, potrebbe uscire la nuova serie Padre Duncan…?). Non troppo comico, non troppo serio, il prete è un tipo goloso, simpatico ma anche serio e professionale quando si tratta di fare il suo lavoro agli occhi di Dio.

In questo primo albo, la sceneggiatura porta un’altra firma, oltre Fumasoli: quella di Massimiliano Filadoro, co-creatore del personaggio di Stern, già conosciuto in Bugs Comics per le sue strisce dei MoFtri e delle sue storie nelle riviste Alieni Gangster. Entrambi fanno vivere il “rosso” (come lo chiama padre Duncan) dentro tavole in bianco e nero, facendolo parlare con parole asciutte, decise e senza arzigogoli letterari.

Luigi Formisano, il primo disegnatore che dà forma e vita alle prime 96 pagine delle avventure di Samuel Stern, delinea con ricchezza di contrasti netti e spigolosità le forme dei personaggi, trasmettendo durezza e dolore al lettore.

La copertina di Samuel Stern è tutta un programma: la figura in piano americano del protagonista, disegnato da Maurizio Di Vincenzo, cerca di richiamare l’attenzione dalle vetrine delle edicole, tentando di evadere dall’incubo di rimanere imprigionato in mezzo ad altri fumetti e di non raggiungere le case di tutti gli amanti delle storie horror.

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