Nel marasma di produzioni natalizie di Netflix si rischia di farsi sfuggire un piccolo gioiellino d’animazione, che omaggia quella di ieri e guarda a quella di domani. Klaus – I segreti del Natale si prende l’onere – e l’onore – di raccontare la “vera storia” di com’è nata la tradizione delle letterine a Babbo Natale… e tutto parte da un postino.

Un figlio di papà della grande Città costretto a un’impresa impossibile in un posto dimenticato da Dio e soprattutto dal Regio Ufficio Postale, Smeerensburg, dove è stato mandato in esilio dopo l’ennesimo fallimento. Potrà tornare a colazione a letto, maggiordomo personale – e soprattutto lenzuola di seta – solo se riuscirà a risollevare le sorti di quel posto.

Perché impresa impossibile? Smeerensburg è un’isola raggiungibile solo tramite traghettatore – una sorta di Cantagallo natalizio – e dove fa costantemente freddo e tutto è stato lasciato andare in malora. La scuola locale è in disuso ed è diventata una pescheria che vende pesce marcio gestito da un’insegnante esaurita che non vede l’ora di andarsene, perché nessuno crede più all’importanza dell’istruzione; ma soprattutto gli abitanti non hanno lettere da mandarsi perché sono troppo impegnati a farsi la guerra tra di loro per una faida che esiste dall’alba dei tempi. Guai a chiedere perché.

Klaus, un boscaiolo dalla folta barba bianca e dalla stazza robusta – vi ricorda qualcuno? – che vive come un’eremita potrebbe essere il plot twist necessario al giovane Jesper. Ha mille giocattoli in disuso nella propria bottega abbandonata sui monti, e una volta che per caso intercetta il disegno di un bambino che vorrebbe un giocattolo poiché costretto in casa… non può far altro che donargliene uno. Gli serve però l’aiuto del postino, farlo di notte altrimenti qualcuno dei cittadini se ne accorgerebbe, e magari entrando dal camino per non dare nell’occhio.

Et voilà, la ricetta del film natalizio d’animazione perfetto che sembra il nuovo Nightmare Before Christmas è servita! La città vive costantemente nel grigiore – proprio come Halloweentown – e anche i suoi abitanti sembrano omaggiare la stop motion di Tim Burton nel loro essere fatti di forme sgraziate e allo stesso tempo adorabili.

Klaus – I segreti del Natale è un mix riuscito di 2d tradizionale e 3d d’avanguardia, che sembra omaggiare opere come Lo Schiaccianoci senza dimenticare la strizzata d’occhio al presente con la black music per i momenti di rivalsa di Jesper. Smeerensburg è diventa colorata quando i bambini, anche se “corrotti” dai giocattoli, riusciranno a far cambiare idea anche agli adulti. In mezzo a tanti cliché, sempre però usati in modo intelligente, il messaggio natalizio passa forte e chiaro. Non “nessuno fa mai niente per niente” come spesso crediamo noi adulti e cosa di cui è convinto Jesper, ma piuttosto “Ogni atto di buona volontà ne ispira sempre un altro”. Come non versare una lacrimuccia nell’epilogo?

Tutti i protagonisti sono ottimamente caratterizzati e istintivamente fanno breccia nel cuore dello spettatore, che potrà apprezzare i bei messaggi di fondo e i plot twist prevedibili ma azzeccatissimi del film, da vedere assolutamente in compagnia dei bambini. Il vostro film di Natale 2019, mettetelo sotto l’albero.

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