Il Dr. Strange è da sempre un personaggio di culto della Marvel, ma per molto tempo ebbe un successo non paragonabile a quello dell’Uomo Ragno, degli X-Men o di altri supereroi. Ciò si verificò a causa della sua peculiarità. Stephen Strange, infatti, non era un vero e proprio supereroe, ma uno stregone dalle grandi capacità e le sue avventure erano caratterizzate da atmosfere radicalmente diverse da quelle presenti nei vari albi della Casa delle Idee.

Creato da Stan Lee e Steve Ditko, esordì nelle pagine dell’antologica Strange Tales, e le sue storie erano un riuscito mix di fantasy ed esoterismo. Le prime avventure sono tuttora ricordate per gli psichedelici disegni di Ditko che propose tavole a dir poco innovative e rivoluzionarie. Panini Comics le ha presentate in due Masterwork e ora ne esce un terzo che include i nn. 169/177 di Dr. Strange.

Si tratta di opere importanti, innanzitutto perché è dal n. 169 che il comic-book Strange Tales cambiò titolo. E anche perché sono firmate da Roy Thomas, forse il più geniale allievo del Sorridente Stan, che con il Maestro delle Arti Mistiche ebbe modo di sbizzarrirsi. Thomas si discosta un po’ dallo stile di Stan e, pur concentrandosi sulle tematiche mistico/esoteriche tipiche della collana, inserisce elementi horror e delinea story-line più adulte e inquietanti, senza trascurare le suggestioni psichedeliche dell’era Flower Power.

Il Dr. Strange è sempre un mago che combatte il male. Al suo fianco ci sono il fedele maggiordomo Wong e la bella Clea che ormai diviene la vera e propria compagna del protagonista. Un ruolo rilevante lo gioca, però, anche l’affascinante Victoria Bentley, al centro delle vicende concepite da Thomas. Lo scrittore, dopo aver rinarrato le origini di Stephen, lo inserisce in un intrigo di portata cosmica. In principio, usa avversari già noti e cioè Incubo e il mortale Dormammu, ma a partire dal n. 171 introduce gli spaventosi Figli di Satannish.

Si tratta di una setta dedita al culto di un’entità demoniaca, Satannish, appunto, che entrerà in azione nel n. 174. In questo modo Thomas alluse alle vere congreghe sataniche all’epoca già esistenti, a cominciare dalla controversa Chiesa di Satana di Anton LaVey che nasce proprio nel 1969, anno di pubblicazione di queste storie. Strange si confronta, quindi, con questa orribile entità e con i suoi adepti: il perverso Lord Nekron e gli infidi Marduk e Asmodeus.

Thomas scrive testi e dialoghi poetici e ridondanti, a volte un po’ retorici, ma efficaci, e insiste su situazioni spaventose e allucinanti. Nel n. 177 Strange indosserà un nuovo costume, con una maschera che gli ricopre il viso, allo scopo di renderlo più simile ai vari supereroi Marvel e incuriosire quei lettori che ancora lo trascuravano, ma fu una cosa di breve durata. Nel volume è presente anche il n. 61 di Avengers, serie sempre scritta da Thomas, che si collega alle vicissitudini di Strange.

In compagnia del Cavaliere Nero, di Occhio di Falco, della Pantera Nera e della Visione, Stephen affronta ancora una volta i Figli di Satannish, ma ci sono pure i temibili Ymir e Surtur, ben noti ai lettori di Mighty Thor, a complicare la situazione. Con questo episodio Thomas volle chiarire una volta per tutte che il Dr. Strange era parte integrante del Marvel Universe e realizzò un gioiello di fantasy supereroica tuttora coinvolgente.

Il volume è da tenere d’occhio anche per i disegni. I nn. 169/170 sono illustrati dall’ottimo Dan Adkins che ha uno stile dettagliato e oscuro, molto suggestivo. Il n. 171, invece, dal leggendario Tom Palmer, più conosciuto come inchiostratore, che ci propone un Dr. Strange ombroso e cupo e non privo di carisma. Ma dal n. 172 arriva il grande e compianto Gene Colan, amatissimo artista di Daredevil, Tomb of Dracula e altri capolavori. Le sue figure maestose e dinoccolate, i suoi incredibili giochi d’ombra e le sue soluzioni grafiche che immergono i personaggi in un’atmosfera nebbiosa, impalpabile ed evanescente, ben si adattano a una serie come questa ed evocano in maniera sopraffina le situazioni horror e visionarie immaginate da Thomas.

L’episodio di Avengers è disegnato da un altro talento indiscutibile della Marvel e del fumetto americano: John Buscema. Lo stile di Big John, come di consueto, è naturalistico e dettagliato e le sue figure sono gigantesche e imponenti. Vale per i supereroi coinvolti, così come per gli enormi Ymir e Surtur. Insomma, questo Masterwork presenta opere di qualità indiscutibile e non può mancare nella vostra libreria.

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