A poco meno di un anno di distanza dal precedente volume Il Lampo e Il Tuono – la nostra recensione QUI – ritorna, con un nuovo volume, Chanbara ovvero l’epopea di genere idai-geki (le opere storiche giapponesi ambientate nel Giappone feudale) e chanbara (le storie basate sul combattimento con le spade) concepita da Roberto Recchioni e Andrea Accardi che, dopo essere nata sulla collana Le Storie, ha trovato “nuova” vita nel formato che va direttamente in volume.

Per questo secondo capitolo intitolato Le Spade del Tradimento, Recchioni e Accardi cedono momentaneamente il comando alla talentuosa sceneggiatrice Gabriella Contu e alle matite dell’ottimo Walter Venturi.

Nel precedente volume avevamo assistito all’ascesa del Demone Bianco, Ryu Murasaki, uno spietato ronin assetato di sangue che sta lasciando una scia di sangue dietro di sé seminando panico e terrore e alla incredibile sconfitta di Ichi. Lo spadaccino cieco non si era lasciato intimidire ma al contrario aveva reclutato Tetsuo – il protagonista de La Redenzione del Samurai – seguito a ruota dalla bella e letale Jun – la protagonista de I Fiori del Massacro – e il gruppo così assortito si dirige verso un villaggio per reclutare il mastodontico, ma rissoso, Daisuke Nagata detto Raiju, la Bestia Tonante.

Il gruppo aveva così affrontato I Corvi ovvero l’avanguardia della scuola di spada creata dal Demone Bianco.

Ne Le Spade del Tradimento vedremo come la scia di sangue del Demone Bianco stia iniziando ad espandersi influenzando daimyo giusti e pacifici come Nobunaga che pur di eliminare un signorotto ribelle si affida ai mercenari di Murasaki guidati dalla sadica Akemi.

Sarà Noburo, il figlio di Nobunaga, a rintracciare Ichi – che condivide con il padre una storia passata legata ad una guerra terminata con disonore – e i suoi compagni nella speranza di fermare le violenze e i soprusi.

Non senza difficoltà Ichi e i suoi riescono a ripulire l’aria preparando il terreno allo scontro fra padre e figlio. Ma la regione sarà ora veramente libera oppure è passato solo dalle mani di un potente ad un’altra?

Gabriella Contu imbastisce una storia spietata il cui intento è abbastanza chiaro dopo qualche pagina: dare spessore al villain introdotto nel volume precedente.

La sceneggiatrice tuttavia utilizza un approccio inusuale e anziché rendere protagonista del volume il Demone Bianco utilizza la sua discepola Akemi attraverso le cui perfide e sadiche azioni – con scene graficamente anche abbastanza cruente – capiamo quanto l’influenza del ronin possa essere distruttiva.

Gli eroi sono quasi defilati e spesso in estrema difficoltà aspetto che li rende fallibi ma non meno letali quando si tratta di dare il colpo di grazia al regime di terrore di Nobunaga.

Altrettanto interessante, e molto in linea con la filosofia di certe pellicole dello stesso genere, la conclusione amara a cui Ichi e i suoi giungono a fine volume quasi a voler giustificare la loro battaglia che solo all’apparenza risolleverà davvero le sorti dei più deboli.

Chanbara – Le Spade del Tradimento si configura quindi come un volume interessantissimo nel suo approccio e in un certo qual modo fondamentale perché sviluppa il villain di tutta la serie non disdegnando però alcuni passaggi personali di grande impatto.

Scelta azzeccata quella di Walter Venturi che con perizia e tratto deciso illustra una storia cruda e violenta in cui non mancano scene di battaglia complesse e affollatissime con cui il disegnatore romano dà dimostrazione del suo talento. Chiarissima l’impostazione della tavola di chiara tradizione bonelliana in cui la orizzontalità rende la lettura scorrevole e fluida non disdegnando una certa cinematograficità. La plasticità del tratto inoltre compensa in immediatezza qualche incertezza anatomica.

Come sempre impeccabile la cura carto-tecnica del volume cartonato prodotto dalla SBE. Da segnalare una breve, ma significativa, post-fazione di Roberto Recchioni che spiega la filosofia dietro al progetto Chanbara e una interessante intervista all’autrice Gabriella Contu.

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