Reduci di una grande attesa, i lettori si sono catapultati nuovamente nel mondo degli X-Men, tuttavia niente sarà più come prima.

Inizia qui con House of X, la run di Jonathan Hickman dedicata agli X-Men. Già dalla lettura di questo primo numero traspare una grande ambizione e soprattutto l’obiettivo di regalare ai lettori una grande storia, di cui si parlerà ancora negli anni a venire. Innovativa per coloro che sono famigliari alle avventure dei mutanti e allo stesso modo in grado di catturare l’attenzione dei neofiti.

Proprio quest’ultimi verranno colti in maniera piacevole dallo stile narrativo di Hickman, uno scrittore talentuoso, che in questo primo numero ha gestito in una maniera più che ottimale il ritmo della narrazione, presentando e introducendo elementi nuovi e conosciuti al lettore, che saranno poi importanti ai fini della comprensione della trama. Questa peculiare struttura narrativa è stata denominata dalla stessa Marvel con il termine World Building. Utilizzando questo pretesto Hickman costruisce un mondo nuovo per i mutanti che si muoveranno all’interno di un nuovo sistema.

Alle matite troveremo il disegnatore Pepe Larraz, dotato di uno stile di disegno che calza a pennello alla narrativa di Jonathan Hickman. Le sue tavole non sono molto diverse da degli affreschi, in particolare in questo numero, è stato in grado di regalarci grandi momenti di serenità. Sensazione ritratta perfettamente sul volto di personaggi iconici quali Marvel Girl, Professor X e Wolverine. Marte Gracia ha curato i colori delle tavole, giocando con la tavolozza con l’utilizzo di colori tenui, quasi fiabeschi, nel colorare la nuova dimora dei mutanti, alternando colori più spenti e freddi per quanto riguarda gli esseri umani.

Charles Xavier ha creato un nuovo mondo per i mutanti e l’Isola di Krakoa è ora la loro nuova dimora. Sfogliando le prime pagine del fumetto, veniamo a conoscenza che alcuni membri degli X-Men, hanno piantato in diverse zone del globo e in altri pianeti del sistema solare i fiori di Krakoa, proseguendo nella lettura scopriremo che ciascun fiore rappresenta un portale. Infatti, ognuno di questi fiori può aprire un passaggio dal punto in cui è stato piantato alla sua giuntura gemella, presente sull’Isola di Krakoa.

A seguire ci verranno presentati alcuni importanti personaggi politici, che verranno guidati da Magneto che spiegherà le diverse novità del posto, in una delle tante ramificazioni della nazione. Ma inevitabilmente l’uomo rivelerà la propria natura malvagia dinnanzi a Magneto, la maggior parte degli individui si trova lì principalmente per interessi economici, non sono realmente interessati a rendere Krakoa una nuova nazione, e non hanno compreso il messaggio di pace e fraternità di Xavier.

Altrove, Mystica, Sabretooth e Toad hanno fatto irruzione in una delle sedi di Damage Control per impossessarsi dei dati presenti nei database del sistema. Ma il piano dei tre fallisce quando vengono intercettati e catturati dai Fantastici Quattro. Pochi momenti dopo Ciclope arriva sul posto per prenderli sotto custodia, spiegando che tutti mutanti hanno diritto all’amnistia e verranno portati a Krakoa. Reed Richards trova la situazione inaccettabile, tuttavia Summers estenderà l’invito sull’isola anche a suo figlio Franklin Richards.

Nel frattempo, nell’ombra si sta muovendo una nuova organizzazione contro i mutanti: Il Protocollo Orchis. Si tratta di un gruppo di scienziati che hanno realizzato negli ultimi anni una serie di ricerche basate sulla densità di popolazione e sul tasso di estinzione dell’Homo sapiens superior. Dopo diversi studi e analisi, il gruppo ha calcolato una nuova linea temporale e stimano che all’umanità restano soltanto 20 anni prima dell’estinzione. Per contrastare l’imminente minaccia, rappresentata dai mutanti l’Orchis sta progettando l’ultima difesa della razza umana nella propria stazione spaziale.

In conclusione, questo primo capitolo pone delle basi solide per quello che accadrà successivamente, senza però scomporsi troppo. In modo tale da mantenere un livello sempre alto e invogliare la lettura del capitolo successivo. Nonostante ciò, il lettore rimarrà piacevolmente sorpreso da quello che è stato orchestrato per i mutanti in questa nuova avventura. Accompagnato dall’ottima regia di Pepe Larraz, Hickman confeziona un ottimo numero introduttivo. Una storia degli X-Men che ha molto in comune con il passato, ma che guarda verso il futuro.

Come è facile intuire la storia presentata da Hickman propone dei temi seri, che rappresentano degli ottimi spunti di riflessione. I mutanti possono essere considerati per certi versi una metafora della nostra società e questa storia ne è la prova. L’essere umano tende fortemente ad avere dei pregiudizi nei confronti di qualcosa che non conosce o che è estremamente diverso, sfociando come più volte nel passato in guerre.

Le aspettative restano ancora alte per il numero successivo, decisamente promosso!

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