Bao Publishing ha tradotto Paper Girls, serie Image firmata dal celebrato autore di Y The Last Man, Brian K. Vaugham, incentrata sulle vicissitudini di quattro ragazzine che consegnano i giornali e che per una serie di ragioni rimangono coinvolte in numerosi viaggi nel tempo. Si tratta, quindi, di un fumetto fantascientifico che capitolo dopo capitolo è divenuto sempre più complesso e articolato.

Nei volumi precedenti Vaughan aveva inserito tanti elementi narrativi che a volte sembravano non avere relazioni tra loro. Ma in queste due ultime uscite tutti i nodi vengono al pettine e lo scrittore dà una risposta definitiva alle domande finora rimaste irrisolte. Ciò che è certo è e che Erin, Tiffany, Mackenzie e K.J. stanno visitando molte linee temporali, confrontandosi con le loro versioni più giovani e più vecchie.

Tutto ha a che fare con la cosiddetta Guerre delle Ere. Il responsabile sembra essere il misterioso Grande Padre e finalmente Vaughan ci darà parecchie informazioni sul suo conto e le sue motivazioni. Ma oltre a questo, lo scrittore introduce un altro dettaglio inquietante: i viaggiatori nel tempo prima o poi vengono infettati da una malattia mortale, provocata proprio dagli sbalzi spazio-temporali. Mackenzie, in particolare, ne è affetta e ciò fornisce a Vaughan l’occasione di presentarcela in una versione più vulnerabile e sensibile.

Dietro la patina di apparente aggressività, infatti, Mackenzie è una ragazzina che nasconde certi lati della sua personalità che emergono in una toccante e delicata sequenza in cui finalmente trova il coraggio di accettare il suo orientamento sessuale, senza più reprimerlo. In Paper Girls Vaughan non dimentica di dover proporre un fumetto di intrattenimento, ma affronta tematiche importanti come l’identità, i limiti del progresso scientifico, l’omofobia e i conflitti generazionali. In fondo, la guerra da lui narrata si basa sulla contrapposizione tra giovani e vecchi. I primi, pur con le loro mancanze, rappresentano un futuro dalle grandi potenzialità. I vecchi, d’altro canto, simboleggiano le colpe e gli errori del passato.

Anche stavolta non mancano riferimenti biblici, filtrati da suggestioni sci-fi, e situazioni visionarie e allucinate. Vaughan a volte si concede sperimentalismi interessanti, specialmente nell’episodio in cui le protagoniste finiscono in quattro diverse linee temporali. Di conseguenza, ogni tavola si compone di quattro vignette e ognuna di esse è dedicata a un singolo personaggio e a una specifica area del tempo. Le tavole possono essere lette nell’ordine in cui sono stampate oppure si possono leggere solo quelle di una delle protagoniste e in entrambi i casi la trama ha un senso logico.

Oltre a questi virtuosismi, Vaughan scrive testi efficaci e ironici, spesso citazionisti, e il risultato complessivo è davvero di buon livello. Pure in questi due ultimi volumi ai disegni c’è l’ottimo Cliff Chiang che supera le incertezze grafiche evidenti in alcuni episodi di Wonder Woman e raggiunge uno stile maturo, di notevole bellezza formale, impreziosito da leggerezza, fluidità, eleganza e indiscutibile dinamismo.

Insomma, Paper Girls è veramente un’opera da tenere d’occhio ed è senza dubbio una delle migliori produzioni Image degli ultimi anni. Da provare.

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