Alix è uno dei personaggi più conosciuti e importanti del fumetto francese. Creato dal compianto Jacques Martin, era un giovane gallo diventato cittadino romano, spesso al centro di vicende intricate e coinvolgenti inserite nel contesto dell’antica Roma. La serie conquistò un folto pubblico di appassionati, grazie anche all’accuratezza storica. Sebbene, infatti, le storie di Alix fossero frutto dell’immaginazione di Martin, gli ambienti erano descritti con una precisione certosina e conferivano autenticità alle trame.

Di recente la sceneggiatrice Valérie Mangin ha deciso di rendere omaggio al maestro del fumetto francofono con una miniserie di Alix. Il protagonista viene però proposto in chiave contemporanea. Non è più un adolescente ma un uomo adulto, divenuto senatore, ha un figlio, Tito, e un figlioccio, l’egiziano Chefren. La storia ha inoltre un ritmo e un’impostazione più moderne e le situazioni narrate sono senz’altro adulte e drammatiche.

Mondadori Comics aveva proposto i primi due capitoli della miniserie sull’ormai defunta collana Prima e poi l’ha continuata su Historica. Questo volume propone i numeri conclusivi ed è qui che tutti gli elementi che avevano finora caratterizzato la vicenda trovano uno sviluppo definitivo. Per una serie di motivi, Alix è impegnato in una missione per conto dell’imperatore Augusto e deve vedersela con pericolosi culti orientali che intendono mettere in discussione la sua autorità.

Tutto ruota intorno alla cosiddetta statua di oricalco della dea Cibele, un manufatto che, a quanto si dice, conferisce immenso potere a chi lo possiede. Ma esiste realmente? E cosa c’è di vero in questa leggenda? Un ruolo fondamentale nella storia lo gioca il tormentato Chefren che, dopo essere stato evirato dai componenti di una setta, intende impadronirsi della statua nella speranza di ritrovare la virilità ormai perduta. Ma anche Livia, la perfida moglie di Augusto, seguace di Cibele, ha un ruolo rilevante e potrebbe essere al centro di una fitta rete di intrighi e complotti.

Valérie Mangin racconta un’avventura avvincente che ha il pregio di conquistare il lettore e, come nel caso di Martin, rievoca con maestria e precisione il contesto storico in cui Alix e gli altri personaggi agiscono. Testi e dialoghi sono curati e la trama ha un ottimo ritmo narrativo, incentrato sull’azione e sui continui colpi di scena.

I disegni di Thierry Démarez, d’altro canto, rendono pienamente giustizia allo script. L’artista ha un tratto pulito, elegante, dinamico, naturalistico nell’impostazione. Ogni personaggio è caratterizzato in maniera efficace e le architetture, i paesaggi, gli abiti d’epoca e gli interni delle maestose abitazioni dei nobili romani sono raffigurate con perizia. Vanno segnalati i colori cupi e crepuscolari dell’ottimo Jean-Jacques Chagnaud che si rivelano adatti all’avventura a forti tinte concepita dalla scrittrice.

Nel complesso, quindi, questo volume di Historica è di buon livello e ha il merito di riproporre un personaggio fondamentale del fumetto francese.

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