Come ho scritto varie volte, negli anni settanta la Marvel pubblicò parecchie serie che si discostavano dal genere dei supereroi. Il responsabile fu Roy Thomas che ritenne opportuno cercare nuove fasce di mercato, attirando quei lettori che magari non erano interessati ai giustizieri in calzamaglia. Di conseguenza, la Casa delle Idee propose mensili fantasy, fantascientifici, di arti marziali, e non mancarono, ovviamente, quelli horror.

Molte di queste testate ebbero una durata effimera ma proposero personaggi interessanti che tuttora appaiono negli albi Marvel. Per quanto concerne l’horror, Ghost Rider fu decisamente rilevante. Il motociclista demoniaco Johnny Blaze, ideato da Gary Friedrich, sconvolse il pubblico dell’epoca, specialmente con i primi episodi, inseriti nel contesto delle sette sataniche e influenzati da L’Esorcista e altre pellicole analoghe, e nelle sue storie apparvero personaggi destinati ad avere un loro seguito. Tra essi, si distinse l’inquietante Daimon Hellstrom, il Figlio di Satana.

Quando apparve per la prima volta, Daimon era un esorcista. Dopo aver scoperto di essere figlio di Satana, aveva rinnegato il suo retaggio infernale, decidendo di combattere i seguaci del genitore. Questo Omnibus include le sue storie classiche e propone innanzitutto i nn. 1 e 2 di Ghost Rider che segnano, appunto, l’esordio di Daimon. Gary Friedrich propone sin dal principio un eroe cupo e tormentato, puntando su atmosfere fosche e oscure, degne di un romanzo gotico, e avvalendosi dei disegni dell’ombroso Tom Sutton e del meno efficace Jim Mooney.

Si prosegue poi con i nn. 12/20 di Marvel Spotlight, il comic-book antologico che per un periodo ospitò le avventure di Daimon. Il primo episodio è sempre di Friedrich che accentua le caratteristiche iniziali del protagonista, un uomo spinto da un senso di ribellione che reprime con fatica la sua natura demoniaca. Gli episodi successivi sono firmati da una leggenda dei comics, il trasgressivo Steve Gerber, autore di opere anti-convenzionali come Omega The Unknown, Man-Thing e The Defenders, tra le altre cose. Steve si sbizzarrisce con demoni, creature mostruose, possessioni demoniache, culti satanici, scrivendo testi allucinati e inventivi e facendo esordire Baphomet e il perfido Allatou.

Il villain per eccellenza è comunque sempre Satana, le cui macchinazioni danno parecchio filo da torcere a Daimon. Il versante dei disegni, però, è purtroppo discontinuo. Se da un lato c’è il grande Gene Colan che illustra il n. 16 con la consueta perizia e nei nn.20/22 l’efficace Sal Buscema, il resto è appannaggio di Jim Mooney e del pessimo Herb Trimpe.
Nel libro ci sono poi gli otto numeri di Son of Satan, la serie dedicata a Daimon che prosegue le trame iniziate su Marvel Spotlight. In questo caso è John Warner, autore che negli anni settanta si occupò della linea editoriale horror made in Marvel, a narrare le gesta del personaggio, puntando su situazioni visionarie e psichedeliche alla Dr. Strange e ideando un’avvincente e articolata story-line incentrata sulla minaccia del demone Anubis, del malvagio Mindstar e del letale Possessore. Le trame sono di buon livello, ma anche in questo caso l’aspetto grafico è discontinuo. Ci sono l’abile Jim Starlin, l’ottimo Sonny Trinidad e il raffinato P. Craig Russell, ma anche Jim Mooney e il dimenticabile Ed Hannigan.

Va segnalato il n. 8 di Son of Satan che Warner scrive insieme al grande Archie Goodwin. In questo episodio fa la sua prima apparizione il terribile Belial, destinato a diventare uno degli esseri demoniaci più importanti del Marvel Universe. I disegni sono di Russ Heath e John Romita Sr. che propongono tavole senz’altro riuscite.

Inoltre, il libro include pure il n. 32 di Marvel Team-Up, serie dedicata alle alleanze dell’Uomo Ragno e, meno frequentemente, della Torcia Umana. In effetti, in questo caso è Johnny Storm a incrociare la strada del Figlio di Satana, in una storia piena di demoni scritta dal veterano Gerry Conway e disegnata dall’onnipresente Sal Buscema. E non manca il n. 14 di Marvel Two-In-One, mensile che, invece, si occupava delle alleanze della Cosa. Nell’episodio Ben Grimm diviene vittima, insieme a Daimon, degli intrighi del diavolo. Non è, comunque, una vicenda memorabile, scritta da un Bill Mantlo senza infamia e senza lode e purtroppo disegnata da Trimpe.

Concludendo, si può dire che questo Omnibus è interessante perché si concentra su un personaggio a suo modo carismatico che in seguito sarebbe apparso spesso nelle storie dei Difensori e dei Vendicatori della Costa Ovest e che ha una sua indubbia importanza nel contesto mistico/esoterico del Marvel Universe. Ha, tuttavia, il difetto di essere poco efficace graficamente e, considerato il prezzo dell’Omnibus, è consigliabile riflettere bene prima di acquistarlo.

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